Uncharted 4: Fine di un Ladro - Voci dal Sottobosco  63

È davvero la fine per Nathan Drake? Cosa nasconde il sottotitolo di Uncharted 4? E cosa significa per i Naughty Dog?

RUBRICA di Christian Colli   —  un anno fa

Con l'ultimo trailer della storia pubblicato soltanto pochi giorni fa, abbiamo fatto un altro passo verso l'attesissima data di uscita della quarta avventura di Nathan Drake. La quinta, se contiamo L'Abisso d'Oro per PlayStation Vita, solo che non lo conta mai nessuno. Per i Naughty Dog è ormai prossimo il momento di dimostrare di che pasta sono fatti anche in questa next-gen: se i loro primi tre Uncharted ci avevano lasciati a bocca spalancata ai tempi della PlayStation 3, lo stesso varrà anche per Fine di un Ladro? Sarà soltanto un grande spettacolo audiovisivo, o avrà da dire la sua anche il gameplay? E come andranno le cose con la modalità multigiocatore? A tutte queste domande e a molte altre risponderà la nostra recensione al momento opportuno; nel frattempo ce ne sono altre più insidiose su cui vale la pena arrovellarsi. Per esempio, il sottotitolo. I ragazzi di Naughty Dog hanno già detto che la storia di Nathan si concluderà, ma questo significa che ci lascerà le penne, o che smetterà semplicemente di fare il ladro?

Scopriamo qualcosa di più sull'attesissimo Uncharted 4: sarà davvero la fine di Nathan Drake?

Vivo o morto, tu verrai con me

"Abbiamo accompagnato Nathan per tanti anni", sospira Neil Druckmann, il pluripremiato direttore creativo della serie. "Uncharted in questi anni è un brand estremamente popolare, perciò da un punto di vista commerciale è davvero una pessima decisione. Tuttavia, ritengo che l'unico modo di onorarlo come merita sia andare fino in fondo e mettere un punto fermo alla sua storia". Questo commento, rilasciato durante un'intervista di poche settimane fa, ha fatto discutere molto i fan che seguono la serie dalla sua prima uscita, ormai risalente al lontano 2007. Tra la decisione di concludere la storia di Nathan e il sottotitolo piuttosto diretto di Uncharted 4, è facile capire che qualcosa di grosso sta bollendo in pentola. La vera domanda è: che cosa succederà al franchise in toto?

"Non lo so", ha risposto sinceramente Druckmann. "Alla fin fine è Sony che possiede Uncharted, e può farne ciò che vuole. Il problema è che, dopo aver finito Uncharted 4, sarà difficile proseguire la storia di Nathan Drake". La saga di Uncharted ha avuto i suoi momenti cupi, ma fondamentalmente è sempre stato l'Indiana Jones dei videogiochi in un momento in cui Lara Croft e Harry Pitfall erano più o meno fuori dal giro. Considerando l'ironia che pervade le sceneggiature dei primi tre Uncharted, è difficile immaginare che il quarto episodio possa mettere una pietra tombale alla serie in senso letterale. Però, ehi, stiamo parlando della stessa persona che ha scritto la storia di The Last of Us, quindi tutto è possibile. "Per come la vediamo noi, i primi tre giochi hanno gettato le basi, e ci siamo sempre chiesti che cosa sarebbe successo se avessimo dovuto farne un quarto", spiega Druckmann. "Come avremmo potuto chiudere il viaggio di Nathan? Perché il viaggio è stato molto lungo e abbiamo sempre avuto intenzione di arrivare a destinazione, solo che non ha mai riguardato soltanto i tesori ma anche e sopratutto i legami che si sono stretti sul tragitto". Ripensandoci, Druckmann ha ragione. In Uncharted abbiamo esplorato antiche rovine, prosciugato centinaia di caricatori, ammazzato un sacco di mercenari, ma per la maggior parte del tempo lo abbiamo fatto in compagnia di Sully, Chloe o Elena, ai quali si aggiungeranno presto la misteriosa Nadine e il fratello a lungo creduto morto di Nate, Sam. I personaggi si sono scambiati battute e hanno cazzeggiato tra una sparatoria e l'altra, ed è stato impossibile non affezionarsi a qualcuno di loro o non commuoversi quando Uncharted 3 ci ha raccontato il primo incontro tra Nathan e Sullivan. Possiamo discutere sulla profondità del gameplay tutto il santo giorno, ma non si può negare che Druckmann e gli altri Naughty Dog siano riusciti a riempire di umanità un videogioco di pura avventura. "Le relazioni tra i personaggi sono molto importanti, per noi", puntualizza il direttore creativo di Uncharted 4. "Per quanto mi riguarda, credo che persino una storia come quella di Uncharted, in cui fondamentalmente i buoni combattono i cattivi, possa trasmettere qualcosa di importante". È giusto ricordare che Druckmann non ha diretto Uncharted 3: L'Inganno di Drake, lasciando il posto a Amy Hennig per lavorare a The Last of Us. "Credevo di non aver più niente da dire, così come il vicedirettore Bruce Straley. Poi ci hanno chiesto di prendere le redini di Uncharted 4, ed è stato come tornare a casa. Non ci siamo resi conto di quanto ci mancava finché non abbiamo cominciato a lavorare", rivela Druckmann. Non è difficile crederlo, se pensiamo a quanto diverso sia concettualmente e narrativamente un gioco come The Last of Us. Figuratevi che i Naughty Dog hanno un team che si occupa sostanzialmente di tenere sotto controllo la creatività dei loro colleghi!

