Il piccolo gigante di Mojang  33

Abbiamo visitato Mojang per farci raccontare di Minecraft: Pocket Edition, la versione mobile che oggi è una delle colonne portanti del team svedese

SPECIALE di Vincenzo Lettera   —  un anno fa

Camminando per una piccola e anonima strada di Stoccolma, a pochi passi dal centro storico della città svedese, cominciamo a pensare che per essere il team di sviluppo che ha realizzato uno dei videogiochi più famosi degli ultimi anni, Mojang ha un ufficio maledettamente difficile da trovare. Controlliamo per sicurezza l'indirizzo che avevamo memorizzato sul cellulare ma, alzando lo sguardo, l'unica cosa che ci troviamo davanti è l'altissima insegna di una fabbrica di tabacco. La luce rossa dei neon che si riflette sulle finestre fa sembrare il palazzo un volgare love hotel, non certo un luogo di lavoro per aziende all'avanguardia. "Se qui fuori ci fosse il logo di Mojang, saremmo ogni giorno invasi dai fan di Minecraft", ci spiega Tommaso, con il tono di uno che sta parlando della cosa più normale del mondo. Eletto dalla rivista Forbes come una delle più grandi promesse under 30 nell'industria dei videogiochi, Tommaso Checchi è il responsabile dello sviluppo di Minecraft: Pocket Edition, la versione per dispositivi mobile di quel fenomeno di massa che nel 2014 è stato acquisito da Microsoft per la stellare cifra di 2.5 miliardi di dollari. Tommaso è anche il cicerone della nostra visita guidata.

Alla sede di Mojang abbiamo scoperto passato, presente e futuro di quel fenomeno chiamato Minecraft

Zero to hero

Il piccolo gigante di Mojang
Tommaso Checchi (Mojang)

Entrati all'interno della sede di Mojang, ci si trova davanti a una sorta di sfarzoso open space, capace di ospitare abbastanza scrivanie per tutti i dipendenti. Oggi l'azienda conta infatti una cinquantina di persone. Due gruppi diversi lavorano parallelamente alle versioni PC e Pocket Edition di Minecraft, c'è un reparto che si occupa della comunicazione con l'esterno, un web team per la gestione del sito e dell'infrastruttura online, un reparto business e marketing, e tutta una serie di altri sviluppatori al lavoro su progetti scollegati da Minecraft. Uno di questi è Cobalt, un frenetico action 2D in sviluppo dal 2011 e che vedrà finalmente la luce su PC nel mese di febbraio. Tommaso ci spiega che uno dei reparti in maggiore espansione è quello che si occupa di Minecraft Realms, un servizio ad abbonamento che permette agli utenti di configurare un server già pronto ad ospitare in pochi click mondi di Minecraft. Continuiamo il nostro tour. Prevedibilmente, tutti i premi e i riconoscimenti ottenuti da Mojang nel corso degli anni vengono esposti all'interno di numerose teche. In una di queste, un trofeo dalla forma buffa riporta la scritta NOTCH, ma da quando Markus Persson ha ceduto la compagnia a Microsoft e si è trasferito in una villa da settanta milioni di dollari a Beverly Hills, la direzione del team è nelle mani dei veterani Jonas Mårtensson e Jens Bergensten. Alle manie spenderecce di Notch si deve l'aspetto lussuoso dell'ufficio di Mojang: ci sono poltrone in pelle e un'enorme cucina con angolo bar, c'è un flipper e un biliardo, un grosso jukebox e una sala cinema dove i dipendenti guardano film o, più spesso, giocano.

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Uno degli angoli relax nell'ufficio di Mojang

Dato l'orario tardo, molti dei ragazzi che lavorano in Mojang hanno ormai lasciato l'ufficio, e dietro le scrivanie troviamo quei pochi che hanno deciso di attardarsi per portare a termine gli ultimi lavori da sbrigare. Scambiamo due parole con Owen Hill, in passato giornalista per la rivista inglese PC Gamer e oggi responsabile della comunicazione del team, ma la chiacchierata non dura molto. "Scusa, ma oggi è un po' un casino", ci dice cordialmente prima di congedarsi e tornare frettolosamente al computer. Il casino a cui si riferisce Owen è il fatto che poche ore prima della nostra visita era trapelata online la notizia che Mojang fosse in procinto di annunciare la versione Wii U di Minecraft, e così Owen sta passando la giornata a quantificare i danni e a rispondere a fiumi di email. La console Nintendo è però solo l'ultima di una lunga lista di piattaforme che oggi ospitano il sandbox cubettoso di Mojang.

