Black Clover: Phantom Knights, la recensione 6

Bandai Namco propone un altro adattamento videoludico dal manga di Yuki Tabata, ecco la recensione di Black Clover: Phantom Knights

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   30/01/2020

Dire che sia subentrata una certa stanchezza nei confronti dell'RPG mobile è un eufemismo, ma visto il grande richiamo della serie anime in questione può risultare interessante la recensione di Black Clover: Phantom Knights. La serie Black Clover ha in effetti tutte le carte in regola per rientrare nell'ormai sterminato filone del gioco di ruolo con combattimento tattico e raccolta di eroi in formato mobile, trattandosi di un racconto ad ambientazione fantasy caratterizzato da un ricco cast di personaggi, c'è anzi da chiedersi come mai Bandai Namco si sia mossa solo ora proponendo il gioco in questione, dopo l'esperienza di Black Clover: Quartet Knights su PS4 e PC. È decisamente tardi per emergere in un genere che ha ormai raggiunto da tempo la saturazione, ma quando si tratta di licenze di questo richiamo c'è sempre la possibilità di appoggiarsi a una buona fetta di pubblico composta dagli appassionati della serie ed è in effetti proprio a questi che il gioco si rivolge in maniera privilegiata, visto che per il resto non si rilevano elementi tali da distinguersi in maniera decisa sulla concorrenza.


Questo non significa che sia un gioco del tutto fatto male, solo che arriva davvero fuori tempo massimo e presenta anche alcuni evidenti limiti tecnici che non possono farlo risaltare in messo all'enorme massa di titoli del tutto similari e in buona parte migliori. Tuttavia, c'è qualcosa per cui merita dare un'occhiata a Black Clover: Phantom Knights, visto che il gioco tenta di proporre qualcosa di nuovo nella formula standard soprattutto per quanto riguarda il sistema di combattimento. Questo propone elementi tattici più marcati rispetto a quanto visto in molti altri casi, in particolare per quanto riguarda la scelta delle formazioni e il gioco di squadra fra gli eroi, rivelandosi piuttosto tattico e profondo. Il problema è che anche questo viene presto sommerso nella tipica dinamica da catena di montaggio che emerge a lungo andare in questa tipologia di gioco. D'altra parte, la presenza dell'auto-battle sappiamo già cosa sia destinata a portare: una volta apprese le dinamiche di base ed entrati nell'inesorabile meccanismo della progressione costante, il piacere del combattimento scompare e viene sostituito dalla necessità di sbarazzarsi più in fretta possibile di tali intermezzi superflui, lasciando giusto il gusto della crescita delle statistiche e della raccolta di nuovi eroi, che sono poi le fondamenta di tutto il gioco.

Cavalieri, maghi e gemme

Il gioco si dipana secondo le modalità classiche di questo genere, proponendo una storia originale, suddivisa in varie missioni, e una pletora di varie attività che sostanzialmente propongono comunque la stessa struttura a combattimenti progressivi ma in grado di portare a ricompense di diversa tipologia. La dinamica standard è dunque rappresentata da combattimenti in sequenza contro ondate di nemici a difficoltà progressiva, con scontro don boss occasionale al termine. Se ci si trova in una modalità dotata di un supporto narrativo, al termine delle quest si assiste a qualche semplice dialogo tra i personaggi, costituito per lo più da schermate statiche con i volti dei personaggi che si alternano, coinvolti nella discussione. La storia è appositamente costruita per il gioco ma non sembra raggiungere la ricchezza tipica del mondo di Black Clover e non è facile entrarci se non si conoscono già le basi della serie, d'altra parte sono i grandi appassionati che sapranno apprezzarla al meglio, desiderosi di conoscere anche questo particolare retroscena degli eventi.


Il sistema di combattimento è a turni e richiede al giocatore di comporre il party di combattenti e schierarlo sul campo di battaglia attraverso diverse tipologie di formazione, con i personaggi che si dispongono su una scacchiera in maniera tattica. Questo aspetto ha una notevole importanza sull'esito delle battaglie e rappresenta probabilmente la caratteristica più originale di Black Clover: Phantom Knights, che presenta almeno un sottile strato di strategia sul combat system tradizionale. Per il resto, si tratta come al solito di attivare abilità speciali e attacchi combinati quando si caricano i vari indicatori, stando poi attenti a gestire il cooldown delle mosse, ma sono tutti elementi che si perdono sullo sfondo una volta che viene attivato l'autoplay.


L'altra colonna portante tipica di questo tipo di gioco è la raccolta e gestione dei personaggi, ovviamente ben presente anche qui. Le evocazioni avvengono investendo le gemme - che ovviamente possono essere acquistate anche attraverso denaro reale - attraverso la solita meccanica gacha, consentendo di ottenere combattenti di rarità e livello differente in maniera random ma anche a seconda del valore investito. La gestione tattica degli eroi è profonda e complessa, attraverso skilltree in grado di modificare le statistiche sbloccare numerose abilità concatenate e anche questo è un aspetto che può essere particolarmente apprezzato dai cultori della serie originale.

Anche tecnicamente non ci troviamo proprio di fronte a un titolo impressionante: il character design è ovviamente quello originale ed emerge nelle scene d'intermezzo statiche, ma nelle fasi di combattimento viene utilizzato uno stile semi-chibi estremamente semplificato, con effetti grafici che non aiutano più di tanto a rendere spettacolari gli scontri, restituendo un certo senso di piattezza generale.

Versione testata
Android 1.0.2
Digital Delivery
App Store, Google Play
Prezzo
Gratis
Multiplayer.it

5.7

Lettori (3)

2.8

Il tuo voto

Black Clover: Phantom Knights parte da una licenza molto interessante e potenzialmente perfetta per un RPG in ambito mobile, il problema è che non solo si rivela essere l'ennesimo gioco a trazione gacha, ma non spicca nemmeno più di tanto nella marea di titoli similari che hanno ormai invaso da tempo il mercato. Ci sono alcune introduzioni interessanti per quanto riguarda il sistema di combattimento, ma vengono velocemente soffocate dal passaggio in secondo piano delle tattiche una volta entrati nel gorgo della progressione costante e dell'auto-battle. Resta un sistema di gestione dei personaggi e del party piuttosto profondo, ma in definitiva questo è un gioco che può avere senso solo per i fan sfegatati della serie, perché anche nel caso in cui si riesca ancora a sopportare il genere in questione, se ne trovano esponenti sicuramente più riusciti in giro.

PRO

  • Black Clover è una buona base su cui costruire un RPG
  • Il sistema di combattimento ha degli elementi interessanti

CONTRO

  • Tutto già visto altrove e anche in maniera migliore
  • Tecnicamente piuttosto povero
  • Le solite storture di questo genere, tra grinding estremo e micro-transazioni