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La giornata dell'amore videoludico

È il giorno degli innamorati... ma quale descrizione e quali saghe rappresentano degnamente questi legami?

SPECIALE di Marco Perri   —   14/02/2014

La festa di San Valentino arriva ogni anno. Che si scelga di viverla secondo gli standard odierni o che la si renda una giornata speciale, sta alla nostra volontà farla assurgere o meno a momento di qualità. I videogiochi parlano di amore dall'alba dei tempi, a loro modo lo hanno sempre fatto. Oggi ne scomodiamo alcuni e li rendiamo strumenti per trasformare idealmente una festa ormai troppo associata al mero consumismo e farla tornare alla radice, affiancandole una parola molto meno ovvia: coraggio, ovvero il mezzo per vincere ogni sfida, che sia d'amore o di vita, o magari di entrambe. Il coraggio odierno si è evoluto: è la capacità di provare un sentimento che vinca le avversità, di saper trovare qualcuno al quale confidarsi ed affidare lacrime di gioia e dolore, di poter contare su un partner per superare gli attimi di smarrimento. Vorremmo che questa giornata rappresentasse l'alba di un'era dove ogni giorno fosse dedicato, anche in piccola parte, a chi ci sostiene e ci arricchisce: un partner, un amico, un genitore, un figlio o anche solamente l'affetto di un compagno a quattro zampe. E se c'è uno sviluppatore da cui partire, che sa perfettamente di cosa stiamo parlando, quell'uomo è senza dubbio il papà di Final Fantasy...

I videogiochi hanno parlato di amore per tanti anni: oggi è anche la loro giornata

Fantasia o realtà?

Hironobu Sakaguchi ha un pregio che merita di rimanere eterno: aver creato un genere ed una saga leggendari, capaci di contenere senza sforzo i più teneri dei sentimenti. È difficile stilare una classifica dei momenti più romantici della saga di jRPG per definizione. Sarà per una maggior capacità tecnica nell'esprimere sensazioni e mimiche facciali, ma sono delle scene di Final Fantasy X a tornarci oggi in mente. Ad esempio, il momento in cui Tidus urlò al destino che quella storia era sua e di nessun altro, o quando Yuna ricordò l'amore per il padre nel pianto: scosse emotive, che solo i prodotti più appassionanti sono capaci di dare. Il loro abbraccio nel lago di Makalania ha un impatto scenico pari solo all'addio tra Cloud e Aerith. Ma la storia che lega i due protagonisti di altri tempi (in ogni senso) è il leit motif che guida ogni episodio di Final Fantasy diretto da Sakaguchi. Un lieve substrato amoroso che lega i personaggi di quelle che erano storie da vivere dall'inizio alla fine, capaci di far piangere ed emozionare chiunque ne scoprisse i tanti messaggi insiti a contorno del sentimento. Valori di amicizia, rispetto, forza di volontà che ci accompagnano da anni, suggerendo con quanta semplicità il loro destino rappresenti una lotta interpretabile ed assimilabile da ogni giocatore. È un peccato che negli ultimi capitolo si sia persa tale connotazione; la speranza dei romantici risiede nel quindicesimo episodio all'orizzonte, auspicando il legame tra Noctis e Stella sia più di una semplice contrapposizione tra luce e ombra.

Il destino è un colosso

Se dovessimo fare un paragone in ambito artistico, diremmo che la fortuna e la forza di ogni videogiocatore è l'aver trovato nella sua passione un quadro, dove dipingere di volta in volta tutte le ambizioni irreali e colorate dell'animo. Tutte quelle proiezioni eroiche, fantasiose, irrealizzabili e figlie di un'immaginazione che pian piano, con il passare degli anni, si affievolisce ma mai scompare del tutto; e la voglia di riprodurre il proprio Io in un avventuroso alter-ego ci dona talvolta la forza di guardare al futuro con uno sguardo più forte. Lottare contro il destino è un tema tanto caro a Fumito Ueda, giovane sviluppatore un tempo interno a Sony e ora freelance, del quale purtroppo si sono perse le tracce. Ma la sua poesia videoludica rimane. Quando ascoltiamo le note di Kow Otani, una lacrima scende nel pensare quanta dolcezza vi sia nel messaggio che il Team Ico vuole trasmettere tramite la lotta contro i colossi del suo protagonista più famoso. Ma l'aspetto più incredibile, analizzato indirettamente dallo sviluppatore nipponico, è il desiderio del ragazzo di risvegliare la sua amata nonostante la riuscita sia conseguenza della morte di creature maestose quanto innocenti, abitanti solitari di una terra ai confini del mondo. La sensazione di rimorso nel compiere l'obiettivo, passo dopo passo, è il peso che equilibra la bilancia dell'affetto per quella ragazza, ma anche la scintilla che accende il fuoco del giocatore; il fine di un sentimento giustifica mezzi inaspettati, specialmente se necessari. E con quanta grazia le vicende di Ico e del suo salvatore ispirano tenerezza in chi gioca la loro storia. Due protagonisti disposti a tutto per salvare la propria amata: un inno all'emozione delle origini.

