Mafia IIIMafiosi nella città degli angeli 

Nuovo incontro con Mafia III durante l'E3 di Los Angeles: ecco le nostre impressioni dopo la lunga sequenza filmata a cui abbiamo assistito

La presenza di Mafia III all'E3 di Los Angeles era veramente massiccia: l'intero stand di Take 2 era completamente dedicato a questo action in terza persona che, tra le altre cose, si porta sulle spalle un'eredità veramente ingombrante. Una struttura che cercava di ricreare due vie della fittizia New Bordeaux che farà da sfondo alle azioni criminali di Lincoln comprensive di negozietti, di un piccolo palco dove periodicamente si esibivano gruppi jazz e persino di alcuni angoli dove delle ragazze appostate erano a disposizione dei passanti per la lettura della mano. Al centro di questa riproduzione era posizionato un enorme pub il cui ingresso era strettamente sorvegliato e che ospitava le varie stanze per le presentazioni e un paio di demo room: tutto era estremamente curato con suppellettili e arredamenti anni '60. In una stanza abbiamo provato provare Sid Meier's Civilization VI, e di questo potete leggere il nostro provato in un altro articolo. Nell'altra abbiamo assistito a un filmato di gioco che sintetizzava le principali caratteristiche di Mafia III e i dettagli più noti del suo gameplay e in particolare si focalizzava su due lunghe sequenze di gioco.

Il gameplay violento e rude di Mafia III fa da contraltare al suo splendido taglio artistico

Questione di feeling

Come già ben noto, questo terzo capitolo del franchise segna una importante dipartita dagli episodi precedenti. Siamo sul finire degli anni '60, nel pieno della guerra del Vietnam e il nostro protagonista di colore è appena tornato dal fronte per trovarsi improvvisamente coinvolto nel tradimento della mafia italiana ai danni di quella nera. La città di New Bordeaux, modellata a partire dalla reale città di New Orleans, farà da sfondo al desiderio di vendetta del nostro avatar, Lincoln. Mafiosi nella città degli angeli Mafiosi nella città degli angeli La particolarità del titolo è anche il cambio di genere visto che Mafia III è a tutti gli effetti un open world con una spiccata propensione al free roaming e con un'estrema vicinanza alla serie di Grand Theft Auto. Non c'è una vera e propria suddivisione tra missioni principali e secondarie come visto in abbondanza nella serie di Rockstar ma anche in molti altri esponenti del genere, Assassin's Creed su tutti, ma una gestione decisamente più fluida degli avvenimenti. Il complesso urbano è infatti suddiviso in quartieri controllati dai vari scagnozzi mafiosi del cattivone di turno, e nei panni di Lincoln dovremo svolgere in totale libertà tutta una serie di attività atte a smantellare il loro dominio danneggiando il giro di affari e riducendo il controllo della malavita locale. Tutte queste missioni potranno essere svolte senza alcun ordine e in totale libertà e ovviamente il valore del titolo sarà tutto nella qualità e varietà di queste attività che rappresentano l'ossatura del gioco. Una volta raggiunta una serie di obiettivi, che saranno dipendenti dalla natura dello scagnozzo e dal tipo di quartiere (ogni zona di New Bordeaux ha un preciso stile architettonico, una determinato ceto e quindi strutture e attività coerenti) potremo attaccare il luogotenente affrontando una missione dal grande taglio cinematografico e assistere a tutte le conseguenze delle nostre azioni che culmineranno ovviamente con uno scontro finale con il mandante dell'omicidio di tutti i nostri amici, ormai privo di difese e alleati. Tralasciando le numerose attività secondarie che mostravano i vari modi per derubare l'associazione criminali tra interruzione di corrieri, rapine di bordelli, distruzione di centri di produzione della droga e così via, l'elemento che ha preso più tempo durante la presentazione è stata la missione che ci vedeva uccidere uno dei mafiosi a capo di un quartiere. La sequenza si apriva con una gigantesca esplosione di una fabbrica non meglio precisata con il conseguente danneggiamento del batiscafo che proprio in quel momento stava attraversando il canale nelle vicinanze. Mafiosi nella città degli angeli Questo ci dava l'opportunità di salire a bordo e compiere una strage facendoci strada tra decine di scagnozzi a colpi di revolver, fucile a pompa e naturalmente non disdegnando di utilizzare la lama del coltellaccio che Lincoln usa durante le uccisioni stealth. Il protagonista ci è sembrato piuttosto pesante, quasi legnoso nei movimenti ma allo stesso tempo molto aggressivo e "cattivo". Decisamente più problematica è invece l'intelligenza artificiale con i nemici piuttosto statici e abbastanza propensi a beccarsi le nostre pallottole senza battere ciglio. Tentavano di stanare il protagonista lanciando molotov e avanzando con il fucile spianato ma dal video ci è sembrato che questo fosse l'elemento più problematico di tutto il titolo. Nell'arco di pochi minuti, tra sparatorie violentissime, sequenze scriptate e una colonna sonora assolutamente eccezionale, siamo arrivati al momento del confronto con il cattivo di turno. Ma improvvisamente, l'ennesima esplosione ci ha scaraventato fuori dal battello aprendoci la strada per un'ultima sequenza fortemente scriptata dove il nostro protagonista doveva seguire a debita distanza attraverso la palude il suo obiettivo, ormai in fin di vita e talmente spaventato da sparare a casaccio. La sezione registrata si chiudeva con Lincoln ormai alle spalle del mafioso e pronto a tagliargli la gola per "lasciare un messaggio a suo fratello". Crudo, diretto e decisamente ben recitato.

