Marvel HeroesSupereroi a caccia di loot 

Cosa succederebbe se Diablo incontrasse l'universo Marvel? La risposta ce l'hanno David Brevik e un promettente action game su licenza

Negli ultimi giorni il nome di David Brevik è tornato alla ribalta a causa di una grossa polemica scatenatasi in seguito a un'intervista in cui si è espresso non proprio positivamente nei confronti del terzo Diablo di casa Blizzard, scatenando le ire di Jay Wilson. Ma prima di cominciare a sputarsi addosso le palline di carta e a tirarsi i capelli, questi due baldanzosi programmatori erano dietro la stessa parte della barricata: David Brevik infatti è stato uno dei co-fondatori di Blizzard North Supereroi a caccia di loot e ha contribuito in maniera fondamentale allo sviluppo di due dei giochi più influenti della società di Irvine, Diablo e Diablo II. Dopo aver lasciato Blizzard nel 2003, Brevik ha vagato da uno studio all'altro, finendo con l'accasarsi come direttore di Gazillion Entertainment. Adesso è al lavoro sulla sua visione di un Diablo moderno con protagonisti i supereroi Marvel più amati di sempre. Un accostamento troppo coraggioso, forse?

Vendicatori uniti!

In realtà no, perché non è la prima volta che l'universo Marvel diventa un videogioco poligonale con visuale isometrica: i due divertenti Marvel Ultimate Alliance di qualche anno fa sembravano essere finiti nel dimenticatoio tra un tie-in cinematografico e l'altro, invece questo Marvel Heroes sembra quasi essere un seguito spirituale di quel franchise. L'impostazione è molto simile: si controlla un eroe per volta e si esplorano delle mappe generate casualmente, massacrando qualunque nemico sul percorso. E se ogni tanto incrociate un super villain famoso, beh, meglio per voi e peggio per lui. Gazillion Entertainment ha affermato di aver incluso nel gioco decine e decine di personaggi famosi, buoni e cattivi, uniti nella stessa storia dalla penna del famoso scrittore di fumetti Brian Michael Bendis, noto sopratutto per la sua lunghissima gestione di Ultimate Spiderman. Supereroi a caccia di loot Come filo conduttore c'è l'ennesimo tentativo di conquista del Dottor Destino, che si è impadronito del Cubo Cosmico: in qualche modo c'entrano anche i Purificatori di William Stryker, un Magneto tornato cattivo per l'occasione, le sempreverdi Sentinelle e svariati altri nemici più o meno famosi. Bendis e Gazillion ci sono andati pesante, pescando nella Terra-616 della Marvel tantissimi supereroi, da quelli arcinoti come l'immancabile Wolverine e Spiderman a quelli meno conosciuti come Deadpool o Scarlet passando per altri X-Men e Vendicatori di cui probabilmente i più ignorano l'esistenza. Il gioco manterrà la struttura tipica di questo genere: ogni nuova missione è introdotta e intervallata da sequenze narrative, presentate a mo' di fumetti, e si snocciola attraverso varie mappe con i boss del caso in cui svolgere anche delle semplici sidequest. Fin qui non c'è nulla di particolarmente originale all'orizzonte, ma è a questo punto che Brevik ci ha messo lo zampino...

A me, miei X-Men!

Marvel Heroes si gioca praticamente come Diablo, e non è certo un caso. Ci si sposta cliccando, mentre le abilità del nostro eroe sono assegnate ai due tasti del mouse e ad altri tre tasti della tastiera. La risposta, la fisica e l'interazione sembrano proprio simili a quelle del franchise Blizzard, così come le varie abilità dei super eroi, basate su risorse diverse a seconda del tipo di personaggio scelto. Per esempio, Scarlet consuma una risorsa chiamata Focus che si ricarica nel tempo in maniera del tutto simile al Mana dello Stregone di Diablo III, mentre Wolverine sfrutta i punti Rage accumulati danneggiando i nemici. Supereroi a caccia di loot Questo già dimostra come a ogni personaggio corrisponda uno stile di gioco diverso: ci sono eroi più portati per il combattimento in mischia e altri specializzati negli attacchi a distanza. Ogni eroe dispone di un preciso arsenale di attacchi e abilità speciali che si ottengono aumentando di livello e... raccogliendoli dai nemici sconfitti come fossero oggetti. È una scelta un po' particolare ma molto interessante, perché queste abilità possono essere scambiate ed equipaggiate a piacimento ed alcune possono essere utilizzate solo da personaggi ben precisi. La build di ogni personaggio ruota quindi attorno alle abilità trovate ed equipaggiate, che andranno supportate dalle tipiche statistiche incrementate dagli oggetti: proprio come in Diablo, gli item vengono generati casualmente. Aspettatevi quindi una forte componente "farming", sopratutto perché i nostri eroi cambieranno aspetto soltanto quando riuscirete a trovare tutte le componenti di un certo costume: Supereroi a caccia di loot da una parte questa idea elimina il famigerato effetto Arlecchino, dall'altra rischia però di rendere un po' monotona la progressione del personaggio, sopratutto considerando che non esistono vere e proprie armi ma al massimo gli oggetti che personaggi come Hulk o Iron Man possono sollevare e scagliare ai nemici, come auto e bidoni. Per tutti coloro che invece vogliono indossare subito l'Extremis Armor di Iron Man o l'uniforme grigio-nera di Wolverine in versione X-Force, c'è pur sempre il negozietto virtuale dove acquistare i costumi completi per una manciata di euro; Marvel Heroes sarà dunque completamente gratuito e si affiderà al sempre più diffuso sistema di microtransazioni. Quanto questo inciderà sulla componente sociale è ancora presto per dirlo: Brevik sostiene che il gioco è una via di mezzo tra un action game e un MMORPG, con una forte enfasi sulla socializzazione per quanto non obbligatoria. Si tratta quindi di un esperimento sicuramente da tenere d'occhio.

Certezze

  • Vario e bilanciato
  • Microtransazioni facoltative
  • Licenza sfruttata bene

Dubbi

  • Troppa carne al fuoco
  • Poca varietà estetica
  • Concorrenza spietata

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