Brain Training del Dr. Kawashima, la recensione 11

Arriva su Nintendo Switch Brain Training del Dr. Kawashima, evoluzione di uno dei maggiori esponenti del casual gaming. Ecco la nostra recensione

RECENSIONE di Marco Perri —   04/01/2020

Indice

Questa recensione di Brain Training del Dr. Kawashima per Nintendo Switch è stata scritta a quattro mani, due di chi firma e due della mamma, abile tester dell'unico software che in questi giorni è riuscita a distoglierla dalle faccende domestiche. La domanda del giorno è la seguente: quanto è complesso coinvolgere genitori non più adolescenti e farli sentire parte di un percorso di intrattenimento strutturato? Mentre aprivamo il pacchettizzato - all'interno uno stilo anni luce avanti quelli testati su DS e 3DS - ce lo siamo chiesto spesso, ormai lontani dall'era del casual gaming ma memori di croci e delizie di una fase strana di questa industria. La risposta è che è complesso, veramente: figli di una passione quotidiana pensiamo che il gaming sia un'attività per tutti, che sia semplice prendere in mano un pad, comandare con freddezza e coordinazione l'azione a schermo, che i titoli cinematografici più scriptati siano democratici, ma nulla di tutto questo corrisponde al vero. La mamma ha una sua piccola skill a Mario Kart 8 Deluxe ma finisce lì, quindi dopo qualche pista mi guarda e vuole tornare a fare i sudoku, le addizioni, giochi di memoria e, solo in quei momenti in cui è esaltata, giochi di velocità e riflessi. Brain Training, oggi, è un ottimo promemoria dei tempi che furono ma, a differenza dei periodi DS, è più strutturato per rimanere e affondare nel tempo le sue radici, giorno dopo giorno portandosi dentro un target demografico alto e anche molto alto, poco avvezzo a passare tempo davanti uno schermo.

Sensori orizzontali

Semplice, intuitivo, immediato: Nintendo ha costruito l'ingresso nel nuovo mondo di Brain Training nel modo più veloce e indolore possibile, snocciolando nozioni del Dr. Kawashima e chiarendo dal principio la nuova anima multigiocatore del software. Rimane la colonna portante dell'allenamento quotidiano, fatto di test di esercizi scelti a caso e allenamento mirato, ma stavolta Nintendo implementa un fattore party-game nel suo franchise multi-milionario. Vogliamo cominciare da qui perché l'Allenamento Veloce, giocabile in modalità orizzontale, incarna al meglio l'aspetto più divisivo di questo Brain Training: l'utilizzo del sensore IR.

Possedendo una Switch "Fat", la possibilità di staccare i Joy-Con e sfruttare l'IR del destro regala nuove emozioni in salsa Kawashima: Morra Cinese, Calcolo Digitale e Allenamento Digitale sono una sorta di tutorial, mentre Contauccelli, Alzabandiere e Contacubi sono i minigiochi effettivi di sfida con un amico. Divertenti e funzionali, quanto proposto convince nel breve e nel medio, mantenendo a un buon livello l'asticella di interesse nel tornare a prendere in mano la console a sfidare qualcuno nel giocare con le dita davanti il sensore a infrarossi o contare velocemente premendo i trigger dei Joy-Con. Ciò che stona è invece l'impossibilità di giocare a dovere su Nintendo Switch Lite: l'impossibilità di staccare i Joy-Con costringe a un peso maggiore nel gaming verticale, mentre l'assenza di IR taglia inevitabilmente fuori alcuni minigiochi. Un peccato di gola, certo, visto che lo sviluppo sarà sicuramente iniziato prima del concepimento della versione Lite, ma anche un paradosso, poiché Brain Training è uno di quei prodotti completamente portatili. Siamo sicuri Nintendo, prima di rilasciare il titolo, si sia fatta infinite volte questa domanda e stia convivendo molto bene con le risposte poiché il fulcro dell'esperienza rimane l'allenamento quotidiano, perfettamente gestibile su entrambi i modelli, e un mercato oggi differente rispetto all'esplosione dei prodotti casual di 15 anni fa, pertanto anche più informato e pronto a eventuali tagli tecnologici di una versione Lite. A parte questo, il taglio party dà quel tocco di novità a un parco di aspettative ormai consolidato, fornendo qualche elemento aggiuntivo per portare dentro, per l'appunto, la mamma e farla giocare a morra cinese o esercizi di coordinamento occhio-mano. Poco non è.

