Intel Core i9-9900KS, la recensione 34

La recensione di un processore, l'Intel Core i9-9900KS, che si spinge all'estremo con 8 core tutti a 5GHz

RECENSIONE di Mattia Armani —   06/12/2019

Indice

Con la recensione del Core i9-9900KS sappiamo già di essere di fronte a una CPU consumer che punta al massimo delle prestazioni in ambito gaming, spingendo fino a 5GHz tutti gli 8 core e 16 rhewS di processori che conosciamo bene. Ci troviamo infatti al cospetto di una serie di chip Core i9-9900K che pur sempre vincolati all'architettura Coffee Lake Refresh e ai transistor a 14 nm++, sono contraddistinti dalla dicitura Special Edition e sono stati selezionati per poter garantire frequenze più elevate lasciando, al contempo, un margine di overclock sensibile. Ma tutto questo sottintende un numero limitato di esemplari disponibili e comporta anche una spesa superiore che rende piuttosto importante valutare l'effettivo guadagno prestazionale in vista di un possibile acquisto.

Frequenze vertiginose e qualche altra piccola novità

Raggiungere i 5GHz su tutti i core con un processore di questo tipo, in origine pensato per fermarsi a 4.7GHz arrivando a questa velocità con un solo core spinto in Turbo Boost, significa tagliare un traguardo notevole che sottolinea ancora una volta l'abilità di Intel nello spingere al limite una tecnologia basata su transitor a 14 nanometri, arrivati al secondo stadio di rifinitura, che ormai ha qualche anno sulle spalle. Certo, avremmo senza alcun dubbio preferito qualcosa di nuovo, magari equipaggiato con interfaccia PCIe 4.0 e supporto nativo per memorie superiore a 2666Mhz, ma questa tappa intermedia, funzionale anche a non lasciare tutta l'attenzione alla concorrenza, si è resa necessaria in seguito problemi nel passaggio ai 10 nanometri. Eccoci quindi di fronte a un processore da 525 dollari di prezzo consigliato, contro i 470 dollari del 9900K, che pur non innovando alcunché promette comunque l'eccellenza, almeno in ambito gaming, laddove le frequenze, in molti titoli, sono decisamente importanti, tanto più in combinazione con un vantaggio sulla concorrenza in termini di IPC meno marcato che in passato ma comunque rilevante. Ma la notevole spinta ci porta a un aumento dei consumi che passa dai 95W del 9900K ai 127W di questa special edition, inevitabilmente più pretenziosa in termini di raffreddamento. Di conseguenza c'è un parametro in più di cui tenere conto, anche se la CPU è completamente compatibile con le schede madre della serie e i dissipatori per LGA 1151 in circolazione.

In ogni caso un modello di fascia medio-alta o un AIO di fascia media sono comunque sufficienti a raffreddare un processore che comunque parte da una base di 4GHz, lasciando un margine essenziale per evitare che eventuali problemi si traducano in danni. Ma vista la natura elitaria di un processore che stringe l'occhiolino agli overclocker, Intel ha anche introdotto la possibilità di mettere mano alla temperatura limite di throttling, lasciando all'utente la libertà di scelta entro un range che va dai 62 ai 115 gradi centigradi. Non manca quindi margine per giocare con le frequenze, al netto ovviamente di eventuali problemi di stabilità di un sistema già vicino al limite. Ma proprio questo è uno dei pregi di un processore a tiratura limitata, un outsider impacchettato nello stesso grosso dado a dodici facce del modello base che per concezione è simile al Core i7-8086, realizzato a partire dal Core i7-8700K per celebrare i 40 anni trascorsi dal primo processore Intel basato sul set di istruzioni x86. Ma pur speciale questo processore da corsa, da cui ci aspettiamo un quadro complessivo di poco superiore al 9900K liscio, deve comunque fare i conti con il prezzo e con le prestazioni scontrandosi nel primo caso con il Ryzen 9 3900x, equipaggiato con 12 core, e nel secondo caso con il Ryzen 3800X, dotato dello stesso numero di core e thread ma sensibilmente più economico.