La fedeltà non è per sempre

L'altra parte della presentazione era focalizzata sulla gestione dei distretti ma soprattutto sulle conseguenze delle nostre azioni in merito alle loro assegnazioni. Come già ben noto infatti, ogni quartiere conquistato dovrà essere dato in gestione a uno dei nostri tre luogotenenti: Vito Scaletta, Burke e Cassandra. Questa assegnazione sarà preceduta da una sorta di riunione in cui le tre figure cercheranno di spiegarci perché è più conveniente per noi dare a loro il quartiere e alla fine avremo anche una serie di schermate per poter vedere a colpo d'occhio i bonus e i malus di ognuno. Mafiosi nella città degli angeli La peculiarità di questa fase di gioco è nella necessità da parte del giocatore di mediare tra i quattro compagni perché ci saranno delle conseguenze in base a chi sceglieremo di privilegiare. Nel filmato, ad esempio, Burke ci aveva praticamente pregato di dare a lui il quartiere appena liberato essendo rimasto a bocca asciutta fin dall'inizio. Era stato molto convincente ma nel video non veniva comunque scelto ponendoci di fronte a un risultato sorprendente: lo scagnozzo si alzava in malo modo giurandoci vendetta e sul finale della presentazione ci veniva dato un piccolo assaggio di questa terribile minaccia. Lincoln si sarebbe dovuto muovere per andare a scovare l'ormai ex luogotenente con l'obiettivo di zittirlo, probabilmente per sempre. Un bel colpo di scena che davvero non ci saremmo aspettati. E con questo capovolgimento di fronte si è chiusa definitivamente la lunga presentazione di Mafia III. Ci sentiamo obbligati a spendere qualche parola aggiuntiva sull'aspetto tecnico pur basandoci su un semplice video. Diciamo subito che il comparto grafico non è probabilmente il maggiore punto di forza del gioco. Anche se si è raggiunta finalmente una grande stabilità con il frame rate, il titolo continua a presentarsi piuttosto sporco, con animazioni non rifinite, texture con una risoluzione piuttosto bassa, e una certa legnosità di fondo, specie per il protagonista. Staremo a vedere se nei prossimi mesi i ragazzi di Hangar 13 riusciranno a spingere un po' più in alto l'asticella della tecnica anche se, dobbiamo riconoscerlo, il comparto artistico riesce tranquillamente a mascherare questi deficit grazie a una cura per il dettaglio assolutamente di prim'ordine complice anche la meravigliosa colonna sonora. Appuntamento al sette ottobre per l'arrivo del gioco sul mercato PC, PlayStation 4 e Xbox One.

Certezze

  • Design, colonna sonora e personaggi ricreano alla perfezione le atmosfere degli anni '60
  • Molto violento e pronto a passare in un attimo dalla sezioni action a quelle stealth
  • La gestione delle missioni appare interessante e all'insegna della varietà

Dubbi

  • Tecnicamente è piuttosto acerbo specie nelle animazioni e nell'intelligenza artificiale
  • Sarà cruciale per il gioco mantenere una narrativa di altissimo livello