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In alcune scuole di Stoccolma, Minecraft è parte integrante nel curriculum degli studenti, allo scopo di svilupparne la creatività

Fatta eccezione per Nintendo 3DS, il gioco è infatti arrivato negli anni su tutte le principali console, su smartphone e tablet, su PlayStation Vita e, addirittura su Raspberry Pi, il mini-PC per smanettoni poco più grande di un biglietto da visita. La presenza di così tante versioni stimola tra i fan e la stampa continui dibattiti su quale sia l'edizione migliore, ma da questi confronti la Pocket Edition per smartphone e tablet ne esce solitamente con le ossa rotte, accusata erroneamente di essere una versione castrata di quella scritta in Java per PC. "In molti pensano che Minecraft: Pocket Edition sia rimasto fermo al 2011", ci racconta Tommaso parlando di quando, al lancio, il gioco consisteva solo in una limitata modalità creativa e un piccolo mondo in cui spostarsi. "L'idea all'inizio era quella di provare a creare un semplice minigioco. Si pensava che un vero Minecraft su mobile non fosse possibile, e per diverso tempo a lavorarci c'era soltanto una persona". Se è vero che la Pocket Edition è nata come una sorta di fratello povero dell'originale, l'inaspettato successo ottenuto e l'arrivo nel mercato di smartphone sempre più avanzati tecnicamente ha cambiato le carte in tavola e convinto Mojang a intraprendere una direzione del tutto diversa, aumentando gradualmente le risorse dedicate alla Pocket Edition e introducendo sempre più elementi della più completa edizione desktop. "Anche tra la stampa", continua Tommaso "c'è la convinzione che nella Pocket Edition manchino molti degli elementi fondamentali di Minecraft, ma non è così. Il fatto che il codice sia scritto in C++ e sia più pulito della versione Java ci permette di lavorare più speditamente, aggiornando il gioco con maggiore frequenza".

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L'Ender Dragon, boss finale del gioco

Da quando ha introdotto la generazione di mondi infiniti, le caverne sotterranee e l'esplorazione del Nether, Minecraft: Pocket Edition ha ben poco da invidiare alla versione desktop e a quelle console. L'ultimo grande aggiornamento (0.13) ha inoltre rappresentato uno dei momenti più importanti nella storia dell'edizione mobile, introducendo il tanto atteso supporto alla Redstone (Pietrarossa, in italiano). Per i meno navigati, la Redstone è un insieme di blocchi da costruire utilizzando un raro materiale anch'esso chiamato Redstone. Rappresenta una delle fonti di energia principali nel mondo di Minecraft e può essere utilizzata per creare circuiti piccoli o grandi, da un campanello per la porta di casa a una fabbrica completamente automatizzata. Ma, cosa ancora più importante, la Redstone permette di costruire dei computer all'interno del gioco. Computer che sono Turing-equivalenti, e quindi in grado di risolvere problemi come farebbe un normale calcolatore. "Generalmente si pensa che la fine del gioco coincida con la sconfitta dell'Ender Dragon", ci dice Tommaso, ricordandoci che, a differenza di quello che molti credono, è possibile effettivamente finire Minecraft battendo questo enorme boss. "Secondo me, invece, la vera fine si raggiunge imparando a usare la Redstone. La Redstone rappresenta il punto più alto nella curva di difficoltà del gioco: cominci con l'essere un tizio qualunque che non ha risorse e deve capire come funzionano le regole del mondo; dopodiché impari prima a sopravvivere e poi a sfruttare i pericoli a tuo favore. Il passo finale è quindi quello di usare la Redstone per automatizzare il gioco, creare risorse infinite e vincere sulla scarsità iniziale".

Il futuro della Pocket Edition

I prossimi mesi saranno dedicati all'implementazione, tra le varie cose, delle ultime funzioni della Redstone e del supporto a Minecraft Realms, in maniera tale che anche gli utenti mobile potranno acquistare facilmente dei server dedicati su cui giocare e creare i propri mondi. La distanza tra la Pocket Edition e la versione desktop si sta insomma assottigliando sempre di più, ma in diversi casi il Pocket Team si trova davanti a enormi ostacoli dovuti alla natura "tascabile" della piattaforma: "Una delle richieste più frequenti da parte dei fan è quella di aggiungere la musica in-game", ci racconta Tommaso, aggiungendo che per ora è presente nell'edizione Windows 10 ma non nella Pocket Edition.