Prestazioni, overclock e temperature

La quantità di core è irrilevante nel test single thread di Cinebench R20, dove la nuova CPU Intel guadagna l'1,5% sul 9900K liscio, giù superiore al 3800X di oltre 1 punto percentuale. Non molto, lo sappiamo, ma si tratta di un test in cui i processori AMD se la cavano decisamente bene. Non a caso in multithreading il 3800X supera il 9900K liscio ed è qui che diventano importanti le frequenze del 9900KS che guadagna 7.5 punti percentuali sul modello base, facendo valere il divario di prezzo nonostante le frequenze non siano sempre inchiodate a 5GHz. Ma sono senza dubbio più stabili del 9900K come risulta evidente dal test single thread di CPU-Z dove il Core i9900KS, pur vincolato allo stesso limite del 9900K, guadagna un piccolo ma significativo 1% su un punteggio già superiore a quello di qualsiasi altra CPU consumer in circolazione. Si ripete invece la stessa situazione vista con Cinebench R20 passando al multithreading, con il 9900K che risulta inferiore al 3800X e il 9900KS che invece lo supera, con un salto del 10% che evidenzia ancora una volta l'importanza della frequenza. Tra l'altro lo stesso schema lo ritroviamo sul piano pratico con l'encoding di Handbrake che vede il 9900K lievemente inferiore al 3800X e il 9900KS superarli entrambi di circa 4 punti percentuali, mettendo a frutto un effettivo aumento della potenza di calcolo multithreading.

Soffre però il prezzo che promette di compensare alzando ulteriormente la barra nel gaming, laddove il Core i9-9900K liscio è già il meglio in circolazione. E ci riesce, ma con un margine di appena uno o due immagini per secondo, sia in titoli datati come The Witcher III sia più recenti come Shadow of the Tomb Raider, che non cambia certo il quadro prestazionale di un processore che supera il predecessore di appena 0.5 punti percentuali. Ma chi vuole il massimo in ambito consumer, restando in casa Intel, può contare comunque su un incremento della potenza complessiva e sulla possibilità di arrivare a 5.2GHz in overclock senza toccare il voltaggio base. Tra l'altro il consumo, che in modalità stock sotto sforzo risulta tra i 20 più elevato di quello del 9900K, si ridimensiona proprio spingendo le frequenze a 5.2GHz. Si ferma infatti al di sotto dei 170W che non sono niente male, considerando che il Core i9-9900K consuma qualche watt in più con tutti i core spinti a 5GHz. Emerge quindi con evidenza l'importanza della qualità effettiva di un chip nel determinare il comportamento di un processore che se la cava anche con le temperature che, come nel caso dei consumi, risultano più elevate rispetto al modello base in velocità stock, con circa 90 gradi sotto a un Corsair H100i, ma più contenute in overclock, con 96 gradi circa. Certo, non si tratta di un processore fresco, ma parliamo anche di stress test che non corrispondono alle temperature effettive di utilizzo, tra i 70 e gli 80 gradi anche con applicazioni piuttosto impegnative.

Multiplayer.it

8.4

Il Core i9-9900KS si propone come il processore da gioco più veloce in circolazione e centra il bersaglio, guadagnando qualcosa in più in termini di produttività grazie alle frequenze vertiginose di una CPU che si spinge al massimo. Soffre però il prezzo elevato di un prodotto che da una parte si propone per l'elite, ma dall'altra arriva un anno dopo il 9900K e si trascina comunque dietro qualche problema di sicurezza, interfaccia PCIe 3.0 e consumi non certo contenuti.

PRO

  • Il miglior processore da gioco in circolazione
  • Il traguardo dei 5GHz su tutti i core non è cosa da poco
  • Alle alte frequenze la qualità del silicio si fa sentire

CONTRO

  • Prestazioni in gioco di poco superiori a quelle del Core i9-9900K
  • Margine effettivo di overclock inevitabilmente limitato
  • Un solo anno di garanzia