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Jeremy Soule - Monografie

È considerato il John Williams dei videogiochi: chi è Jeremy Soule e come ha fatto a diventare così famoso?

RUBRICA di Christian Colli   —   21/02/2014

Monografie è una rubrica a cadenza mensile che racconta i momenti essenziali nella storia di alcune società, franchise o personaggi di spicco nel mercato videoludico.

Un paio di mesi fa vi abbiamo proposto una Monografia un po' particolare, corredata da brani musicali piuttosto che dalle solite foto, concentrata su un aspetto dei videogiochi che spesso si trascura, soprattutto all'alba di una nuova generazione tecnologica tutta incentrata sulla risoluzione delle texture, i frame al secondo, la quantità dei poligoni, il tempo che ci mette una console a friggersi rispetto all'altra. In quell'occasione avevamo raccontato la storia di Nobuo Uematsu, celeberrimo e poliedrico compositore giapponese che ha fatto la storia della musica nei videogiochi, partendo dalla pubblicità per arrivare nei più importanti teatri del mondo. La nostra idea vi è piaciuta, e così abbiamo deciso di tornare a parlare di musica puntando i riflettori sull'emisfero opposto e in particolare sulla piccola cittadina di Keokuk, nello Iowa, dove nel 1975 nasceva un certo Jeremy Soule...

Scoprite con noi la storia di Jeremy Soule, uno dei più famosi compositori per il mercato videoludico

Enfant prodige

Il piccolo Jeremy aveva soltanto cinque anni quando ha cominciato ad interessarsi di musica e a comporre i suoi primi, semplici spartiti ancor prima di imparare a scrivere il proprio nome. Non immaginava certo che trent'anni dopo la sua musica sarebbe stata apprezzata più degli stessi trailer che avrebbe accompagnato, e così non si iscrisse mai a un conservatorio vero e proprio, frequentando una scuola normalissima di giorno e degli insegnanti privati di musica nel pomeriggio insieme al fratello Julian.

Jeremy Soule - Monografie

Alla fine del liceo, Jeremy era diventato così bravo a suonare il piano che, a detta dei suoi insegnanti privati della Western Illinois University, se avesse potuto avrebbe facilmente conseguito un diploma in composizione: Jeremy, infatti, aveva cominciato con l'idea di diventare un pianista di concerto, ma aveva scoperto che gli piaceva di più comporre la musica e quindi, non potendo seguire le due strade allo stesso tempo, decise di dedicarsi alla seconda. Oltre alla musica, una delle passioni di Jeremy erano i videogiochi, e fin da subito si era reso conto che le colonne sonore avevano la capacità di influenzare drasticamente l'esperienza dei giocatori. Già a quattordici anni aveva cominciato a proporre le sue idee ad alcune società con l'obiettivo di entrare a farne parte in qualità di compositore. Non essendo mai stato preso davvero in considerazione, Jeremy si diplomò nel 1994 e si prese una specie di anno sabbatico durante il quale non fece altro che comporre brani su brani, spedendoli regolarmente a SquareSoft e LucasArts in cerca di lavoro. LucasArts ignorò bellamente i suoi lavori perché, a quanto pare, non si degnava di aprire i pacchetti postali che non aspettava ufficialmente; SquareSoft, invece, ebbe la felice idea di dare un'occhiata (anzi, un orecchio) ai suoi lavori e Jeremy, appena diciannovenne, due settimane dopo aver inviato la busta si ritrovò negli studi di SquareSoft a Seattle a suonare per la divisione americana della famosa software house.

