Di nuovo in guerra  18

Abbiamo giocato la versione rimasterizzata dell'indimenticabile Valkyria Chronicles

Rigiocare Valkyria Chronicles, dopo aver divorato l'edizione originale per PlayStation 3 uscita nel 2008, è stato un po' come tornare indietro nel tempo e rincontrare dei vecchi amici che non sono cambiati di una virgola. Considerato che stiamo parlando di un gioco rimasterizzato, questo non è esattamente un ottimo biglietto da visita, ma allora Valkyria Chronicles si presentava meravigliosamente e su PlayStation 4, complice il sensibile miglioramento grafico, la direzione artistica che tanto aveva impreziosito l'indimenticabile RPG strategico di SEGA appare anche oggi semplicemente incantevole. Valkyria Chronicles, dopo tutto, è un gioco che colpisce specialmente il lato emotivo dei giocatori che si lasciano coinvolgere in una guerra senza esclusione di colpi in cui i soldati non sono semplici unità da mandare al macello, ma personaggi che si imparano a conoscere e ad amare capitolo dopo capitolo. E anche questo, a distanza di otto anni, non è cambiato di una virgola...

Ecco le nostre prime impressioni sulla versione rimasterizzata di Valkyria Chronicles per PlayStation 4!

Salvate il soldato Gunther

Abbiamo già giocato e completato Valkyria Chronicles tanti anni fa, perciò non è facile scrivere un hands-on senza esporsi troppo e lasciarsi sfuggire l'accenno di una valutazione definitiva; per questa ragione, in tal sede abbiamo deciso di concentrarci sulla nostra esperienza durante le prime ore della versione rimasterizzata, rimandandovi alla recensione che pubblicheremo tra alcune settimane e che ovviamente terrà conto del collocamento di un titolo del 2008 nella libreria PlayStation 4 di oggi.

Facciamo finta di non aver mai affrontato le missioni avanzate e di non conoscere i colpi di scena che ci attendono lungo la strada: il nostro primo incontro con i protagonisti assoluti di Valkyria Chronicles, sulle note della splendida colonna sonora di Hitoshi Sakimoto, avviene su una collinetta del pacifico paesino di Bruhl, dove un giovanotto sta ritraendo il panorama sul suo quaderno. Agli occhi di Alicia Melchiott, il giovane capitano delle guardie, si tratta di un atteggiamento sospetto per il quale vale la pena arrestarlo e interrogarlo. Sono anni difficili, in effetti; siamo in un 1935 alternativo in cui due superpotenze militari, l'Impero e la Federazione Atlantica, si contendono il continente europeo. La ragione del conflitto è un prezioso minerale, chiamato Ragnite, che comincia a scarseggiare e per il quale vale la pena battersi in quella che è diventata la Seconda Guerra Europea. Peccato che l'Impero sia molto più avanzato dal punto di vista militare, e abbia già messo la Federazione alle strette attaccando il Principato di Gallia per mettere le mani sulle sue miniere di Ragnite. Ovviamente Bruhl si trova sul confine e Alicia ignora due cose: primo, gli imperiali stanno per attaccare il paese; secondo, il giovanotto che ha arrestato è Welkin Gunther, il figlio di un famoso ed eroico patriota. Fortunatamente la sorella di Welkin, Isara, interviene a risolvere la questione giusto in tempo: è in quel momento che prende il via la storia vera e propria, coinvolgendo Welkin e Alicia in una guerra che li porterà lontani da Bruhl, a combattere per la loro vita insieme a tanti soldati come loro contro un Impero che ha dalla sua un potere antico e micidiale...

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Uno strategico per tutti

Non vi mentiremo: Valkyria Chronicles non è un RPG strategico particolarmente complesso e intricato. Il titolo SEGA non vi farà scervellare, né metterà alla prova la vostra pazienza trovando nuovi modi per frustrarvi di missione in missione. I personaggi che non svolgono un ruolo cruciale nella storia possono morire una volta per tutte e non tornare mai più dai loro amici e dalle loro famiglie, ma avrete ancora tre turni di tempo per rianimarli o completare la missione dopo che sono stati messi fuori gioco: non ci troviamo di fronte a un Fire Emblem in cui una mossa falsa può costringerci a resettare la partita. Non sempre, almeno. Il sistema di combattimento BLiTZ (Battle of Live Tactical Zones) congegnato da SEGA funziona ancora a meraviglia, ma dobbiamo ammettere che sente un po' il peso degli anni e può apparire inizialmente abbastanza macchinoso.

Le missioni che dovremo affrontare tra una cinematica e l'altra si svolgono in mappe tridimensionali delle taglie più svariate, dove possiamo controllare direttamente le nostre unità come se stessimo giocando a un titolo d'azione in terza persona: ogni volta che prendiamo il controllo di uno dei nostri soldati spendiamo un Command Point (due nel caso del carro armato Edelweiss) e una volta esauriti i CP il nostro turno si conclude e tocca al nemico. I movimenti e le azioni delle singole unità, inoltre, consumano un indicatore individuale che determina quanto possono spostarsi per il campo di battaglia: considerato che possiamo spendere i CP per controllare più volte la stessa unità, in certe missioni diventa importante trovare un equilibrio tra efficienza e ricompense dato che il gioco premia la velocità con cui si porta a termine la battaglia, ma spesso è meglio avanzare con cautela, eliminando i nemici che ci sbarrano il passo. Tutto dipende da come abbiamo formato la nostra squadra, passando per i menù della caserma che ci permettono di microgestire le singole unità, equipaggiandole e aumentando di livello le classi in generale: il sistema di combattimento, infatti, si appoggia a una specie di morra cinese dove determinate unità hanno un vantaggio significativo sulle altre. Nonostante ciò, ogni personaggio possiede delle abilità innate che lo rendono più o meno efficace in determinati contesti, specialmente se affiancato a una o più unità affini. Per quanto semplice e intuitivo, insomma, Valkyria Chronicles possiede una certa complessità che lo rende un titolo strategico adatto anche a chi mastica poco il genere e cerca una bellissima storia, raccontata come fosse un libro illustrato grazie al character design squisitamente nipponico che sposa un peculiare cel shading. In sede di recensione ci soffermeremo maggiormente sul comparto tecnico, ma qui vi diremo subito che il passaggio alla risoluzione a 1080p per 60 fotogrammi al secondo ha giovato alla resa visiva generale, anche se l'eredità della scorsa generazione si sente prepotentemente e a più riprese. Vi lasciamo con una chicca, però: il dual audio. Se siete dei puristi, vi farà piacere sapere che potrete sostituire l'ottimo doppiaggio in inglese con quello originale nipponico.

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CERTEZZE

  • La trama è straordinariamente coinvolgente
  • È un gioco strategico adatto anche a chi mastica poco il genere

DUBBI

  • Il sistema di combattimento è un po' macchinoso
  • La rimasterizzazione basterà a rinverdire il comparto tecnico?