Resident Evil 3 per PC, la recensione 81

Dopo il clamoroso remake del secondo capitolo, Capcom ci accompagna di nuovo a Raccoon City per una nuova avventura: ecco la recensione di Resident Evil 3 per PC

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   31/03/2020

Indice

La recensione di Resident Evil 3 per PC è una nuova occasione per riflettere sul grande fascino dei remake: produzioni che partono dall'esperienza originale, con tutto il suo carico emozionale e nostalgico, e la rivoluzionano sotto ogni aspetto, ridisegnandone non solo il comparto tecnico ma anche la direzione artistica sulla base delle soluzioni più moderne ed efficaci.

Da questo punto di vista, i primi venti minuti di gioco sono assolutamente fuori scala: una girandola di emozioni che prima richiama furbescamente le atmosfere di Resident Evil 7 biohazard, poi colpisce con la potenza dirompente di Nemesis e ci coinvolge in una cavalcata visivamente straordinaria, dal taglio cinematografico, che miscela insieme sequenze in-game e cutscene come solo i migliori action adventure sanno fare.

Partito a mille, il titolo Capcom fa rifiatare solo quando entrano in scena Carlos Oliveira e i suoi compagni dell'UBCS, l'unità di mercenari che la Umbrella Corporation ha dispiegato fra le strade di Raccoon City nella vana speranza che potessero contenere l'incidente che ha trasformato la città in uno scenario da incubo, con centinaia e centinaia di zombie affamati di carne viva. Nei panni della bella e coraggiosa, Jill Valentine, dovremo cercare di aiutare loro e noi stessi a trovare una via d'uscita.

Gameplay

Conclusa la cavalcata iniziale, che come detto miscela azione in-game e cutscene, limitando per forza di cose l'interazione in favore di una direzione cinematografica di grande impatto e spettacolarità, il gameplay di Resident Evil 3 torna alla consolidata formula di un impianto legato a doppio filo a quello che avevamo visto nel remake di Resident Evil 2, caratterizzato da una serie di semplici puzzle ambientali (qui davvero pochi, in effetti) che implicano il ritrovamento di oggetti chiave e da un sistema di movimento ben distante dal "carro armato" delle origini, piuttosto rapido e agile, che include in questo caso anche una rivisitazione della schivata: eseguirla con tempismo perfetto non solo consente di evitare un colpo potenzialmente mortale, ma attaccando immediatamente dà anche vita a un bullet time durante cui poter infliggere danni al nemico.

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La sensazione di tensione tipica dei survival horror è stata dunque collocata in un altro ambito dei controlli, il sistema di mira: la precisione dei colpi richiede tempo, ma soprattutto gli zombie tendono a muoversi in maniera improvvisa e imprevedibile mentre si avvicinano a grandi passi, con la visuale ravvicinata che finisce per mascherare le distanze. Il risultato? Tanti colpi a vuoto, headshot che solo raramente si traducono nell'esplosione del cranio del non-morto di turno e la concreta possibilità di beccarsi un morso laddove si rimanga fermi a sparare troppo a lungo.

Episodi di inevitabile frustrazione, specie quando un morto vivente che eravamo sicuri di aver eliminato si rialza e ci assale nel momento in cui torniamo a visitare il luogo in cui si trova; ma tuttavia perfettamente adeguati al tipo di esperienza che gli sviluppatori volevano confezionare, e che in realtà al livello di difficoltà normale si rivela spesso un po' troppo permissiva. Difficile infatti restare a corto di munizioni, a meno che non si disponga di una precisione di tiro davvero scarsa: il gioco dispensa risorse in maniera piuttosto generosa, con anche ricariche pressoché infinite, per forza di cose, durante determinati boss fight.

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Struttura e durata

Se è vero che le prime sequenze di Resident Evil 3 risultano assolutamente spettacolari e la Raccoon City che viene tratteggiata proprio in queste fasi appare davvero suggestiva, purtroppo le promesse fatte dagli sviluppatori non sono state mantenute. Si era parlato infatti di una città molto ampia, quando in realtà gli scenari urbani si limitano a quelli visti nella demo e poco più: la strada principale, un paio di negozi, la stazione della metro e i relativi uffici, un magazzino e un tetto.

Luoghi in cui magari ci si trova soltanto a passare, che non vengono valorizzati in alcun modo visto anche che gli enigmi, molto abbondanti in Resident Evil 2, qui praticamente mancano del tutto: ci sono alcune gemme da collocare in una macchina che dispensa munizioni e oggetti, ma per il resto si va avanti fra chiavi e tesserini, dando la chiara e netta sensazione di aver sprecato un'occasione clamorosa per arricchire l'esperienza anziché, in qualche modo, ridurla. Sì, perché mancano anche alcune ambientazioni che erano invece presenti nell'originale Resident Evil 3: Nemesis, ad esempio la Torre dell'Orologio e altre zone di una certa importanza.

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Quando poi arriva Nemesis e bisogna fuggire verso lo scenario successivo, la situazione non migliora. Le fogne sono fondamentalmente quelle che avevamo già visto nel precedente remake, e quando si passa al comando di Carlos ci si trova di fronte a un'altra grande occasione sprecata, quella cioè di valorizzare l'ambientazione principale di Resident Evil 2 anziché ridurla a semplice comparsa nell'ambito di una campagna che non solo deve fare i conti con una durata striminzita, appena cinque ore, ma non può neanche usare l'espediente degli eventi paralleli per consegnarci quantomeno un new game plus alternativo.

