Quando tutto è cominciato  70

Abbiamo giocato le prime ore di Ratchet & Clank, in attesa della recensione completa!

In questo articolo ci tocca cominciare in modalità amarcord ricordando gli anni d'oro di PlayStation 2, durante i quali titoli action e platform in terza persona spadroneggiavano con diversi esponenti di pregevole fattura. Tra i nostri preferiti vi erano Jak and Daxter e Ratchet & Clank: il primo orientato verso la fase platform, il secondo più votato all'azione vera e propria. Nella speranza che anche il titolo di Naughty Dog possa tornare in qualche forma inedita nei prossimi anni, i fan del Lombax più conosciuto della Galassia, ma anche gli appassionati di un genere ancora apprezzato ma non più così popolare, possono attendere con soddisfazione l'arrivo di Ratchet & Clank il prossimo 12 aprile su PlayStation 4. Nel frattempo abbiamo giocato una versione quasi definitiva del titolo di Insomniac Games, basato sul film di prossima uscita, a sua volta basato sul prodotto originale uscito nel 2002 sul monolite Sony. Un gioco di parole che sta ad indicare una produzione che può essere inquadrata a metà tra un remake e un reboot della serie, poiché mette a disposizione i contenuti di allora, in parte modificati, assieme all'aggiunta di ambientazioni completamente inedite ed elementi di gameplay ereditati dai capitoli successivi, allo scopo di adeguarsi ai tempi.

I nostri primi passi con Ratchet & Clank, da una versione quasi definitiva del reboot/remake!

Vita da Ranger

Ratchet & Clank comincia con un breve tutorial mentre si muovono i primi passi nella storia, col pretesto per il nostro Lombax di affrontare alcune prove allo scopo di diventare Ranger. Poche sessioni dopo l'attenzione si sposta su Clank - considerato robo-difetto - in fuga dall'esercito armato voluto dal presidente Dek, il cattivone di turno che sta mettendo a repentaglio la galassia di Solana.

Le vicende del gioco vengono raccontate dal mitico capitano Copernicus L. Qwuark, celebrato eroe un po' sbruffone, un po' baciato dalla fortuna, che si sente messo da parte e decide di raccontare le gesta di Ratchet e di Clank fin da quando si sono incontrati, sottolineandole con diverse sequenze di intermezzo ma anche sotto forma di voce fuori campo durante i momenti più importanti e divertenti dell'azione. Il feeling col gioco di Insomniac Games è più moderno rispetto al titolo originale e ai successivi capitoli, grazie ad una telecamera meglio posizionata, la possibilità di utilizzare le armi con i dorsali inferiori e i tasti frontali del Dual Shock demandati soprattutto al salto e all'attacco con l'Onnichiave 8000, famigerata arma vitale negli scontri ravvicinati ma anche per attivare gli ingranaggi che bloccano la strada. Per i nostalgici rimane l'utilizzo del cerchio per sparare mentre come sempre eliminare avversari ed elementi del fondale permette di ottenere bulloni, necessari ad esempio per acquistare munizioni all'interno dei vari negozi sparsi per la mappa. Sin da subito abbiamo ravvisato diverse differenze ed elementi inediti rispetto al titolo targato 2002. Le stesse ambientazioni che abbiamo già apprezzato nel titolo originale, come Novalis, sono state ampliate nelle dimensioni e modificate nelle proporzioni, con risultati davvero interessanti in termini visivi. Dal punto di vista grafico, infatti, Ratchet & Clank è davvero un gioiello, con un'immagine pulita, colorata, dettagliata e dal tratto morbido, che si traduce in un impatto che un occhio distratto potrebbe accomunare a quello di un cartone animato, anche grazie alla quasi assenza di aliasing e ad una fluidità sempre ancorata ai trenta fotogrammi per secondo. Stessa cosa per quanto riguarda le animazioni, estremamente fluide e particolareggiate, chiaramente realizzate a partire da quelle del film e delle sequenze di intermezzo, ancora più vicine alla controparte cinematografica. Sia ben chiaro, le soluzioni puramente tecnologiche adottate sono ben lontane dai migliori titoli attualmente disponibili, vedi effetti particellari, esplosioni e l'interazione col fondale; il risultato complessivo però è davvero piacevole e adeguato alla tipologia di produzione.

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Tornando pad alla mano, un'altra novità è rappresentata dalle missioni dedicate a Clank - più interessanti dal punto di vista del gameplay - e dalla gestione del potenziamento delle armi mediante Raritanium, bulloni color oro che vanno spesi per aumentare le caratteristiche di ciascun dispositivo all'interno di un diagramma ad albero. Armi che ricadono in alcune vecchie conoscenze della serie - da sempre marchio di fabbrica di Insomniac Games - assieme ad altre completamente inedite: alla fine della nostra prova siamo venuti in possesso del fantastico Pixelizer, dispositivo in grado di trasformare i nemici in forma di Pixel, e poi ridurli in tanti pezzettini quadratosi.

Non mancano anche gadget come l'Hoverboard, le eliche per nuotare velocemente sott'acqua o la fune elettrica per muoversi tra una sporgenza e l'altra; aggiunte inserite nell'ottica di aumentare il divertimento piuttosto che la sfida, perché Ratchet & Clank ha sempre proposto una difficoltà piuttosto bassa in termini di abilità richiesta, puntando soprattutto sugli scontri con gli avversari. Piuttosto, il titolo di Insomniac pone le sue basi sulla varietà di situazioni e la beltà dei mondi da esplorare grazie alla navicella in possesso dei protagonisti, che permetterà loro di muoversi all'interno di sette ambientazioni vecchie e nuove. E nel caso visitarli a più riprese per esigenze di storia e per portare a compimento la manciata di missioni secondarie disponibili. All'interno dei livelli è possibile raccogliere inoltre alcune carte che descrivono elementi dell'avventura e permettono di potenziare le caratteristiche dei protagonisti principali, i quali a loro volta accumulano punti esperienza e possono salire di livello aumentando l'energia a disposizione. Un ulteriore elemento da sempre distintivo è l'ironia che permea tutta la narrazione; nemmeno Ratchet & Clank in salsa PlayStation 4 difetta in tal senso, con diverse battute tra i protagonisti e accadimenti al limite del surreale. Niente per cui sbellicarsi dalle risate, sia chiaro, ma un tono costantemente scanzonato, che si riflette nella narrazione, nello stile visivo e in tutti gli elementi che compongono l'avventura. Ci fermiamo qui, per adesso: in seguito alla manciata di ore giocate non possiamo fare altro che confermare la bontà del titolo di Insomniac Games, realizzato con dovizia di particolari in tutti i suoi elementi. Come sempre saranno da verificare longevità e varietà dell'avventura, ma anche la presenza di elementi in grado di far fare quel salto di qualità in un genere indubbiamente meno apprezzato di un tempo.

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CERTEZZE

  • Bello da vedere, quasi come un cartone animato
  • Elementi vecchi e nuovi con un taglio moderno

DUBBI

  • Da verificare longevità e momenti di picco qualitativo