Principesse del tempo

Sarà forse l'abilità narrativa di chi ha modellato i videogiochi di ieri e di oggi; sarà la loro voglia di trasmettere una psicologia, una trama, di far vivere un viaggio appassionante attraverso la perdita, la redenzione, l'ignoto, le difficoltà ma anche le vittorie e le soddisfazioni. Forse è proprio l'amore il culmine di quel viaggio di vita complesso, in cui si impara a dover fronteggiare ostacoli apparentemente insormontabili, eppure mai troppo alti se paragonati all'infinità del sentimento. Sapete, il Miyamoto di un tempo era uno smaliziato visionario: da ragazzo, amava camminare lungo campi, colline e fiumi per soddisfare il suo fanciullesco bisogno di scoperta. Li amava così tanto che volle creare un videogioco capace di tirare fuori quei valori avventurosi da ogni uomo. Quel giovane sognatore prese il suo desiderio, lo mescolò alle fiabe proprie di ogni infanzia e creò la leggenda di Zelda, in cui un Elfo dei Boschi doveva vincere le forza del Male e salvare una Principessa. La più semplice delle favole, eppure la più dolce. Link, in fondo, rappresenta quel sentimento fanciullesco quanto cavalleresco di salvataggio della dama in pericolo. Con il tempo, la saga ha imparato con sempre più eleganza ad associare alla tematica bene-contro-male il ruolo della principessa, vista sempre più come stimolo ed aiuto nel superare le avversità che non come obiettivo fine a sé stesso. Ma il lieto fine di ogni capitolo ci ricorda che, dopotutto, il vero sentimento guida dell'avventura, in tutti questi anni, non è mai mutato.

Sogno di una vita

Il mondo dei videogiochi invece si, è cambiato; si è evoluto nel corso degli anni, è cresciuto di pari passo con i suoi abitanti. Nelle fasi della crescita di ognuno di noi i pomeriggi soleggiati dell'infanzia hanno lasciato il posto alla maturità, altre emozioni sono arrivate con il passare degli anni assieme alla necessità di un'offerta diversa, ma sempre ricca di insegnamenti. È a questo che servono le gesta delle opere di fantasia: a farci avanzare a testa alta contro le avversità, senza lasciarsi abbattere e senza dimenticare mai gli eroi che da piccoli sognavamo di diventare. Dovendo sceglierne uno, di sogno, c'è una storia unica e irripetibile che ci sovviene in mente. Quando qualche anno fa il piccolo indie del canadese Kan Gao fece il suo ingresso nelle case di tantissimi giocatori, nel suo piccolo qualcosa quel giorno è cambiato per sempre. Stiamo parlando del confine tra storia, narrazione e sensibilità umana; è come se l'asticella fosse stata con grazia posizionata un poco più in alto. Quello che un piccolissimo team di giovani appassionati è riuscito a creare non è un semplice titolo di ruolo, ma una perla dai molteplici sapori. Affetto, nostalgia, malinconia, ambizione: tanti elementi racchiusi in qualche linea di testo, poche immagini altamente evocative, capaci di far emozionare e piangere, ricordandoci con una carezza quanto i sogni rappresentino il motore dell'essere umano e che se tolti lo renderebbero un guscio quasi vuoto. La favola di To the Moon è un sussurro di emotività, capace di rievocare splendidi ricordi in ognuno. Nel pensare quanto la vita sia fatta per la gran parte di quotidianità, sono i momenti di qualità che la rendono unica, gli stessi momenti che si incastonano nella memoria, rimanendoci per sempre. Sono quei ricordi il fulcro della fiaba di Freebird, che tramite un semplice presupposto tocca le corde nostalgiche di tutti quanti facendo piangere, pensare, ricordare. E magari tirar fuori dal cassetto quel sogno che attende dimenticato li, chissà da quanto tempo.

Un semplice augurio

L'elenco dei titoli candidati a comparire oggi in lista è veramente sconfinato, e lasciamo il resto a voi ed alle vostre esperienze. Di fronte allo schermo si è pianto, si è letto, ascoltato, si è giocato da soli e in compagnia: pezzi del nostro bagaglio di esseri umani, che viaggiano sempre con noi sotto forma di ricordi di un passato che non tornerà più, ma che nei momenti difficili servono da sostegno per rammentarci che la vita è fatta anche di episodi meravigliosi. La fantasia è da sempre una cara amica: grazie a lei la mente viaggia al di là del tempo, sogna, immagina, costruisce mondi immaginari in cui riposarsi, riscaldandosi come ad un falò. Per poi tornare nella realtà di tutti giorni fatta di sfide e problemi, ma con rinnovato entusiasmo. La fortuna di avere una passione del genere ci rende protagonisti della nostra esistenza proprio grazie a tutte le vite e le esperienze digitali di cui abbiamo scelto di far tesoro con un pad tra le mani. Magari con un affetto vicino, o forse con al fianco il ricordo di quel focolare familiare che dal passato torna per intiepidirci il cuore. Queste storie virtuali ci rendono persone più ricche e per questo più capaci di donare qualcosa di vero, che non dipenda in alcun modo da imposizioni religiose o credi, ma che sia pura e semplice emanazione di ciò che sentiamo dentro in quanto esseri umani. Riaffermare la capacità di provare emozioni: è questo l'augurio che vi facciamo in questa giornata di San Valentino. A chiunque, nessuno escluso; perché in fondo, che lo vogliate o no, siete tutti irrimediabili sognatori innamorati e vi auguriamo di rimanere sempre così.