G.I. Joe: War On Cobra, la recensione 28

Torniamo bambini con la recensione di G.I. Joe: War On Cobra, ma sotto attacco è soprattutto la carta di credito

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   07/02/2020

C'è una regola non scritta che vuole ormai la maggior parte dei giochi mobile su licenza ricadere nella trappola del free-to-play con micro-transazioni e questa recensione di G.I. Joe: War On Cobra non fa che confermarlo. Saranno ormai più di cinquant'anni che i G.I. Joe combattono i Cobra per difendere la libertà contro gli oscuri piani dell'organizzazione criminale, ma il militarismo anni 80 dei giocattoli Hasbro è ancora perfettamente in linea con il gusto e lo stile di molte produzioni d'intrattenimento americane. Con il tempo il brand si è espanso ed è stato oggetto di diverse interpretazioni, come dimostra anche questo gioco per piattaforme mobile, nel quale i prodi soldati scelti vengono rappresentati in maniera decisamente cartoonesca e caricaturale. D'altra parte non è facile prendere sul serio una rappresentazione così sopra le righe della guerra, ma c'è qualcosa su cui invece G.I. Joe: War On Cobra non scherza affatto: cercare di spillare soldi ai giocatori. Che dietro la retorica dei Joe ci possa essere un chiaro intento imperialistico di diffondere la visione consumistica dell'economia americana nel mondo è qualcosa che si può facilmente sospettare - almeno per chi negli anni 80 ne desiderava ardentemente i giocattoli ma aveva genitori post-sessantottini - ma questo gioco mobile non te lo manda proprio a dire, con le sue continue richieste di acquistare questo o quel pacchetto speciale in promozione.


È un peccato, perché si tratta di un gioco fatto piuttosto bene, curato nella caratterizzazione della grafica e con un sistema di combattimento in stile strategico in tempo reale che fa sempre la sua buona figura, pur nella semplicità estrema in cui si presenta. Ovviamente è possibile evitare le trappole e giocare senza dover pagare continui balzelli, ma l'esperienza assomiglia a una sorta di corsa a ostacoli, con manovre da funamboli per evitare di premere una finestra o un'altra, con stampati sopra dei prezzi assolutamente fuori logica. Ripensando ai cartoni del sabato mattina, la nostalgia da una parte incrementa l'effetto attrattivo di questo gioco ma dall'altra fa ancora più arrabbiare per il modo in cui i Joe sembrano essere diventati un'avida fabbrica di click e risorse a pagamento in questa nuova interpretazione.

La guerra continua

Come in un'azzeccata metafora della follia della guerra, G.I. Joe e i Cobra continuano a scontrarsi ferocemente da decenni senza che si capisca ormai esattamente quale sia il motivo del contendere e la storia di questo gioco fa ben poco per chiarire la situazione, ponendo semplicemente un pretesto per consentire alle due fazioni di bombardarsi a vicenda. Un elemento molto interessante di War in Cobra è la possibilità di far parte di una o dell'altra parte, potendo anche seguire in maniera alternata due campagne diverse per vedere lo sviluppo del gioco sui due fronti opposti, senza dunque fossilizzarsi su un'unica prospettiva. Seguendo una campagna o l'altra il senso non cambia: si tratta di costruire una propria base strategica e mettere insieme una squadra d'assalto, con la quale completare varie missioni o lanciarsi alla conquista delle basi di altri giocatori. Questi ultimi cercheranno di fare lo stesso, dunque è buona abitudine investire risorse e denaro nella costruzione di sistemi difensivi in grado di mantenere la propria base protetta dagli attacchi. Unità da disporre in campo e strutture per la base vengono acquisite attraverso il dispendio di denaro, con un complesso sistema economico interno che utilizza diverse valute per l'acquisizione di nuovi elementi, l'ottenimento aggiuntivo di risorse o la possibilità di saltare le numerose attese forzate.


Il sistema di micro-gestione è insomma basato su questa necessità costante di raccogliere risorse con le strutture della propria base e utilizzarle in battaglia e sebbene l'acquisto di elementi attraverso micro-transazioni non sia obbligatorio, è chiaro come tutto il meccanismo spinga in quella direzione, se non altro per evitare gli stop frequenti e ripetuti che emergono in fase di grinding, altro elemento presente in abbondanza in G.I. Joe: War On Cobra.

Sul campo di battaglia, il gameplay è quello classico dello strategico in tempo reale, ma l'azione si svolge anche qui in maniera quasi automatica: le unità si spostano e attaccano in maniera indipendente, cercando sostanzialmente di distruggere tutto quello che incontrano. Al giocatore è richiesto di effettuare la selezione iniziale su quali unità disporre sul campo e la loro posizione iniziale, con la possibilità di indicare anche delle priorità da seguire e obiettivi specifici da colpire prima di altri, ma in generale si tratta di una notevole semplificazione della meccanica classica dell'RTS, strutturata in modo da risultare in missioni brevi che possano concludersi anche senza l'intervento diretto del giocatore. L'accento è dunque tutto puntato sulla costruzione della squadra e sul suo potenziamento attraverso la conquista di unità e veicoli sempre più forti (e rari). Qui non abbiamo a che fare con una vera e propria dinamica gacha, ma il sistema di casse premio punta in buona parte sulla raccolta di personaggi e veicoli che riprendono le meccaniche del drop rate variabile in base agli investimenti effettuati, dunque ci sono elementi similari, puntando peraltro sul richiamo del collezionismo che caratterizzava anche i giocattoli Hasbro. L'assortimento della squadra risulta fondamentale per vincere le battaglie, visto che il livello e la tipologia delle unità schierate sono le caratteristiche che decidono principalmente l'esito dello scontro, con la strategia ridotta ai minimi termini: anche questo fa puntare tutto sulla raccolta di personaggi e mezzi sempre più potenti, spingendo inoltre verso il grinding.

Versione testata
Android 1.1.0
Digital Delivery
App Store, Google Play
Prezzo
Gratis
Multiplayer.it

5.8

Lettori

S.V.

Il tuo voto

G.I. Joe: War On Cobra parte da una buona idea ma finisce col proporre semplicemente un'altra tipica operazione di marketing mobile. Il mondo dei giocattoli Hasbro è l'ideale per la costruzione di uno strategico, essendo basato su personaggi e veicoli militari dotati di un notevole carisma, dunque il concetto del gioco è giusto, ma la dinamica RTS è davvero troppo appiattita sul collezionismo di unità e sul potenziamento di queste, svilendo qualsiasi approccio strategico alla battaglia. Resta comunque forte il richiamo del nome, pertanto una prima prova si concede volentieri anche in virtù del potere nostalgico dei G.I. Joe, ma non appena ci si scontra con le pause imposte, saltando da una barra di caricamento all'altra e cercando di trovare qualcosa da fare che non richieda un'attesa di ore o l'acquisto di un qualche pacchetto, andare avanti richiede una passione davvero non comune per questo gioco e per il brand in generale.

PRO

  • Ottima caratterizzazione, grazie al brand G.I. Joe
  • Buona l'idea di base di usare personaggi e veicoli per uno strategico
  • Solida realizzazione tecnica

CONTRO

  • Fase strategica fortemente appiattita sul valore delle unità in campo
  • Presenza ossessiva di casse premio e micro-transazioni
  • Una certa frequenza dei caricamenti