Goat of Duty, il provato della versione Early Access 2

La mandria di Goat of Duty è arrivata all'appuntamento con la versione Early Access

RECENSIONE di Mattia Armani —   10/07/2019

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A due mesi dal primo incontro con Goat of Duty torniamo a parlare del titolo caprino con il provato della versione Early Access, quella destinata a convincere la community a dare il suo contributo per lo sviluppo di quello che è un FPS che aggiunge alla visuale la testa di una capra (diventando una sorta di sparatutto con visuale dal garrese) ma funziona esattamente come un Quake o un Unreal risultando piuttosto diverso da un Call of Duty. Il nome, però, è d'effetto e ci dice molto di un titolo che ha per protagoniste delle capre assassine, quadrupedi belanti dotati di braccio robotico fissato al busto che permette loro di imbracciare armi futuristiche di ogni genere. Ed è questo il perno di un'esperienza a sfondo ironico, pervasa di citazioni che si palesano anche attraverso una sfilza da sbloccare di trenta costumi a tema legati a film, personaggi famosi e quant'altro.

Sparatutto multigiocatore vecchia scuola, con le capre

La base di Goat of Duty, seconda prova dei ragazzi italiani di 34BigThings che hanno stupito lo stivale con Redout, l'abbiamo già vista in azione ed era piuttosto solida. Armi futuristiche, carica per finire il nemico in corpo a corpo tra orrendi belati e fisica tutto sommato accurata anche se volutamente estremizzata ci regalano un classico sparatutto arena, di quelli che puntano su azione, grandi salti e armi piuttosto potenti. Ma la penuria di modalità della versione embrionale ci ha impedito di affondare il cucchiaio in un piatto che si è fatto finalmente più ricco ampliando il numero di mappe a sei e quello delle modalità a quattro. Si parte con l'ovvio free-for-all, comunque adatto al genere, per arrivare al deathmatch a squadre, finalmente disponibile, passando per la modalità gun deathmatch che penalizza chi conosce a menadito le mappe mettendo in mano a tutti i giocatori, da subito, una potente arma.

Ma con l'uccisione dei nemici lo strumento di morte che ci viene concesso è sempre più debole, in una modalità di gioco che si incastra con un altro strumento di bilanciamento, esteso a tutte le sezioni. Chi muore troppo, infatti, ritorna in campo con un maggior quantitativo di vita, fino a godere addirittura di scudi indistruttibili se si trova puntualmente ultimo. Ed è qualcosa che può capitare spesso di fronte a chi è abituato ad avere a che fare con un gameplay da una parte asciutto e dall'altra fatto di strumenti di morte letali come il lancia dischi, il lancia granate e il lancia razzi, affiancati comunque da armi potenti tra cui troviamo la classica lighning gun e il lanciafiamme. I nomi usati nel gioco sono diversi, ma la sostanza è quella escludendo il repulsore che si combina con l'anima citazionista di Goat of Duty portandoci la modalità Fus Ro Arena, un nome che avrà già fatto suonare parecchi campanelli nella testa dei numerosissimi fan di Skyrim. Non a caso l'arma che permette di proiettare i nemici, reperibile anche nelle altre modalità, sbalza i nemici e combinata con versioni alternative delle mappe che si aprono su baratri senza fondo, genera una vera e propria pioggia di capre che precipitano verso una morte ineluttabile dalla quale non c'è nessun controbilanciamento a salvarle.

Pregi, difetti e promesse

Sei mappe, dicevamo, non sono molte, ma parliamo comunque di un gioco in Early Access dal prezzo di 6,99 euro. Economico, quindi, e comunque destinato a crescere, speriamo anche nel dettaglio grafico. Gli effetti dell'Unreal Engine funzionano e le mappe sono particolari e ben differenziate, a partire dalla verticale e stretta Horror Well per arrivare all'ampia Space Station, ben diversa per gameplay da Future Farm, piccola, concitata e caratterizzata da un traffico di proiettili impegnativo. Ma collisioni e dettagli potrebbero migliorare senza alcun dubbio, garantendo un'esperienza ancor più pulita e fedele ai canoni di un genere che gioca molto sulla precisione. In questo caso, però, gioca anche sulla citazione, con i modelli delle capre un po' più curati del resto in funzione dei trenta costumi, tutti frutto di citazioni quasi sempre evidenti come possono esserlo Robogoat e Fallgoat. Tra l'altro come le mappe sono ben differenziati anche i costumi, abbastanza dettagliati e sfiziosi da garantire una relativa utilità ai punti guadagnati giocando che, di livello in livello, ci permettono di sbloccarli. L'infrastruttura, però, è debole: dominate le poche mappe ed esauriti i sorrisi generati da versi assurdi e capre decapitate, l'interesse inizia a scemare per un titolo che non ha abbastanza cavalli per colmare un netto divario con gli shooter moderni.

E soffre anche il confronto con i capisaldi del genere, pieni zeppi di mappe, di armi ormai calibrate al millimetro e di un carico di nostalgia che non appartiene a quello che sembra essere uno sparatutto fuori tempo massimo, nonostante un paio di peculiarità divertenti, compresa la possibilità di rimuovere le ossa dalla nostra capra per strisciare mollemente per la mappa, che non aggiungono però nulla alla sostanza. Per questo nutriamo qualche dubbio sul futuro di Goat of Duty anche se 34BigThing ci crede e ha intenzione, nei tre o quattro mesi stimati di Early Access che ci attendono, di rendere l'offerta sufficientemente ricca da garantire un'esperienza a chi apprezza titoli alla Quake aggiungendo nuove mappe, nuove modalità, nuove armi e nuove skin, oltre a un'interfaccia migliorata, indicatori di ping, match privati e nuove modalità. Ma la promessa che più ci interessa riguarda senza dubbio quella di dinamiche competitive, un elemento necessario perché un titolo del genere abbia una possibilità di sopravvivere nel mondo degli sparatutto.

Al momento Goat of Duty è uno sparatutto classico capace di strappare più di un sorriso, ma non sembra in grado di affrontare il paragone con gli sparatutto moderni o con i grandi classici. Il gunplay, però, è divertente, le promesse sono corpose e gli sviluppatori sono senza dubbio capaci, cosa che ci porta a non bocciare le capre di 34BigThings, sperando in un'evoluzione netta durante la fase Early Access.

CERTEZZE

  • Gunplay divertente
  • Ambientazioni ben differenziate
  • Il tocco ironico non ci sta male

DUBBI

  • Poche mappe
  • Nessuna dinamica competitiva
  • I costumi non bastano a dare un senso all'accumulo di punti e livelli