La strada verso No Man's Sky  79

Scopriamo gli illustri predecessori del titolo di Hello Games

Titolo molto discusso e affascinante, No Man's Sky di Hello Games ha riportato alla ribalta il fascino dell'open world game esplorativo portato agli estremi, con un universo generato in maniera procedurale e quindi in grado di garantire situazioni sempre diverse. Non è propriamente un caso che No Man's Sky, nonostante il grande battage pubblicitario e il prezzo da tripla A, rimanga un lavoro indie sia in termini pratici che concettuali, poiché nella sua originalità va comunque ad agganciarsi, indirettamente o meno, a vecchie glorie del passato con la libertà che forse non è più concessa a una produzione di alto profilo. Vogliamo quindi in questa occasione scoprire quali sono i titoli che a nostro avviso possono essere correlati al prodotto della casa di Joe Danger. Scopriamoli insieme!

Scopriamo i titoli che in un modo o un altro ci hanno portato a No Man's Sky

Elite

Se parliamo di simulatori spaziali, è praticamente impossibile non partire da Elite, il capolavoro di David Braben e Ian Bell del 1984 convertito per moltissime piattaforme e personal computer; si ricordano infatti le versioni Commodore Amiga del 1998 e quella per Nintendo Entertainment System, una delle ultime a uscire, nel 1991. Opera totalmente rivoluzionaria, sdoganò il suo motore tridimensionale in wireframe a una struttura open ended, diventando un grande classico e un successo clamoroso nel Regno Unito, tanto da suscitare l'interesse della rete britannica BBC. Parliamo di un autentico precursore, in grado di influenzare innumerevoli produzioni, e ovviamente anche quella di Hello Games. Nonostante non fosse possibile atterrare sui pianeti, Elite compensava con il suo complesso sistema di commercio spaziale, di cui è sostanzialmente l'inventore, ma anche combattimenti tra astronavi. Il giocatore era completamente libero di scegliere il proprio destino, intraprendendo la carriera di commerciante, contrabbandiere, cacciatore di taglie e addirittura pirata spaziale. Il titolo presentava infine venature manageriali, con la possibilità di migliorare la propria nave e il suo arsenale con i profitti ricavati nel commercio.

Damocles

Restiamo ancora un po' negli anni novanta, visto che una menzione all'incredibile prodotto Novagen è praticamente doverosa. Damocles era effettivamente il secondo capitolo della serie Mercenary, che nel 1990 portò l'inebriante emozione della libertà totale nei sistemi a 16-bit.

O quasi, visto che in fin dei conti, Dalmocles presentava un curioso contrasto tra la sconfinata libertà permessa dalla simulazione di un intero sistema solare (Gamma) e l'urgenza imposta dal conciso plot del gioco. Il protagonista deve infatti trovare un modo per impedire che il pianeta Eris, quello dove ha inizio il gioco, venga distrutto dalla cometa Damocles. Le soluzioni possono essere molteplici e includono anche l'alterazione della complessa fisica delle meccaniche celesti, incredibile ai tempi, per deviare la traiettoria del corpo celeste. Ma era anche sufficiente fuggire da Eris e lasciare il pianeta al suo tragico destino, a patto però di riuscire a riparare il proprio veicolo e permettere così il decollo. Damocles univa con sorprendente maestria la complessità di un simulatore di volo con un vero walking simulator primordiale, era infatti possibile esplorare a piedi i pianeti, ammirando albe e tramonti e potendo addirittura addentrarsi nelle sue strutture. Fu anche uno dei primi titoli ad avvalersi su Commodore Amiga di una veste interamente poligonale.