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La prima alpha della Pocket Edition consisteva solo in una piccola modalità creativa

"Molte delle persone che giocano a Minecraft su mobile lo fanno tenendo l'audio disattivato, ma il problema principale è che la musica da sola occupa 120MB, mentre il gioco attualmente pesa 26MB. Aggiungere la musica in-game vorrebbe dire aumentare esponenzialmente lo spazio occupato sul dispositivo, e questo è un grosso problema". Non fatichiamo a capire come mai questo rappresenti una rogna per il team: quando un utente dovrà liberare spazio dal proprio smartphone, l'ultima cosa che Mojang vuole è fargli trovare Minecraft in cima alla lista delle app più pesanti. "La percentuale di persone che ha disinstallato il gioco è molto bassa", continua Tommaso, "e questo non solo perché gli piace, ma anche perché pesa poco". Per accontentare i fan che chiedono le musiche in-game, e avvicinare ulteriormente la Pocket Edition all'edizione per PC, il team di sviluppo sta comunque valutando diverse opzioni, una delle quali è la possibilità di distribuire le musiche sotto forma di DLC gratuito. Per venire incontro a situazioni come questa, Apple ha recentemente introdotto su iOS una funzione chiamata "App Slicing", permettendo agli utenti di scaricare solo le parti di un'applicazione che ritengono necessarie. "Il problema di Slicing", dice Tommaso "è che può essere utilizzato solo da una parte della nostra utenza, mentre dobbiamo trovare una soluzione che sia universale, rispettando allo stesso tempo i limiti e le restrizioni delle diverse piattaforme digitali". Ben lontana da quella piccola demo che era nel 2011, la Pocket Edition è oggi diventata la versione di partenza per molti dei nuovi porting di Minecraft, nonché un solido pilastro nella strategia a lungo termine di Mojang: "In futuro ci piacerebbe avere un'unica versione del gioco in cui tutti gli utenti possano giocare assieme a prescindere dal dispositivo utilizzato", ci viene spiegato. Si tratta di un percorso lungo e incerto, che però è stato già intrapreso con l'uscita della versione ad hoc per Windows 10.

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Nato come versione virtuale dei LEGO, Minecraft ha visto poi un suo set ufficiale: il cerchio si chiude

Il porting è stato realizzato proprio partendo dal codice C++ della Pocket Edition, e oggi gli utenti delle due versioni possono interagire tra loro in multiplayer. Quella di una versione universale è un'ambizione enorme e che si scontrerà per forza di cose con la volontà dei produttori di console (Nintendo e Sony potrebbero non volere che i loro utenti si incontrino online), ma se si considera che Xbox One supporta già Windows 10, è molto facile immaginare un futuro in cui i possessori della piattaforma Microsoft potranno divertirsi con gli utenti PC e quelli mobile in un unico e sconfinato mondo fatto di cubi. Sempre sul lungo termine, il team di sviluppo vorrebbe introdurre anche nella Pocket Edition il supporto alle mod, una parte dall'esperienza estremamente importante per la community che si è formata negli anni attorno alla versione desktop. "Non è così semplice", ammette Tommaso. "Su PC gli utenti prendono il codice in Java e lo rivoltano come un calzino attraverso ingegneria inversa, mentre per ragioni tecniche e di sicurezza questo non possiamo farlo fare nella versione scritta in C++". Proprio per questo motivo, il Pocket Team sta valutando diversi approcci, tra cui quello di dare agli utenti uno strumento sulla falsariga del Creation Kit di Skyrim o del MODKit di The Witcher 3. Così facendo, chiunque potrà cambiare e combinare comportamenti di oggetti e personaggi semplicemente modificando un file di testo. Ovviamente siamo ben lontani dalla libertà creativa che offre l'ingegneria inversa su PC, ma un ulteriore passo avanti per Mojang sarebbe l'introduzione di un linguaggio di programmazione per permettere a chi vuole di creare comportamenti del tutto nuovi, senza limitarsi a modificare quelli già esistenti.

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Steve, aspetto di default del giocatore e icona di Minecraft

Minecraft tra mondi virtuali, reali e ibridi

Mentre la nostra visita negli studi di Mojang sta per giungere al termine, passiamo davanti a una porta chiusa. "Lì dentro è dove lavoriamo con HoloLens", ci dice Tommaso. Guardiamo incuriositi, ma subito veniamo letti nel pensiero: "No. Non si può entrare". L'innovativa tecnologia di realtà aumentata a cui Microsoft sta lavorando non è l'unico visore che Mojang intende supportare nel prossimo futuro. Lo scorso settembre è stata infatti annunciata una versione di Minecraft per Oculus Rift e Samsung Gear VR, realizzata con il coinvolgimento diretto di John Carmack, attualmente CTO di Oculus.

