65

Cosa servirebbe alla serie?

Qualche riflessione su un possibile rilancio di Need for Speed

SPECIALE di Lorenzo Fantoni   —   24/11/2015

Il mondo dei videogiochi sta vivendo una fase di transizione più o meno evidente, iniziata con l'arrivo della nuova generazione di console. La maggior parte del pubblico che si era fatto le ossa con la prima PlayStation o persino con sistemi di gioco precedente è ormai cresciuta e vive a metà tra la ricerca di nuovi stimoli e la nostalgia del passato; il pubblico più giovane, quello che magari ha debuttato con PlayStation 3 e Xbox 360 o che è addirittura alla prima console, cerca invece qualcosa che sia bello, nuovo e che giustifichi una volta per tutte l'acquisto. Nel frattempo, la filosofia del franchise stagionale che ogni anno manda sul mercato un seguito con qualche modifica più o meno radicale non sembra funzionare per tutti e sta inevitabilmente mostrando la corda. Per questo alcuni studi di sviluppo si prendono ogni tanto un anno di pausa per concentrarsi ancora di più sulla realizzazione di un gioco che sia un vero e proprio reboot, in grado di rilanciare marchi storici e gloriosi. Electronic Arts con Need for Speed ha tentato questa strategia, ma la media dei voti raccolti non sembrano averle dato ragione. Cosa si potrebbe dunque fare per rilanciare la serie? Ha senso farlo? Cosa dovrebbe caratterizzare il prossimo capitolo?

Qualche idea per rilanciare Need for Speed e le sue corse clandestine

Una mentalità elastica

L'aspetto forse più assurdo e anacronistico dell'ultimo Need for Speed è la presenza del cosiddetto "elastico".

Cosa servirebbe alla serie?

Con questo termine si identifica una Intelligenza Artificiale che non guida seguendo le specifiche dell'auto e cercando di vincere con i proprio mezzi, ma che può barare per rendere più difficile o facile la corsa. Dunque se la nostra macchina è troppo forte, ecco che anche le altre lo diventeranno automaticamente e dopo averle agevolmente superate saremo sorpassati entro pochi minuti, in rettilineo, come se la nostra auto fosse ferma. Al contrario, può capitare di fare un incidente e vedere le vetture di fronte a noi andare misteriosamente più piano, per farsi raggiungere e darci la possibilità di un'emozionante rimonta. Il trucchetto dell'elastico è vecchio quasi quanto questo settore e se in passato poteva essere perdonabile, in un videogioco moderno dovrebbe essere bandito come i muri invisibili in un gioco free roaming. Secondo gli sviluppatori questa soluzione servirebbe a far sì che il giocatore non sia mai troppo forte per la gara che deve affrontare, perché non ci sarebbe divertimento ad avere un auto potentissima che corre praticamente da sola. Il concetto non è sbagliato di per sé (e fortunatamente una patch ha in parte mitigato questo effetto) ma è un problema che dev'essere risolto calibrando meglio le gare, non barando. Perché non creare più corse monomarca o competizioni dedicate a una determinata cilindrata? E poi, in fondo parte del divertimento sta anche nel creare un'auto potentissima, perché appiattire le prestazioni e snaturare il concetto di tuning?

Driftare, accelerare… e poi?