Da Evermore alle stelle

SquareSoft incaricò Jeremy di comporre la colonna sonora di un nuovo action RPG in uscita per SNES, Secret of Evermore. È importante aprire una parentesi su questo titolo, visto che crea tutt'oggi parecchia confusione: Secret of Evermore non è mai stato legato in alcun modo ad un'altra serie di SquareSoft dal titolo molto simile che in quello stesso periodo era molto famosa, ovvero Secret of Mana (Seiken Densetsu in Giappone). Il primo Secret of Mana - che poi era Seiken Densetsu II - aveva avuto un ottimo successo in Occidente, e i giocatori che aspettavano (e che avrebbero aspettato per sempre...) la localizzazione del sequel credettero a lungo che Secret of Evermore fosse stato concepito per colmare quel vuoto. Secret of Evermore, invece, proponeva lo stesso sistema di gioco (combattimenti in real time ed esplorazione in stile The Legend of Zelda) per una questione puramente commerciale, ed era stato sviluppato completamente a Redmond, in America, da alcuni tra i più recenti programmatori della società, seguendo delle linee guida ben precise che facessero particolarmente colpo sul pubblico occidentale, dal compagno di viaggio canino del protagonista ai frequenti riferimenti alla cultura popolare nei dialoghi. Il gioco, in effetti, fu un discreto flop, e tutt'ora viene ricordato più per la sua colonna sonora - i CD regalati ai giocatori che lo avevano prenotato raggiungono cifre vertiginose nel mercato vintage - che per la qualità stessa del gameplay. Il talento di -Jeremy Soule si palesò proprio perché i limiti tecnici di SNES e il software Sculpture con cui avrebbe dovuto comporre la colonna sonora non gli consentivano di dare il massimo e così, aiutato da suo fratello Julian, optò per dei brani minimalisti che incorporavano diversi suoni ambientali, come il rumore del vento o delle onde del mare. Gli uffici di SquareSoft a Seattle chiusero i battenti subito dopo Secret of Evermore: invece di seguirli a Los Angeles, Jeremy rimase a Washington e si fece assumere dalla nuova società dell'ex LucasArts Ron Gilbert, Humongous Group, insieme ad alcuni ex colleghi di SquareSoft. Per tre anni, Jeremy compose le colonne sonore delle serie per bambini Putt-Putt, Pajama Sam, Freddi Fish e Spy Fox. In quel periodo conobbe il game designer Chris Taylor, che lo assunse come compositore per il suo imminente Total Annihilation. Jeremy - che vi ricordiamo di videogiochi ne capiva un tot - convinse Taylor del fatto che Total Annihilation doveva distinguersi dagli altri strategici in tempo reale contemporanei dalle colonne sonore techno tutte uguali, e propose di impiegare dei brani orchestrali ispirandosi a quelli di John Williams per la saga cinematografica di Star Wars, a costo di assumere un'intera orchestra (la Northwest Sinfonia, per la precisione) per aggirare i limiti tecnici del gioco. Dato che Gilbert e Taylor non erano pienamente convinti, Soule arrivò a scommettere il suo stesso stipendio: a Gilbert bastò leggere la prima recensione del gioco e il fatto che la colonna sonora era la prima caratteristica ad essere nominata per capire di non aver puntato sul cavallo sbagliato. Grazie a Total Annihilation, il quale comunque si rivelò un ottimo gioco di strategia, Jeremy Soule vinse il suo primo premio, assegnato dalla rivista GameSpot nel 1997, smise di essere "il tizio che aveva fatto le musiche di Secret of Evermore" e divenne... be', Jeremy Soule.

Il mago della musica

Dopo altri due anni trascorsi in Humongous Group a comporre le musiche per le serie a cui aveva lavorato dall'inizio e per le due espansioni di Total Annihilation, Jeremy decise di levare le tende e di fondare, insieme a suo fratello Julian, una nuova società indipendente che si sarebbe chiamata Soule Media prima e Artistry Entertainment poi. Era il 2000 e l'idea era quella di cominciare a suonare non solo per i videogiochi, ma anche per l'industria televisiva e quella cinematografica. I Soule cominciarono con un tie-in del film sui pestiferi Rugrats, ma pochi mesi dopo si imbarcarono in un nuovo progetto decisamente più importante: Icewind Dale di Black Isle Studios. La nuova soundtrack gli fece vincere un altro paio di premi su IGN e GameSpot, accrescendo la sua popolarità. A seguire, i Soule lavorarono alle musiche di Sovereign, un progetto targato Sony Online Entertainment che non vide mai la luce nonostante si fosse parlato di un budget da duecentomila dollari e un'orchestra composta da cento musicisti. Dei brani che Jeremy e soci avevano prodotto non si è mai saputo nulla: Sony ne detiene i diritti e non li ha mai pubblicati. Tra il 2001 e il 2005, Soule si dedicò ai tie-in dei film su Harry Potter ispirati ai romanzi di J.K. Rowling. Paradossalmente, le musiche di Harry Potter e la Pietra Filosofale e di Harry Potter e la Camera dei Segreti erano state composte dall'idolo di Jeremy, John Williams, ma furono i suoi brani per i videogiochi omonimi a fargli guadagnare svariati premi e riconoscimenti per conto dell'Academy of Interactive Arts & Sciences e della British Academy of Film & Television Arts. Nello stesso periodo, comunque, il contributo musicale di Jeremy Soule si faceva sempre più insistente anche e soprattutto nel campo dei videogiochi di ruolo, dato che gli sviluppatori più importanti se lo contendevano come un gioiello prezioso. Nel 2001 Soule compose le pluripremiate musiche di Baldur's Gate: Dark Alliance per BioWare e poi, l'anno successivo, quelle di tre tra gli RPG più venduti e apprezzati di sempre, e cioè Dungeon Siege, Neverwinter Nights e The Elder Scrolls III: Morrowind. Curiosamente, fu proprio il suo primo contributo per la saga cui più viene associato oggigiorno ad essere quello meno apprezzato, non tanto per la qualità ma per la quantità: la colonna sonora di Morrowind, titolo capace di durare centinaia di ore, era lunga soltanto quarantacinque minuti in totale. Jeremy aveva compiuto questa scelta appositamente, componendo delle tracce brevi per non affaticare i giocatori, visto che sarebbero state riutilizzate costantemente durante tutta l'avventura, eppure la sua lungimiranza gli fece perdere il premio dell'Academy of Interactive Arts & Sciences nel 2003, che fu invece assegnato a Medal of Honor: Frontline.

