Life is Strange 2: Episode 5, la recensione 66

Life is Strange 2: Episode 5 Wolves conclude la seconda stagione di Dontnod, ecco il bilancio complessivo

RECENSIONE di Simone Pettine   —   05/12/2019

Indice

Ogni storia, prima o poi, giunge alla sua conclusione: la fine arriva per le storie belle, e anche per quelle brutte. L'arrivo della recensione di Life is Strange 2: Episode 5 si accompagna alla fine di una storia bella. Dontnod ci ha accompagnati in un nuovo viaggio, ricco di personaggi interessanti e temi profondi, di avventure, d'azione, infine di riflessioni. Un viaggio durato più di un anno a causa della pubblicazione per singoli episodi, il cui forse unico grande difetto è stato proprio il tempo intercorso tra un capitolo e l'altro di una narrazione fin troppo diluita. Ad ogni modo, ormai è fatta: Sean e Daniel sono arrivati. Dove? Ma soprattutto, come? Questo articolo non contiene spoiler sulla narrazione, e non ci sogneremmo mai di farvene sul finale del secondo capitolo della serie. Tuttavia la lettura è consigliata a coloro che hanno già portato a termine i primi quattro episodi.

Trama: nel cuore del deserto

Sappiamo tutti che l'episodio quattro di Life is Strange 2 non presentava un grande colpo di scena finale: piuttosto l'intero capitolo ruotava attorno ad una rivelazione già di per sé importante, relativa alla madre dei due protagonisti. Karen, dopo tanti anni, si è rifatta viva: vuole aiutare Sean e Daniel con le minacce del momento al loro obiettivo finale di raggiungere il Messico. Accade quel che accade nella chiesa di Heaven Point, e poi scende il sipario. Da qui riparte la trama di Life is Strange 2: Episode 5, il cui titolo principale Wolves evidenzia già di per sé come si sia finalmente arrivati, in modo circolare, alla chiusura dell'intero arco narrativo.

La narrazione prosegue spedita, intensa, scandita in due momenti precisi e ben differenziati: uno con la madre dei protagonisti nella sua comunità pacifica nel deserto, e un secondo momento in cui Sean e Daniel una volta per tutte cercano di raggiungere questo benedetto Messico, partendo dal poco distante deserto dell'Arizona. Non vi diremo se ce la faranno o meno. Vi consigliamo però di fare ancora una volta molta attenzione alle scelte lungo il percorso, per qui ormai i nodi vengono al pettine: sia quelli degli episodi precedenti che quelli del capitolo in questione. Più in generale, il destino dei due fratelli e il loro rapporto anche futuro dipenderà esattamente dalle scelte del giocatore: agite con prudenza.

Interessante ma parzialmente controversa la gestione dei personaggi in quest'ultimo episodio di Life is Strange 2, principalmente perché l'introduzione di nuovi volti degni di attenzione si è dovuta scontrare con la possibilità di dedicare ad ognuno di loro il giusto spazio nelle circa due ore necessarie per arrivare ai titoli di coda. Passi per la madre dei protagonisti, che il giocatore ha già avuto la possibilità di conoscere nel capitolo precedente: tutti gli altri nuovi arrivati del campo nel deserto avrebbero meritato molta più attenzione. L'unico ad averla ottenuta è... non possiamo dirvelo, perché è un graditissimo ritorno dal primo Life is Strange, ponte di collegamento tra la storia di Max e Chloe e quella di Sean e Daniel.

Il gameplay: le scelte hanno le loro conseguenze

Il franchise di Dontnod ci ha già insegnato come ogni scelta abbia le sue conseguenze: in Life is Strange 2: Episode 5 è finalmente il momento di capire a cosa hanno portato tutte le decisioni prese sin dal primo episodio del settembre 2018. La gestione di questo fittissimo sistema di relazioni e di effetti legati anche a cause remote trova il suo culmine negli ultimi minuti di gioco: in base a come avremo educato Daniel, quest'ultimo acconsentirà, si rifiuterà e agirà nei confronti di suo fratello Sean. Gli esiti delle loro avventure saranno principalmente due, con alcune piccole sfumature all'interno: comunque più variegati e proiettati negli anni a venire, rispetto al finale del primo Life is Strange.