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Boom boom, baby!

Insomma, Fine di un Ladro si concentrerà tutto sul delicato equilibrio tra i rapporti che Nathan ha stretto con la sua famiglia e con i suoi amici e la sua passione per i tesori e le ricchezze. "Sarà una storia di grandi sacrifici", anticipa il direttore Druckmann. "Nate è stato succube di questa ossessione per tutta la vita e abbiamo visto tutti come ha influenzato i suoi legami sentimentali, basta pensare alla sua relazione con Elena". Fin dai primissimi trailer di Uncharted 4 abbiamo intuito che le cose tra Nathan e sua moglie non sono andate esattamente come avrebbero dovuto.

È probabile che si siano lasciati o che lui continui a fare l'avventuriero di nascosto, non è chiaro, ma è evidente che questo conflitto interiore sarà la forza motrice della nuova storia. L'enfasi che la trama sembrerebbe riporre sui rapporti interpersonale non può non farci ripensare a The Last of Us, e Druckmann è il primo ad ammettere che il suo lavoro sulla sceneggiatura dell'avventura horror ha fortemente influenzato la scrittura di Uncharted 4. "Con The Last of Us, e sopratutto col suo DLC Left Behind, abbiamo sviluppato un gioco d'azione in cui non si sparava continuamente, e potevamo permetterci di raccontare dei momenti di vita quotidiana senza annoiare i giocatori", spiega Druckmann. "È stata un'esperienza che ci ha aperto diverse porte interessanti nel nuovo Uncharted, aiutandoci a raccontare il lato più umano di Nathan Drake. Ci siamo dovuti chiedere non tanto che cosa farebbe Nate quando non si arrampica su una montagna, ma come tradurlo in gameplay". È una nozione interessante, perché bisogna ammettere che ogni nuovo episodio della serie è diventato sempre più pirotecnico e spettacolare, al punto da poter rivaleggiare con un film di Michael Bay, ma senza battute cretine tra un'esplosione e l'altra. Considerando l'enfasi che il team sta riponendo nella narrazione e nella psicologia dei personaggi, verrebbe da chiedersi se non si sia fatto un passo indietro in quel senso. "I primi tre Uncharted miravano ad essere sempre più spettacolari, ma abbiamo deciso di non continuare su quella strada perché non volevamo diventare delle caricature di noi stessi", ammette Druckmann, mentre ripensiamo all'iter dei quattro Transformers cinematografici del summenzionato Michael Bay. Ecco perché i designer si tengono a bada gli uni con gli altri, così da evitare che si esageri coi toni e con la spettacolarità. In alcuni casi, i Naughty Dog sono giunti alla conclusione che qualche scena in particolare era un po' troppo eccessiva, e l'hanno ridimensionata. "È un'altra cosa che abbiamo imparato da The Last of Us", racconta il direttore del progetto. "Non tutte le scene d'azione devono essere al fulmicotone.

Alcune possono essere molto più rilassate, e questo ci ha portato a implementare un ritmo molto diverso rispetto ai precedenti Uncharted". Per esempio, sappiamo che Fine di un Ladro sarà vagamente open world... anche se i Naughty Dog hanno coniato un termine completamente diverso per identificare la dinamica: wide-linear. "Uncharted 4 non è un'avventura open world perché vogliamo raccontare una storia ben precisa con un ritmo ben preciso", chiarifica Druckmann, sfatando ogni dubbio. "Se c'è una cosa che non mi piace dei giochi open world è che mancano completamente di tensione. Capita di avere un amico in grave pericolo, mentre si va a zonzo per completare le missioni secondarie. Che senso ha? Personalmente sento il bisogno di controllare il ritmo della storia, perché è quella la cosa più importante". Non è la prima volta che qualcuno dei Naughty Dog si esprime in questo senso; in passato, i portavoce dello sviluppatore hanno sempre affermato di prediligere l'esperienza al gameplay e alla potenza visiva. Prima c'è la storia, poi viene tutto il resto. Lo stesso varrà per Uncharted 4, con buona pace della Sony. "Forse faremo un prequel, forse faremo un altro Uncharted con un protagonista diverso. Non lo so", conclude Druckmann. "Una cosa è sicura: questa è la fine di Nathan Drake". Sì, ma insomma... muore o no?

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