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Minecraft è già uno dei giochi di punta di HoloLens

Proprio come la versione Windows 10, anche Minecraft VR è sviluppato a partire dalla Pocket Edition, in modo da permettere fin da subito ai possessori di Oculus e Gear VR di giocare online con gli utenti Android, iOS, Windows Phone e Windows 10. "Una delle cose migliori della realtà virtuale è condividere quell'esperienza con altre persone", spiega Tommaso. "In Minecraft VR, il braccio del proprio avatar punta nella direzione in cui si mira con lo stick, mentre la testa si gira nel verso in cui si guarda. Sembra una cosa da poco, ma questo conferisce molta più naturalezza ai movimenti del personaggio, e quando si gioca online anche un omino fatto di cubi sembrerà molto più umano". Anche la realtà virtuale presenta però i suoi ostacoli, e attualmente il team sta cercando di capire come fare ad evitare il senso di nausea: "La maggior parte delle persone non lo sa, ma una delle cause principali del motion sickness è lo stick destro", ci viene spiegato. "I giocatori più hardcore tendono a spostare la telecamera con lo stick destro anche quando indossano il visore, e così finiscono per spostare il proprio corpo virtuale mentre la testa reale resta ferma. Bisognerebbe educare queste persone ad affidarsi sempre meno allo stick e a utilizzare principalmente la testa per guardarsi attorno. Da questo punto di vista, il Gear VR è perfetto perché sei slegato completamente dall'impaccio dei fili". Una delle idee che Mojang sta sperimentando e che potrebbero essere implementate in Minecraft VR viene chiamato "stutter-turn": si tratta di una funzione opzionale che permette di utilizzare lo stick destro per spostare di scatto la telecamera di 45°; in questo modo si rinuncia per un istante alla completa immersione spaziale (la cosiddetta "presence"), ma allo stesso tempo viene limitato drasticamente il problema del motion sickness.

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John Carmack sta attivamente collaborando a portare il gioco su Oculus e Gear VR

"È un peccato che tutto il dibattito sulla realtà virtuale si concentri così tanto sulle performance delle macchine, sulla risoluzione e sul frame rate", aggiunge Tommaso. "Le performance rappresentano solo la base per far girare decentemente un software, ma andrebbe approfondito anche un discorso più complesso, che riguarda l'interazione, gli input e i feedback, e che cambia per ogni tipologia di gioco". La Pocket Edition è ad oggi la versione di Minecraft più venduta, superando le 30 milioni di copie a gennaio 2015, laddove la storica edizione desktop è attualmente a poco più 22 milioni. Sono numeri da capogiro, che non includono le vendite su console né tengono conto dell'elevata percentuale di pirateria su mobile. Un altro dato curioso è che Minecraft: Pocket Edition è rimasto sempre in cima alle classifiche di App Store, vendendo in media 10.000 copie al giorno. Il sandbox di Mojang rappresenta il caso più unico che raro di un gioco mobile che non ha mai visto un taglio di prezzo in cinque anni, e probabilmente è anche questo il motivo del suo successo nel lungo periodo. La Pocket Edition ha svolto poi un ruolo chiave nel rendere Minecraft un fenomeno davvero globale, espandendo il gioco anche nei mercati orientali. Un esempio è il Giappone, dove il mercato PC è ancora poco sviluppato. Camminando tra le strade di Tokyo o mentre ci si sposta in metro, non è raro imbattersi in qualcuno che gioca alla Pocket Edition sul proprio smartphone, notare enormi insegne pubblicitarie della versione PlayStation Vita e, di tanto in tanto, vedere qualche bambino indossare una testa a forma di cubo. Dopo la nostra intervista, quello che abbiamo capito è che, a dispetto di quanto si possa erroneamente immaginare, c'è ancora molto nel futuro di Mojang e di Minecraft. E forse non sarebbe stato così se lo sviluppatore svedese non avesse deciso di realizzare, quasi per sfizio, un minigioco per smartphone e tablet.

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Tokyo (2015)



L'illustrazione di copertina dell'articolo è a cura di Domenico Lettera.