È vero, la zona dell'ospedale è stata in qualche modo arricchita ed è stuzzicante muoversi all'interno di quei corridoi cercando il modo di varcare determinate porte, ma anche lì l'esperienza si esaurisce troppo brevemente, senza acuti, per poi sfociare in una fase finale nel Nest anch'essa scialba e ampiamente già vista, peraltro con uno scontro finale insipido.

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La versione PC

Al netto dei tanti, sorprendenti problemi che affliggono Resident Evil 3 dal punto di vista delle meccaniche e della struttura, tecnicamente il titolo Capcom è una delle cose migliori che si siano viste negli ultimi tempi, in particolare su PC.

In primo luogo è stato fatto un eccellente lavoro sotto il profilo dell'ottimizzazione, che consente di far girare il gioco a 4K e 60 frame al secondo, con tutti gli effetti al massimo, semplicemente scalando la risoluzione reale, senza farsi troppi problemi. Addirittura si possono attivare texture pack a definizione più alta di quella che in teoria la memoria della GPU potrebbe gestire, senza per questo gravare più di tanto sulle performance.

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Volendo giocare con le regolazioni avanzate, la scelta è ampia: si va dalla tipologia di antialiasing alle già citate texture (qualità e filtro), dalle mesh alle ombre, dai riflessi alla translucenza, dalle luci volumetriche ai particellari, passando per occlusione ambientale (fino a HBAO+), bloom, lens flare, motion blur, profondità di campo, distorsione lente e FidelityFX con CAS, quest'ultima una feature delle schede video AMD.

L'abbondante scalabilità del RE Engine consente di godere appieno di una grafica che, come detto, colpisce fin dalle prime battute. I modelli poligonali dei personaggi, in particolare, vantano un livello di dettaglio straordinario e si muovono in maniera convincente, ma un discorso simile può essere fatto per gli zombie: divisi in svariate tipologie per prevenire il pur inevitabile "effetto clone", possono essere spappolati in parti del corpo diverse dalla testa, all'occorrenza.

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Unico neo: dalla distanza vengono visualizzati a frame rate ridotto per alleggerire il carico generale. Lo stesso Nemesis vanta un design solido, che subisce mutazioni a seconda della fase di gioco in cui ci troviamo, pur facendo dirottare con le sue trovate l'intera esperienza verso atmosfere da b-movie fantascientifico.

Per quanto concerne gli scenari ci si muove invece fra alti e bassi. Le zone di Raccoon City, come detto meno numerose di quelle che avremmo sperato di vedere, vantano una grande ricchezza visiva pur nell'ottica di un level design semplicistico, e non si fanno mancare nulla dal punto di vista dell'effettistica, con in particolare le luci volumetriche e la screen space reflection a rubare la scena.

Resident Evil 3 8

Le texture offrono sempre un eccellente livello di dettaglio, naturalmente a patto di selezionare quelle di alta qualità, ma l'interazione è parecchio limitata, come del resto accadeva anche in Resident Evil 2. Molto meno brillanti le altre location, come detto, fra occasioni mancate (una rinnovata centralità del commissariato, ad esempio), veri e propri tagli rispetto al gioco originale e novità poco valorizzate (belle alcune scelte per l'ospedale, ma parliamo di un luogo asettico e con poche sorprese).

Il comparto sonoro punta sugli effetti più che sulle musiche, com'è normale che sia, e in ogni caso non delude. Il doppiaggio in italiano è eccellente, realizzato da un cast di professionisti navigati che anche stavolta danno ottime prove di interpretazione. Unico neo: i livelli di volume durante l'ultima sequenza tendono a nascondere la voce di Jill, ed è un peccato che un inconveniente così fastidioso si verifichi in tale frangente, fra tutti i momenti possibili.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core i5 6600K
  • Scheda video: AMD Radeon RX 5700 XT
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Sistema operativo: Windows 10
Requisiti minimi
  • Processore: Intel Core i5 4460, AMD FX 6300
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 760, AMD Radeon R7 260X
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Hard disk: 45 GB di spazio richiesto
  • Sistema operativo: Windows 7, Windows 8.1, Windows 10 a 64 bit
Requisiti consigliati
  • Processore: Intel Core i7 3770, AMD FX 9590
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 1060, AMD Radeon RX 480
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Hard disk: 45 GB di spazio richiesto
  • Sistema operativo: Windows 10 a 64 bit
Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo
59,99 €
Multiplayer.it

7.5

Lettori (72)

7.2

Il tuo voto

Resident Evil 3 parte benissimo, con una sequenza iniziale in grado di miscelare autocitazionismo e spettacolarità, ma che poi lascia il posto a un'esperienza terribilmente normale nella sua incapacità di spingersi oltre i limiti o finanche di riproporre il convincente percorso tracciato dal precedente remake. Il gioco è troppo breve, appena cinque ore, ma soprattutto non lascia il segno: ci si sposta in maniera lineare da uno scenario all'altro, con Nemesis a scandire il momento di andarsene, esplorando una manciata di ambientazioni quasi del tutto prive di enigmi e caratterizzate da un design basilare. La grafica sa regalare momenti straordinari, specie su PC, ma è troppo poco per giustificare le mancanze di un progetto che in qualche modo si è perso per strada.

PRO

  • I primi 20 minuti sono spettacolo puro
  • Tecnicamente sontuoso su PC
  • Sistema di combattimento solido...

CONTRO

  • ...ma tutto il resto dov'è finito?
  • Troppo breve, strutturalmente povero
  • Meno ricco e interessante dell'originale