Il vecchio, la bambina e il mare  12

Alla GDC ci siamo immersi nel metroidvania di Insomniac Games, Song of the Deep

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Non è certo la prima volta che uno studio abituato a produzioni tripla A si cimenta con un titolo minore, dettato più dalla vera e propria passione che dal perseguimento di risultati economici: è accaduto per esempio in tempi recenti a Ubisoft con Child of Light, e ora è il turno di Insomniac Games che alla GDC di San Francisco ha portato una demo giocabile del suo Song of the Deep, un metroidvania caratterizzato da un'impostazione ludica particolare e da una componente narrativa di sicuro impatto.

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Song of the Deep può portare una ventata d'aria (o meglio, d'acqua) fresca nel genere dei metroidvania

I’d like to be under the sea

La protagonista del gioco è Merryn, la figlia di un pescatore che scompare misteriosamente in mezzo al mare: la ragazzina decide così di costruirsi un piccolo sottomarino e si immerge nelle profondità del mare per andare alla ricerca del suo amatissimo padre.

Una storia semplice ma delicata che parla di amore e di coraggio, efficacemente introdotta da delle schermate fisse in stile libro illustrato e punteggiata da un commento di una voce narrante femminile che di tanto in tanto sottolinea le azioni compiute dall'utente. Pur rientrando appieno nei canoni dei metroidvania - e offrendo dunque un'avventura bidimensionale incentrata sull'esplorazione dello scenario e la risoluzione di enigmi ambientali - Song of the Deep si differenzia notevolmente dai principali competitor per via dello strumento messo nelle mani del giocatore, per l'appunto il sommergibile costruito da Merryn: ci si può muovere dunque in tutte le direzioni dell'ambientazione subacquea, ma bisogna tener conto dell'inerzia del mezzo per evitare di finire addosso a nemici e ostacoli. Le particolarità però non si esauriscono qui, e le dotazioni del sottomarino contribuiscono a dare al gameplay del titolo Insomniac un gusto tutto suo: si può usare un gancio per eliminare i nemici vicini e raccogliere oggetti, lanciare dei torpedo e usare le onde del sonar come una vera e propria "smart bomb", e nel prodotto finale numerose altre saranno le abilità e gli upgrade che si potranno ottenere nel corso dell'avventura.

Il design sembra poi particolarmente indirizzato a spingere l'utente a sperimentare nuove soluzioni con l'equipaggiamento a propria disposizione: nel corso della nostra sessione ludica abbiamo ad esempio raccolto al volo un torpedo con il gancio per produrre così un devastante attacco rotante, e abbiamo sfruttato il sonar in maniera alternativa per portare alla luce passaggi nascosti che conducevano a bonus e tesori. L'esplorazione, più che il combattimento, pare essere comunque il focus principale di Song of the Deep, e una conferma in tal senso arriva non solo dalla struttura particolarmente aperta del mondo di gioco, ma anche dall'incidenza dei puzzle ambientali di cui personalmente abbiamo potuto avere solo un assaggio ma che dovrebbero costituire il cuore dell'esperienza. Forte anche di un comparto audiovisivo notevole, che beneficia in particolar modo di una direzione artistica decisamente ispirata, Song of the Deep è senz'altro un titolo da tenere d'occhio, e non soltanto per i suoi eventuali meriti videoludici: si tratta infatti del primo caso di un titolo prodotto dal gigante della distribuzione al dettaglio GameStop, i cui punti vendita avranno l'esclusiva della versione retail. E chissà che un buon risultato commerciale non possa aprire nuovi scenari nel rapporto tra sviluppatori e publisher...

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CERTEZZE

  • Gameplay interessante
  • Narrativa curata
  • Visivamente delizioso

DUBBI

  • Profondità e sfida tutte da valutare
  • Controlli non immediatissimi