Dunque il sistema di scelte, ora che è il momento di tirare le somme, ci ha convinto. Un po' più incerto sembra invece, ancora una volta, il bilanciamento tra le fasi di esplorazione in un ambiente circoscritto e la narrazione fine a sé stessa. A parte la prima metà dell'episodio in cui il giocatore può effettivamente esplorare il circondario e agire sull'ambiente circostante (ma con non troppa libertà), tutto il resto del capitolo si affida a filmati in cui di tanto in tanto si torna a scegliere le linee di dialogo di Sean. Siamo lontani dal pathos, dalle corse forsennate e dall'azione dell'ultimo capitolo del primo Life is Strange: Life is Strange 2: Episode 5 ha un suo modo personale per dire le cose e presentare gli eventi, più riflessivo e più vicino ad altri media come ad esempio le serie televisive vere e proprie. Non è necessariamente un male: era chiaro sin dall'inizio come Life is Strange e Life is Strange 2 sarebbero stati le facce di una stessa medaglie, complementari ma differenti.

Trofei PlayStation 4

Life is Strange 2: Episode 5 porta con sé il suo piccolo numero di trofei su PlayStation 4; con la pubblicazione dell'ultimo episodio, tra l'altro, è finalmente possibile ottenere anche il Trofeo di Platino della seconda stagione. Nulla di troppo complesso: basterà fare attenzione ai collezionabili, e in caso rigiocare alcuni momenti ad hoc di determinati capitoli.

Riflessioni finali sull’intera stagione

Se avete letto le recensioni degli episodi precedenti di Life is Strange 2, avrete già capito come in generale la seconda stagione del franchise di Dontnod ci abbia pienamente convinto, a parte alcuni piccoli difetti dei singoli episodi che comunque non vanno mai ad intaccare seriamente l'elevata qualità dell'intera produzione. Quando parliamo di "elevata qualità" ci riferiamo naturalmente al comparto narrativo, alla gestione delle scelte, al carisma dei protagonisti, alla direzione artistica, al comparto audio, tecnico e grafico.

Life is Strange 2 è pienamente in grado di tenere testa alla qualità generale del predecessore, anzi forse arriva a superarlo nella presentazione e riflessione relativi ad alcune tematiche specifiche: la diversità, la crescita, l'inclusione, il mondo della droga, l'omosessualità e via dicendo. In alcuni passsaggi, ma per fortuna solo momentaneamente, si rischia di sfiorare anche il cliché e la forzatura degli stereotipi: per fortuna sono soltanto dei momenti.

Complessivamente, tuttavia, Life is Strange 2, e Life is Strange 2: Episode 5 lo ha confermato, racconta una storia che difficilmente manca di fare presa sul giocatore. La pubblicazione episodica mai come in questo caso ha minato la solidità della narrazione, ma in fondo moltissimi hanno atteso l'ultima uscita per giocarli tutti quanti di seguito: soprattutto in questo secondo caso, si resterà facilmente incollati al monitor/televisore per un paio di giorni, con un bel sorriso (e qualche lacrima di troppo) sul volto.

Abbiamo apprezzato, in particolare, lo sviluppo di una vicenda "sulla strada", con personaggi sempre nuovi a disposizione, situazioni impossibili da replicare in un ambiente chiuso come quello di Arcadia Bay, tanti luoghi diversi da esplorare. Anche l'idea di focalizzarsi sul rapporto tra due fratelli, che cresce e si sviluppa durante il loro viaggio, ci ha infine pienamente convinto, sebbene inizialmente gli avessimo riservato più di qualche occhiata scettica. Dontnod, insomma, ha fatto centro ancora una volta. Speriamo che non sia l'ultima.

Versione testata
PlayStation 4
Digital Delivery
PlayStation Store
Prezzo
7,99 €
Multiplayer.it

8.5

Lettori (26)

7.3

Il tuo voto

Life is Strange 2: Episode 5, e con lui il suo finale di stagione, sono un po' come il tempo sereno che torna a mostrarsi dopo un'acquazzone. Quella di Sean e Daniel è stata un'avventura ricca di pericoli e di difficoltà, ma anche costellata da nuove amicizie e da un rapporto che è cresciuto in positivo sempre di più, episodio dopo episodio. Lasciarli alla loro esistenza, forse non rivederli mai più, è dura; ed è ancora più dura venire a patti con le scelte finali dell'episodio e con le loro conseguenze, che dovete scoprire da voi in questi giorni. La qualità complessiva della seconda stagione equivale al voto che abbiamo deciso di assegnare al suo quinto episodio: otto e mezzo. È un addio solo momentaneo, chiaramente. Life is Strange 3 si farà, ne siamo più che sicuri. Bisogna vedere quando e come, ed è più che giusto dare spazio a nuovi protagonisti e a nuove idee. Di storie come quella di Sean e Daniel non si è mai sazi, per fortuna.

PRO

  • Ottimo finale di stagione
  • Le scelte hanno le loro conseguenze
  • Molti nuovi personaggi interessanti, un ritorno inatteso

CONTRO

  • Molto breve
  • Alcuni personaggi meritavano più spazio
  • Non sempre credibile