DirectSong

Nel 2005, Jeremy e suo fratello Julian hanno fondato il sito web DirectSong, il quale vende musica digitale svincolata dai diritti legali come la propria e quella, ehm, di Mozart e Beethoven. Il nome è stato scelto in virtù della filosofia di Soule, secondo la quale la musica dovrebbe appartenere subito al pubblico e non passare per terze parti come iTunes. Il sito ha avuto un successo straordinario, e conta milioni di utenti.

La storia continua

I propositi multimediali dell'Artistry Entertainment si concretizzarono proprio nel 2003 con la prima colonna sonora televisiva dei Soule, composta per il documentario scientifico Journey Towards Creation. Subito dopo, per Jeremy si avverò un altro sogno nel cassetto: lavorare insieme a John Williams... o quasi, nel senso che compose le musiche di Star Wars: Knights of the Old Republic che avrebbero affiancato quelle storiche di Williams. In quel frangente, Soule si inventò uno dei suoi attuali marchi di fabbrica: impossibilitato a comporre una colonna sonora interamente orchestrale a causa dei limiti tecnici di Xbox, Jeremy riuscì a "ingannare" l'orecchio dei giocatori con dei suoni elettronici che mimavano quelli di una vera orchestra. Negli anni a seguire, tutta l'esperienza e gli espedienti di Soule fruttarono alla sua società progetti sempre più numerosi e importanti, da WarHammer: 40.000 a Company of Heroes, passando ovviamente per la colonna sonora di quel The Elder Scrolls IV: Oblivion che gli fece vincere un sacco di premi nel 2006. Il suo lavoro con Oblivion è probabilmente quello più famoso e importante per due motivi: il primo è che, a quel punto, Jeremy si era reso conto di lavorare meglio con la serie di Bethesda proprio per via della sua vastità che gli consentiva di comporre nello stile grandioso ed epico che preferiva. Il secondo motivo riguarda l'incidente automobilistico in cui Jeremy aveva rischiato la vita nello stesso anno: essendo sopravvissuto, aveva consacrato le musiche di Oblivion alla bellezza della vita e della natura. Dal 2005 Jeremy Soule è entrato a far parte della famiglia ArenaNet, diventando il compositore ufficiale della serie Guild Wars: chiese lui di scriverne le musiche subito dopo aver visto gli artwork e le foto del gioco nel loro sito ufficiale. Fortunatamente per lui, il produttore Jeff Strain era già un grande fan dei suoi lavori e non se lo fece ripetere due volte. Soule, infatti, ha composto le musiche del primo Guild Wars, delle sue espansioni e del più recente Guild Wars 2. Tra le sue collaborazioni più recenti vale la pena menzionare Metal Gear Solid: Peace Walker e World of Warcraft: Mists of Pandaria. Non serve che vi citiamo The Elder Scrolls V: Skyrim, vero?

I videogiochi ci offrono un avvincente universo virtuale in grado di esprimere una vastità di emozioni molto più vividamente di un qualsiasi film. -- Jeremy Soule