Tutto sotto controllo  7

Alla GDC 2016 abbiamo provato un nuovo e sperimentale gioco in cui è possibile controllare qualsiasi cosa

In un periodo in cui Steam è letteralmente invaso da nuovi e strambi giochi simulativi, che permettono, spesso in maniera goffa, di svolgere lavori, guidare ruspe o impersonare animali, piante e addirittura sassi, un gioco in cui è possibile prendere il controllo di qualsiasi cosa sia presente sullo schermo rischia di sembrare meno originale di quello che in realtà è. Sta di fatto che, esattamente come Mountain, il nuovo esperimento di David O'Reilly promette un'esperienza fuori dal comune, probabilmente non per tutti ma senza dubbio in grado di stuzzicare la curiosità dei più. In occasione della Game Developers Conference 2016 abbiamo avuto la possibilità di passare qualche minuto con Everything, cercando di capire se è solo un'idea originale o se c'è anche della sostanza.

Abbiamo provato Everything, curioso gioco in cui impersonare qualsiasi cosa visibile su schermo

Cogito ergo sum

Attualmente in sviluppo per PlayStation 4, Everything parte da una semplice premessa mai esplorata in un gioco: tutto quello che si vede a schermo rappresenta un personaggio giocabile e se ne può prendere il controllo.

Che si tratti di un oggetto, di un animale o di una pianta, poco importa. La nostra demo è cominciata in un'ambientazione notturna, delimitata da alcune montagne e con qualche albero qua e là. Apparentemente non sembra che a schermo ci sia alcun personaggio, ma con un colpetto allo stick vediamo un fiorellino spostarsi. Noi siamo quel fiorellino. Facciamo qualche metro e cominciamo a interagire con altre piante e con qualche masso: in un piccolo balloon appaiono i pensieri del fiore, esprimendo a volte solitudine, a volte piccoli pensieri filosofici. Everything è un gioco sull'empatia e sulla presa di coscienza di qualsiasi elemento (animato o inanimato). Una volta inquadrato un oggetto, basta premere un tasto per controllarlo, e così cominciamo a sperimentare un po': impersoniamo un cespuglio, un sasso e un topolino. Ogni personaggio non può fare altro che spostarsi ed esprimere pensieri. Dopotutto, dare a ogni oggetto o animale un'abilità o un comportamento differente sarebbe stato chiedere troppo a un team di sole due persone. Decidiamo di spingerci oltre e controllare qualcosa di più grande: prima un albero, poi una montagna, poi la luna. A quel punto cambia l'ambientazione e ci ritroviamo nello spazio, spostandoci tra pianeti, stelle e asteroidi. Decidiamo di controllare il sole, dopodiché proviamo inutilmente a inglobare altri corpi celesti.

Curiosi di vedere fin dove possiamo spingerci, saliamo di un ulteriore livello e prendiamo il controllo di un'intera galassia, per poi cominciare una breve danza in mezzo allo spazio infinito. Ancora una volta, possiamo solo spostarci in giro e leggere i pensieri dell'oggetto che stiamo impersonando: non c'è una storia, non ci sono missioni, né un punteggio. Un messaggio a schermo ci suggerisce che nel gioco finale potrebbe essere possibile spingersi ancora oltre e scoprire cosa c'è al di là delle galassie, lasciandoci per ora solo con una forte curiosità. Inoltre, la versione di Everything presente alla GDC 2016 conteneva un numero molto limitato di elementi con cui interagire, e sarà quindi interessante verificare la quantità e varietà di animali e oggetti che saranno presenti nella versione finale. È chiaro insomma che Everything sarà un'esperienza per pochi: se Mountain ci faceva affezionare a un enorme ammasso di roccia, il nuovo gioco di O'Reilly può essere considerato il suo seguito spirituale, ponendosi come obiettivo quello di farci vedere anche un semplice fiorellino con occhi diversi.

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CERTEZZE

  • Sperimentale e fuori dal comune
  • Un gran potenziale...

DUBBI

  • ...ma bisognerà verificare quantità e varietà dei contenuti
  • In assenza di obiettivi potrebbe venire a noia in breve tempo