Io Sono Mostro, la recensione 2

PikPok torna sui dispositivi iOS e Android con un titolo simpatico e coloratissimo, in cui potremo portare morte e distruzione nelle città al comando di enormi creature: ecco la recensione di Io Sono Mostro.

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   14/01/2019

Io Sono Mostro, nome misteriosamente italianizzato di I Am Monster, è l'ultima fatica di PikPok, un team di sviluppo particolarmente attivo nell'ambito dei dispositivi mobile. Nel corso degli anni lo studio neozelandese ci ha consegnato piccole perle come l'endless runner post-apocalittico Into the Dead e il folle puzzle game Monster Ate My Condo, in cui enormi mostri si sfamavano mettendo sotto le fauci interi appartamenti di diversi colori.

Ebbene, la passione per i kaiju sembra ancora andare forte negli uffici di PikPok, e così eccoci alla guida di una vera e propria squadra di creature giganti, impegnate a dispensare morte e distruzione all'interno di grosse metropoli. Io Sono Mostro si pone fondamentalmente come un casual game, visto che per giocarlo non sono necessarie particolari abilità: il movimento del mostro che controlliamo è automatico, lo scenario si riempie in maniera casuale di nemici da affrontare (generalmente soldati, torrette e grossi blindati) e la loro eliminazione è anch'essa affidata a degli automatismi, con l'eccezione delle abilità speciali. Laddove infatti i normali colpi del mostro dovessero diventare poco efficaci rispetto al danno che nel frattempo si subisce, è possibile attivare uno fra tre poteri disponibili, che si ricaricano con il passare del tempo e consentono di distruggere quasi istantaneamente i bersagli, così da poter passare a quelli successivi. La formula si arricchisce in vari modi: alla creatura di partenza se ne aggiungono altre, da evocare tramite un apposito portale, e si può passare dall'una all'altra nel mezzo dell'azione tramite la semplice pressione di un tasto. Lo switch diventa una manovra fondamentale man mano che il grado di sfida si alza, visto che i mostri che vanno in panchina hanno modo di ricaricarsi e lo stesso discorso vale per le loro abilità speciali.

Gameplay e struttura

La distruzione indiscriminata di Io Sono Mostro porta a qualcosa? Benché i meccanismi che regolano l'azione siano quasi del tutto automatici e casuali, l'aumento di uno specifico indicatore consente a un certo punto di abbandonare lo scenario per dedicarsi a un boss fight contro un'altra creatura, in un'atmosfera simile a quella del classico King of the Monsters 2 ma senza la medesima profondità.

Anche in questo caso, infatti, tutto ciò che ci compete sono le abilità speciali e l'eventuale passaggio da un personaggio all'altro: basta scaricare sul bersaglio tutto quello che abbiamo e sarà fatta. Be', a meno che non sia passato ormai un po' di tempo e la sfida non si sia alzata in maniera considerevole, cosa che nelle produzioni freemium solitamente accade e che nel caso di questo nuovo titolo targato PikPok tocca punte abbastanza inedite per quanto concerne le tecniche di monetizzazione. La progressione dei protagonisti, la loro crescita, lo sblocco di nuovi poteri e nuovi mostri dipende infatti dalla ricerca degli scienziati, che è possibile mandare avanti per piccoli tratti approfittando di video pubblicitari e bonus gratuiti, ma che in generale richiede il pagamento di denaro reale. E qui casca il proverbiale asino, perché nel momento in cui il paywall comincia a farsi sentire (non nell'arco delle prime ore, bisogna dirlo: almeno in questo gli autori sono stati lungimiranti), Io Sono Mostro può chiedervi un abbonamento mensile da ben 10,49 euro che include una certa quantità di cristalli, DNA e ricompense extra, oppure lasciarvi scegliere fra acquisti in-app che partono da 5,49 euro (in promozione) e arrivano fino a 109,99 euro. Quello che viene scoperchiato è dunque un vaso di Pandora abbastanza spaventoso, che rimane certamente facoltativo ma viene presentato in una maniera un po' invadente, con il concreto rischio che gli utenti più giovani comprino qualcosa senza volerlo. È un peccato che gli sviluppatori abbiano voluto utilizzare un approccio così aggressivo, perché l'esperienza di Io Sono Mostro ci è sembrata molto semplice ma gradevole, caratterizzata da una splendida grafica cartoonesca e da un comparto sonoro coinvolgente.

Versione testata
iPhone (1.0.5)
Digital Delivery
App Store, Google Play
Prezzo
Gratis
Multiplayer.it

6.5

Lettori (4)

7.1

Il tuo voto

Io Sono Mostro è un titolo particolarmente semplice e immediato, da tirare fuori nei momenti di noia per fare un rapido giro in città a distruggere tutto. Pur essendo quasi completamente automatizzato nei controlli, il gioco sviluppato da PikPok vanta un pur risicato spessore strategico nella gestione delle abilità e dei mostri quando la sfida si fa più consistente, e il tutto è accompagnato da una grafica coloratissima, davvero gradevole. Il problema è che tale impianto si colloca all'interno di un sistema che spinge forte sulla monetizzazione, addirittura con un abbonamento mensile per ottenere punti e oggetti, e che a un certo punto diventa vincolante quando gli attacchi si fanno meno efficaci e le abilità non appaiono più risolutive.

PRO

  • Grafica coloratissima, molto ben fatta
  • Un bel set di mostri e abilità
  • Semplice e immediato...

CONTRO

  • ...forse un po' troppo
  • Meccanismi freemium straripanti
  • Scarsa resa degli impatti