Io sottraggo, tu aggiungi, egli ricorda

Allenare il cervello con Brain Training è operazione conosciuta: Kawashima giunse tanti anni fa a dirci che la nostra massa cerebrale era quasi oltre il punto di non ritorno, pertanto oggi come allora la curiosità di scoprire quanto siamo invecchiati c'è. Grazie anche a un prezzo più invitante rispetto alla media, Brain Training del Dr. Kawashima fornisce, a metà ciclo vitale di Switch, quel mood casual ripreso da Ring Fit Adventure e giustamente portato avanti per completezza di offerta. Per quanto senza più alone di novità o viralità, il software rimane un valido esempio di artigianalità nintendiana: coerente, preciso, studiato nei dettagli, ingaggiante e premiante, Brain Training è oggi un'esperienza più matura, non più nuova ma maggiormente consapevole e capace di dichiarare sé stessa senza strafare, facendo semplicemente ciò che avrebbe sempre voluto fare: affiancarsi a un utilizzo quotidiano, mantenendo allenato il cervello tramite il gioco. I suoi minigiochi, sbloccati a poco a poco, sono mix di attività conosciute e nuove, una fusione di matematica, logica e memoria che riprende vecchie abitudini - nessun tutorial che insegna a scrivere le cifre, causando talvolta frustrazione nella mancata ricezione del software di ciò che volevamo scrivere - e le proietta in un titolo che risponde a quelle esigenze lì, in piena espressione della propria eredità.

Disponibili per allenarvi ci sono 13 minigiochi compreso il Sudoku, un sempreverde che piace un po' a tutti, anche a chi in giro non sapeva esistesse Brain Training ma che magicamente si ritrova a prendere in mano lo stilo e scrivere numeri. Fino a oggi, dopo alcuni giorni di utilizzo, ci ha divertito staccare un attimo la spina da prodotti più impegnati, sdraiarci ancora di più sul divano, prendere in verticale Switch e fare un po' di test, complice un alone di nostalgia e voglia di ricordare cosa voleva dire, tanti anni fa, portare in giro Nintendo DS per far provare un software di allenamento cerebrale a persone che ancora meno di oggi conoscevano console o videogiochi. Il casual gaming, insomma, quello umile, che non ha microtransazioni ma che, con una vetrina curata e buon contenuto, riesce a prendere per mano chi questo mondo proprio non lo mastica. Completa la dotazione l'inserimento di una futura modalità competitiva online, aggiunta sicuramente interessante ma attualmente in attesa di un aggiornamento dedicato.

Prezzo
26.99 €
Multiplayer.it

S.V.

Lettori (9)

6.3

Il tuo voto

Gli smartphone hanno un po' rivoluzionato la percezione dei videogiochi casual, ma Brain Training del Dr. Kawashima rimane un prodotto unico, capace di ritagliarsi un suo spazio e posizionarsi in un'offerta di piattaforma democratica, trasversale, fruibile e leggera. Oggi, contrariamente a quando il franchise era novità, è un pochino più complesso stabilire un target, ma così su due piedi ci viene da dire che è più alto che in passato. Complice l'invecchiamento di quella fascia nata con il primo episodio, ci viene naturale pensare a Brain Training come un prodotto perfetto per ingaggiare genitori, giovani o meno giovani, e partner poco avvezzi al gaming. Potevamo aspettarci più minigiochi, si, ma per circa 27€ in digital e 35€ per il pacchettizzato con lo stile in bundle, ci sentiamo di dire che l'equazione porta e non è sbilanciata da una o da un'altra parte. Forse avrà meno presa rispetto al passato, ma questo è probabilmente uno di quei franchise che potrebbero esistere all'infinito. Il prossimo episodio? Non ci stupirebbe vederlo mobile.

PRO

  • Curato e strutturato
  • Casual gaming veloce, ogni giorno
  • Aggiunta del multiplayer...

CONTRO

  • ...ma non sul modello Lite
  • Scrivere le cifre è talvolta frustrante
  • Poche novità nell'Allenamento Quotidiano