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Uncharted 4: A Thief's End - Cosa vorremmo in...

Della nuova avventura di Nautghty Dog sappiamo veramente poco: proviamo a immaginare come potrebbe essere

RUBRICA di Massimo Reina   —   26/10/2014

Cosa vorremmo in... è una rubrica a cadenza mensile dedicata ai giochi più attesi dal pubblico. Ma rispetto alle tradizionali anteprime, tratta l'argomento in maniera più diffusa, immaginando come potrebbe essere un titolo, o come si vorrebbe che fosse, piuttosto di come sarà.

Fin dall'annuncio del quarto capitolo regolare di Uncharted in lavorazione per PlayStation 4, lo scorso 15 novembre 2013 in occasione degli Spike TV PS4 All Access, hype e speculazioni dei fan sono andati a braccetto sulla rete, e la prossima avventura di Nathan Drake è diventata oggetto di discussione sui principali forum internazionali di videogiochi. E questo nonostante il recente trailer dell'E3 di quest'anno, di notizie ufficiali sulla trama o sullo sviluppo del gioco non se ne sono avute, nemmeno un accenno. Conosciamo l'ipotetica data di uscita, fissata per un non meglio precisato mese del 2015, e nulla più. Perfino per la storia alla base dell'avventura bisogna affidarsi alle congetture, in buona parte basate sui due filmati promozionali visti fino ad oggi. Questa potrebbe comunque vedere il noto esploratore e avventuriero un po' in là con gli anni, anche se sempre in buona forma e pronto a gettarsi nella mischia, intraprendere un'ultima, epica missione. Al fianco di Sully, Drake si ritroverebbe quindi nella giungla del Madagascar, probabilmente sulla Île Sainte-Marie con sullo sfondo di qualche leggenda legata ai pirati. Quella che è conosciuta anche col nome di Nosy Boraha è infatti la classica isola legata a doppio filo alla storia della pirateria.

Nathan Drake o un nuovo protagonista, come vorremmo che fosse il quarto capitolo della serie Uncharted?

Pirati e misteri

Fra il XVII e il XVIII secolo, questo pezzo di terra circondata dal mare fu scelto come base da numerosi gruppi di bucanieri che depredavano le flotte mercantili di ritorno dalle Indie Orientali. Basti pensare che famosi filibustieri come William Kidd, Robert Culliford, Olivier Levasseur, Abraham Samuel e Thomas Tew, hanno vissuto nella sua baia, nei pressi della principale città dell'isola, Ambodifotatra. Ma a noi stuzzica di più la figura del dissoluto Henry Every, conosciuto anche come John Avery o capitano Bridgeman, ex cadetto della Marina Reale britannica ed ex corsaro, divenuto poi pirata, che ha operato alla fine del XVII secolo sempre in Madagascar. Nel corso delle sua "carriera" criminale, Every si mise a intercettare i velieri dei pellegrini che partivano dal porto indiano di Surat, giungevano a Mokha, presso l'imboccatura del mar Rosso, e ripartivano per La Mecca. Ebbene, l'ultima sua impresa fu quella di saccheggiare la Ganj-i-Sawai, la più grande nave del Gran Mogol, la più importante dinastia imperiale durante la dominazione islamica in India.

Uncharted 4: A Thief's End - Cosa vorremmo in...

Oltre al corposo bottino, il capitano Bridgeman rapì e fece sua sposa proprio la figlia (qualcuno sostiene fosse invece una nipote) dell'imperatore Aurangzeb, e dopo alcune peripezie, dal giugno del 1696 sparì nel nulla. Alcuni dissero che dopo aver cambiato identità per evitare di essere catturato vivesse nel lusso su un'isola tropicale, altri in Irlanda, e alcuni perfino che fosse caduto in disgrazia. Noi, fantasticando, immaginiamo che non si fosse allontanato più di tanto dal Madagascar e che, nascosto nella giungla, avesse dato vita a una società utopistica, un "paradiso" per i pirati. E la frase tratta dal Vangelo secondo Luca riportata sulla carta geografica mostrata nel primo trailer di Uncharted 4, "Hodie mecum eris in paradiso", cioè "Oggi tu sarai con me in paradiso", potrebbe fare riferimento a qualcosa del genere. Questo sempre che nel frattempo non siano cambiati gli scenari con la partenza di Amy Hennig, la scrittrice della serie, e quella del game director di Uncharted 3: L'inganno di Drake e inizialmente dello stesso Uncharted 4: A Thief's End, Justin Richmond, passati a collaborare rispettivamente con Visceral Games e Riot Games. Adesso che lo sviluppo del gioco è nelle mani, fra gli altri, di Neil Druckmann e Bruce Straley, che hanno lavorato a The Last of Us, qualche cambiamento forse è lecito aspettarselo. Ma nulla di trascendentale, come ci hanno tenuto a precisare i diretti interessanti, mettendo fine ai timori di chi temeva contaminazioni fra le due serie avventurose di Naughty Dog. In alternativa, nel caso l'ambientazione non c'entrasse più nulla con quella ipotizzata qualche riga sopra, non ci dispiacerebbe uno scenario totalmente differente, anche negli Stati Uniti, e vedere magari il nostro Nathan Drake partire alla ricerca di qualche tesoro per poi ritrovarsi alle prese col mistero della repentina scomparsa degli indiani Anasazi nel Nuovo Messico, o con quello della Colonia perduta di Roanoke. Alla fine del 1500 un centinaio di coloni inglesi scomparvero all'improvviso nel nulla, e nell'accampamento tutte le abitazioni vennero trovate vuote. Niente tracce di fuga, lotta, nessuna tomba o cadaveri. Solo una misteriosa scritta, "Croatoan", lasciata sul tronco di un albero.