Un altro punto su cui la serie dovrebbe lavorare è la varietà degli incarichi. È vero che siamo di fronte a un gioco di guida, ma siamo sicuri che si possa fare qualcosa di più di guidare più veloce degli altri o driftare. In molti si sono lamentati della mancata reintroduzione delle gare di accelerazione, vero e proprio simbolo di quella cultura "Fast & Furious" a cui la serie si è sempre ispirata e che avrebbero rappresentato un gradito ritorno. Bisognerebbe anche rivedere completamente tutta la parte di inseguimenti con la polizia: ad alcuni piacciono ad altri no, quindi forse sarebbe meglio gestirli con delle missioni separate che non possono intralciare le gare. Questa soluzione permetterebbe di evitare situazioni in cui gli sviluppatori non vogliono abbandonare gli inseguimenti ma non neppure forzarli troppo nella meccanica di gioco che è esattamente ciò che si è verificato nell'ultimo capitolo. Il risultato l'abbiamo visto tutti: polizia più noiosa che divertente e afflitta da un'intelligenza artificiale imbarazzante, che creava situazioni ridicole. Probabilmente non guasterebbe neppure un ripensamento globale su ciò potrebbe dare maggiore varietà alla serie. L'introduzione del "treno di derapate" si è rivelato tutto sommato inadeguato, forse ci vorrebbero missioni legate in maniera più stretta alla storia, che non era poi così male, magari con qualche bivio nella trama legato ai risultati in pista. Ghost Games potrebbe imparare dalla concorrenza, inserendo delle missioni in cui bisogna speronare gli avversari oppure gare in cooperativa, il che ci porta a un altro punto dolente.

Corro con la cumpa

L'ultimo Need for Speed aveva tanta voglia di farci sentire parte del gruppo, il problema è che non si era capito di quale gruppo.

Cosa servirebbe alla serie?

Da una parte avevamo i tizi della storia principale, dall'altra un gruppo di sconosciuti che scorrazzavano per la nostra città e che avevano il brutto vizio di rompere le palle al momento sbagliato, speronandoci o comparendo in controsenso durante una gara. Certo, volendo era possibile invitare degli amici e correre assieme, ma farlo non era particolarmente appagante, anche dal punto di vista della ricompensa. L'online sembrava dunque una funzione inserita a forza, solo perché tutti i giochi ormai devono averlo per sembrare al passo coi tempi. Forse gli sviluppatori dovrebbero decidere una volta per tutte se introdurlo o no. Ne secondo caso dovrebbero pensare una meccanica che renda davvero l'idea di una banda di piloti pronti a sfidarsi che si pavoneggiano con auto truccate e potentissime. Dovrebbero introdurre eventi online, premi dedicati a chi vince determinate gare, lobby globali in cui parlare e mostrare le proprie auto e così via. Un'altra aggiunta interessante poteva riguardare la creazione di crew e fazioni in stile Driveclub, una scelta che avrebbe reso interessante la competizione tra vari clan e permesso la creazione di veri e proprio eventi in cui gareggiare in singolo o in gruppo contro gruppi rivali per la supremazia della classifica. Immaginate le strategie di gruppo che si potevano creare, con piloti addestrati ad ostacolare gli altri mentre il più veloce del gruppo prende il largo, altro che Rossi e Marquez!

Un mondo di corse

Per quanto riguarda l'ambientazione, la scelta di ambientare il gioco in spazi prevalentemente notturni ha perfettamente senso se consideriamo che questo genere di corse avvengono in orari in cui il traffico è più scarso e la polizia meno frequente.

Cosa servirebbe alla serie?

Inoltre, correre di giorno ha molto meno fascino rispetto al farlo dopo mezzanotte. Il problema è che questa scelta ha reso il gioco visivamente non molto interessante, perché alla fine tutti gli scenari notturni finiscono per assomigliarsi. La colpa è in parte da imputarsi anche al fatto che molte corse si svolgono più o meno sempre negli stessi spazi e che la dimensione della mappa, piuttosto contenuta, non permette una varietà di tracciati particolarmente elevata. Per il prossimo gioco Electronic Arts dovrà dunque non solo aumentare la verità delle missioni e concedere missioni più interessanti sia online, che offline, ma anche aumentare di parecchio l'ambiente di gioco, cercando di fornire varietà, pur mantenendo un'ambientazione notturna che senza dubbio si sposa molto meglio al tema del gioco. Sappiamo che forse in questo articolo abbiamo chiesto un po' troppo, ma d'altronde sognare è lecito no? E poi c'è una cosa che l'ultimo Need for Speed fa molto bene: il tuning: soprattutto da quando sono stati introdotti i neon, grandissimi assenti del gioco nella parte iniziale. Ovviamente ci farebbe molto piacere sapere cosa ne pensate voi, quindi infiammate la pagina dei commenti con tutte le vostre idee.