Black Command, la recensione 0

Da Capcom arriva un particolare strategico ad ambientazione militaresca, scopriamolo nella recensione

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   04/10/2018

Non ci saremmo aspettati facilmente di trovarci a scrivere una recensione di un titolo del genere da parte di Capcom, trattandosi di un genere e un'atmosfera che sembrano piuttosto distanti dalle produzioni standard della compagnia nipponica, cosa che aumenta ampiamente la curiosità su Black Command. Si tratta infatti di una sorta di strategico in tempo reale ad ambientazione militare (o militaresca, vista l'atmosfera generale degna del miglior film yankee guerrafondaio), che tuttavia propone un approccio piuttosto particolare al genere e una meccanica che sembra perfettamente studiata per funzionare al meglio sui dispositivi mobile. Quest'ultimo aspetto non dovrebbe significare necessariamente una produzione al risparmio, impostata in modo tale da lanciare sul mercato un free-to-play ricco di micro-transazioni, eppure Black Command spesso dà questa impressione. Non c'è molto della pulizia e della qualità tipica dei giochi nipponici (e di Capcom in particolare, in questo caso) tra le semplici schermate di Black Command.


Si può facilmente convenire sul fatto che la grafica sia stata studiata in maniera tale da non risultare confusa e consentire sempre di avere chiaramente sott'occhio la situazione, ma non può venire un certo moto di tristezza dopo l'ennesima mappa uguale alle altre e appena accennata con qualche tratto sullo schermo e degli anonimi menù per la gestione dei personaggi e delle armi. Tuttavia, dove il gioco dimostra tutto il suo valore è in effetti in azione, sul campo di battaglia, quando si comincia a prendere dimestichezza con le tattiche e si avanza verso livelli un più impegnativi, che richiedono un po' di capacità decisionale per poter portare a termine la missione e far sopravvivere i mercenari. Insomma l'idea è un po' trita, la realizzazione è alquanto deludente ma la sua meccanica è costruita in maniera perfetta per il contesto in cui dev'essere fruito, tuttavia nel complesso qualche dubbio su Black Command rimane.

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Soldati professionisti

Il gioco mette in scena vari conflitti immaginari ma dotati di una caratterizzazione decisamente realistica, nei quali siamo chiamati a intervenire in qualità di capitano di una pattuglia di una PMC, ovvero una compagnia militare privata, assoldata di volta in volta come contractor da varie fazioni all'interno di crisi internazionali. Non vengono effettuati particolari approfondimenti sulla storia e gli eventi che fanno da sfondo, qui più che la fanta-politica conta l'azione, come dimostra il capitano istruttore che ci introduce nelle prime fasi del gioco. Su una semplice mappa vengono posizionate le varie missioni da intraprendere, che comprendono vari obiettivi come eliminazione di nemici, distruzione di basi o salvataggio di alleati, e cliccando su queste si accedere all'azione sul campo. Questa viene inquadrata dall'alto e senza rappresentazioni particolari: la mappa è una sorta di cartina su cui i propri soldati e i nemici sono rappresentati come semplici puntini e frecce, con cui interagire con brevi tocchi sullo schermo. Ci si trova dunque a spostare le truppe e farle attaccare, cercando di non farle rilevare dai nemici in modo da poter sfruttare l'effetto sorpresa e raggiungere l'obiettivo senza subire perdite.


Nel corso degli scontri a fuoco, qualche immagine prestabilita "di repertorio" ravviva un po' un'impostazione grafica che rimane comunque sempre estremamente spartana, anche per mantenere un approccio più semplice possibile al gioco ma finendo per risultare in breve alquanto monotona. Il successo degli scontri dipende dalla qualità delle armi che si possiedono, dall'effetto sorpresa e dalla posizione in cui ci si trova, per cui ogni fase dello spostamento sulla mappa e dell'attacco dev'essere condotta con una certa attenzione, cercando le traiettorie migliori al di fuori da sguardi indiscreti e mantenendo un profilo più basso possibile. L'interfaccia è semplice ma a volte non chiarissima e soprattutto non risponde sempre perfettamente agli input, anche se il ritmo di gioco concede comunque qualche imprecisione, in ogni caso Black Command risulta ben studiato per essere giocato con una mano sola e in sessioni anche molto brevi. La gestione della squadra aggiunge profondità a un'impostazione strategica altrimenti un po' troppo basilare, con la possibilità di gestire l'arsenale e la composizione del gruppo in modo da cambiare le caratteristiche in battaglia. Essendo un free-to-play sono ovviamente presenti le micro-transazioni, qui legate soprattutto all'acquisto di munizioni: sebbene l'uso parsimonioso di queste sia parte integrante dell'approccio tattico alla battaglia, la scarsità di colpi emerge presto e tende a costringere all'acquisto dei pacchetti, anche se non c'è una vera e propria obbligatorietà. Il gioco è interamente in inglese.

Versione testata
Android, iPad 1.00.08
Digital Delivery
App Store, Google Play
Prezzo
Gratis
Multiplayer.it

6.7

Lettori

S.V.

Il tuo voto

È evidente che l'idea di Capcom con Black Command fosse costruire uno strategico dotato di una certa profondità ma giocabile un po' da tutti e la missione in questo senso è abbastanza riuscita: si tratta di un gioco intuitivo, con un tutorial molto esaustivo e perfettamente adatto alla fruizione mobile. Il problema è che questa semplicità di base, sia strutturale che tecnica, tende a far calare l'interesse abbastanza in fretta. La grafica schematica risulta presto anonima e monotona, mentre il senso di progressione è un po' appiattito da una mancanza pressoché totale di approfondimento sugli eventi che caratterizzano la storia, elementi che in un gioco del genere servirebbero a compattare e arricchire l'esperienza. Rimane dunque uno strategico "barebone" funzionale e divertente sulle prime, ma che stanca abbastanza in fretta.

PRO

  • Buona riduzione mobile dello strategico
  • Adatto ad essere giocato in brevi sessioni con una mano
  • Accessibile, anche grazie a un esaustivo tutorial

CONTRO

  • Un po' troppo semplice come grafica e caratterizzazione
  • Monotono alla lunga
  • Qualche incertezza nell'interfaccia touch screen
  • Caricamenti stranamente frequenti e lunghi