Giù le mani da Drake!

Dare dei consigli che possano migliorare una saga di successo come quella di Uncharted è impresa ardua, anche perché da un lato la produzione ai fan va più che bene così com'è, dall'altro perché non avrebbe senso variare eccessivamente una formula comunque vincente, rischiando di snaturare un gameplay collaudato. Allora, ripartendo dalle solide basi dei primi tre capitoli, bisognerebbe a nostro parere solo ritoccare qualcosa, ed eventualmente integrare piccole novità che non stravolgano però troppo certe meccaniche. Intanto è già importante il fatto che Nathan Dake sarà ancora una volta il protagonista del gioco. Rumor di un possibile semi-accantonamento di Drake, relegato al ruolo di comparsa o di sola voce narrante di fatti vissuti in realtà da qualche suo antenato o altro avventuriero (che il nostro racconterebbe quindi a voce, mentre il giocatore rivivrebbe il tutto giocando nei panni di altri eroi), sono circolate in giro per il web, ma sembrano ormai superate da mesi.

Uncharted 4: A Thief's End - Cosa vorremmo in...

Nathan sarà il protagonista assoluto anche di Uncharted 4: A Thief's End, e con un ruolo attivo, com'è giusto che sia visto che è stato fin dalle origini il cuore e l'anima della serie . Tuttavia ci rendiamo anche conto che per tutta una serie di motivi, Naughty Dog potrebbe volere introdurre una nuova famiglia di esploratori e dunque un nuovo personaggio e un nuovo cast di comprimari. In questo caso la nostra idea sarebbe quella di creare una sorta di iniziale antagonista di Nathan, e di alternare quindi le vicende sue e quelle del rivale in maniera graduale, vale a dire dando più spazio a Drake, e un po' meno all'altro, per introdurre pian piano la novità e farla digerire ai fan più intransigenti. Qualcosa di simile, concettualmente, a quanto visto in Uncharted 3, dove con l'espediente dei flashback e la presenza di Sir Francis Drake, è stato possibile approfondire alcuni aspetti della trama, ma anche alternare in parte i protagonisti. La presenza di due protagonisti con caratteristiche e motivazioni tra l'altro differenti, potrebbe consentire agli sviluppatori di ideare alcune novità nell'approccio all'avventura, in termini di gameplay. Ad ogni modo, parlando sempre di giocabilità, ci piacerebbe che anche nell'edizione domestica della saga venisse inserito un numero maggiore di oggetti collezionabili, sulla falsariga di quanto abbiamo visto in Uncharted: L'abisso d'oro su PlayStation Vita.

Al posto dei "soliti" tesori già visti nei primi tre capitoli, si potrebbe pensare di integrare quindi tutta una serie di reperti archeologici da scovare, pulire, mettere assieme e catalogare. Immaginate, come nello spin-off portatile, pergamene strappate o cocci di vasi da ricomporre come fossero semplici puzzle, ma anche incisioni da decifrare, pezzi di mosaico da disporre per svelarne il disegno e fotografie da scattare in alcuni momenti dell'avventura, allo scenario o a certi elementi che in esso sono presenti. Tutto questo per consentire al protagonista di svelare dei segreti scritti nel suo taccuino, ma anche semplicemente per calare ulteriormente il videogiocatore nei panni di un esploratore col suo diario di viaggio.

Uncharted 4: A Thief's End - Cosa vorremmo in...

Il quale, per scoprire magari nuovi indizi utili o elementi indispensabili per venire a capo degli enigmi, potrebbe quindi allontanarsi dal percorso delineato, in missioni secondarie non necessarie ai fini del completamento della storia principale, ma certo di approfondimento per gli utenti più curiosi. L'esplorazione è nel DNA di Drake, e la sua passione per i tesori perduti è una vera e propria ossessione, ragion per cui in questo modo, senza uscire fuori dai binari classici della saga, che anche per la sua struttura cinematografica prevede una certa linearità di fondo nel suo svolgersi, si potrebbe offrire all'utenza qualche variazione. Variazioni che gli sviluppatori potrebbero pensare anche per le sezioni platform. Intendiamoci, nella serie di Uncharted queste sono intuitive, fluide e divertenti, ma in larga parte pilotate. Nella maggior parte dei casi basta solo mantenere la direzione giusta e premere un tasto al momento opportuno per saltare o compiere qualche acrobazia. Ebbene, in tal senso vorremmo che a queste più classiche venissero affiancate delle sessioni più "libere", dove il successo o meno di un salto, di una arrampicata o di una fuga precipitosa fosse direttamente correlata alle abilità e ai riflessi del giocatore. Queste sono solo alcune idee che ci sono venute in mente per il quarto capitolo regolare delle avventure di Nathan Drake. In attesa di saperne di più su Uncharted 4: A Thief's End, e di poter capire meglio se, come ci aspettiamo, possa essere quello che il primo episodio della saga è stato per PlayStation 3, nonché un passo importante nell'evoluzione della serie, vi chiediamo: voi, cosa vorreste vedere nel gioco?