Impennare in curva  36

Siamo stati a Milano nella sede di Milestone per testare Ride 2 e abbiamo scoperto un seguito che sembra voler ripercorrere la stessa traiettoria del predecessore

Versione testata
PlayStation 4

Il primo Ride fu un colpo al cuore per gli appassionati di motociclismo videoludico: era un progetto diverso dai tipici giochi Milestone su licenza, un titolo che sembrava più libero e mosso dalla volontà del team di allargare i suoi orizzonti. Doveva essere un nuovo Tourist Trophy, e invece risultò un "Tourist Coppa del Nonno", per via di alcuni clamorosi bug al lancio e di una struttura che lasciava intendere tempi di sviluppo troppo brevi per poter portare a termine le ambizioni reali del progetto. Ride 2 ha dunque molto da dimostrare, ma al contempo poggia su uno scheletro già costruito e limato, che potrebbe permettergli finalmente di riuscire là dove il primo capitolo ha fallito. Dopo averlo provato nella sede di Milestone, ci siamo fatti finalmente un'idea di quanto effettivamente la casa italiana si sia spinta oltre con la sua nuova due ruote. Attenti però, se vi aspettate una accelerata improvvisa e capace di cambiare faccia al gioco cascate male: Milestone ha sempre migliorato i suoi prodotti seguendo con calma una parabola non particolarmente ripida, e non sembra aver cambiato modo di fare in questa occasione.

Ride 2 sta per arrivare. Riuscirà a far dimenticare gli errori commessi con il primo capitolo?

Una moto conosciuta

La demo a nostra disposizione non era una versione completa e non mancavano gli elementi ancora provvisori, una cosa che non ci ha preoccupato molto nonostante l'uscita sia prevista per ottobre, perché siamo consapevoli del fatto che la software house è abituata a lavorare rapidamente.

Le migliorie non ci hanno tuttavia lasciato a bocca aperta, perché pad alla mano il gameplay è sembrato pressoché identico a quello del capitolo precedente e sempre basato sul solito motore fisico che Milestone ormai utilizza per tutti i suoi titoli corsistici. Ride 2 è leggermente più arcade e semplificato con gli aiuti attivati - cadere è infatti estremamente difficile se vengono sfruttati, e la moto si guida quasi da sola - ma disattivando le varie opzioni il feeling diventa estremamente simile a quello che si prova giocando a un Moto GP, o all'ultimo Valentino Rossi The Game. Proprio dall'esperienza con Valentino Rossi arriva però una nuova aggiunta: le supermotard. Questa categoria di veicoli va a rimpolpare il già lodevole parco moto del titolo, che in questo capitolo supererà addirittura i 230 mezzi, con una sensibile differenziazione tra le tipologie. Milestone vuole evidentemente allargare la sua base di due ruote per offrire nuove modalità in questo capitolo (saranno 15 invece delle 10 precedenti) e al solito rinforzare il suo nuovo prodotto con le capacità acquisite per le release passate. Le supermotard appena citate hanno appunto una fisica praticamente identica a quella vista gareggiando per il ranch di Valentino, e piste dedicate esclusivamente alle loro competizioni. Possono pertanto eseguire curve terribili a velocità elevate, ma rischiano di slittare se si spinge troppo e senza facilitazioni risultano davvero difficili da gestire con grazia.

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Custom wheelie

A livello di gameplay non c'è molto altro da dire, anche perché la principale novità legata alla gestione delle moto è l'introduzione della pioggia nelle piste, e il suo effetto sul controllo ci è parso meno concreto di quanto dovrebbe essere (ma ricordiamo che la build disponibile era piuttosto arretrata). No, Milestone in questo capitolo non vuole aumentare l'elemento simulativo, né rivoluzionare il sistema: è chiaro che la missione consiste nel rendere Ride 2 ciò che il primo non era a forza di contenuti e personalizzazioni.

Proprio le seconde, poi, sembrano aver ricevuto il boost maggiore e ora sono oltre 1200 quelle per le moto, con tanto di carenature in fibra di vetro, luci e targhe personalizzabili. I piloti hanno ricevuto un simile trattamento e in questo seguito vantano 800 elementi di personalizzazione divisi tra tuta e casco, anche se nella nostra demo non tutto era equipaggiabile (e in particolare non si poteva accedere al tuning delle moto). Un tale aumento di possibilità aumenta sensibilmente anche il senso di progressione del titolo, e seppur a Milestone ci abbiano spiegato di voler lasciare una certa libertà all'utente durante la carriera evitando di bloccarlo nella scelta delle moto, sembra che non mancheranno i nuovi stimoli grazie a un albero delle ricompense in cui spendere i punti ottenuti gareggiando. Tecnicamente invece non c'è molto da segnalare e siamo all'incirca sugli stessi livelli grafici del predecessore, anche se si nota un frame rate nettamente più stabile della versione PlayStation 4 da noi testata. Il gioco offrirà infine qualche elemento social in più, piste (tra cui Macau, i tragitti dedicati alla supermotard e Nurburgring Nordschleife) ancor più curate rispetto al primo Ride, una carriera estesa fino a circa 40 ore di gioco, e tempi di caricamento ridotti del 30%. Le uniche sostanziali modifiche a livello tecnico, pertanto, riguarderanno il suono - molto più realistico e ricampionato per ogni moto - e i gravi bug legati ai salvataggi, che dovrebbero essere completamente spariti.

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CERTEZZE

  • Può costruire sulle basi del predecessore
  • Notevole quantitativo di moto e modifiche delle stesse

DUBBI

  • Sempre il solito motore grafico, ormai davvero "vecchio"
  • Qualità della carriera e delle nuove modalità tutta da verificare