Mass Effect

Nonostante non sia un vero simulatore spaziale, e che fra i titoli in esame sia quello con la più forte componente narrativa, il primo Mass Effect rappresentava un esperimento sorprendente per BioWare, in grado di unire un universo sci-fi dal taglio epico, con le tante storie e sfaccettature delle sue razze e personaggi, con venature manageriali ed esplorative. Il giocatore, nei panni del mitico capitano Shepard, si ritrova alla guida della nave Normandy, completamente esplorabile e nella quale è possibile interagire con i componenti dell'equipaggio reclutati nel corso del gioco. La Normandy è in sostanza un vero e proprio hub che legittima una progressione non lineare del gioco. Si può infatti decidere se proseguire nella storia principale, oppure visitare i molti pianeti messi a disposizione sfruttando il Mako, uno space rover col quale è possibile percorrere la superficie del pianeta, cercando risorse per migliorare la Normandy, o vere e proprie missioni secondarie. La ricerca dei materiali è effettivamente un punto che accomuna l'indimenticabile capostipite della serie BioWare con No Man's Sky.

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Eve Online

Li sente davvero poco i suoi tredici anni, il sandbox fantascientifico di CCP Games , grazie alla sua costante evoluzione aiutata dalla natura MMORPG del progetto. Eve Online presenta caratteristiche simili a No Man's Sky, ma guarda molto anche a Elite nel sistema economico e, soprattutto, aggiunge altri giocatori reali all'esperienza. Non è improprio definire Eve Online come un incrocio tra il titolo di Hello Games e World of Warcraft. Anche in questo caso abbiamo a disposizione un'intera galassia da esplorare (quasi 8000 sistemi solari), mentre i giocatori hanno la possibilità di partecipare a numerose attività, incluse il commercio e ovviamente la pirateria. La comunità online è cresciuta incessantemente negli anni, arrivando a 500.000 iscrizioni nel 2013. Gli ultimi anni potrebbero essere stati un po' meno fortunati ma il passaggio al modello free to play dei prossimi mesi dovrebbe garantire nuova linfa vitale a un prodotto di assoluto valore.

Noctis

Piccolo lavoro indipendente tutto italiano, Noctis di Alessandro Ghignola presenta impressionanti similitudini con No Man's Sky, nonostante sia uscito sedici anni prima. Come il titolo di Hello Games, questo simulatore spaziale presenta una galassia interamente procedurale, Feltyrion, vasta due volte la Via Lattea, ricca di pianeti tutti da esplorare. Il protagonista controlla una navicella chiamata Stardrifter, l'unico scopo è solo quello di esplorare lo spazio e visitare i pianeti e le rispettive lune, in modo da annotare tutte le scoperte nel database GUIDE, sincronizzato con i server del gioco. Escludendo i corpi gassosi, gli oggetti substellari e altre cose sulle quali non è consigliato atterrare, si può fare di tutto e il mondo riserva moltissime sorprese, da pianeti ricchi di animali, flora e addirittura antiche rovine. Ognuno è caratterizzato da una propria atmosfera ed effetti atmosferici. Anche in questo caso, il sistema procedurale permette una serie infinita di combinazioni, anche solo considerando che l'universo di Noctis contempla ben 12 tipi di stelle.

Elite: Dangerous

Chiudiamo la rassegna con la stessa serie che l'ha sostanzialmente generata: Elite: Dangerous è stato il caso più rappresentativo di come uno storico sequel possa diventare realtà, grazie al crowdfunding. Frontier Developments di David Braben non ha bisogno di molte presentazioni, l'azienda inglese è responsabile del secondo e terzo capitolo di Elite, che risale addirittura al 1995. Ci sono voluti 18 anni per vedere la quarta iterazione della serie, soprattutto grazie a una trionfale campagna Kickstarter, che ne ha permesso la pubblicazione. Elite: Dangerous vanta una riproduzione fedele di una intera galassia, oltre a essere un progetto in continuo sviluppo, ha visto recentemente diverse aggiunte in grado di espandere sensibilmente l'esperienza, come il DLC a pagamento Horizons, che permette di atterrare sui pianeti ed esplorarli attraverso l'utilizzo di hovercraft. Recentemente è stato anche aggiunta la modalità multiplayer. Il titolo vanta ancora un supporto massiccio, sono previsti in futuro ulteriori miglioramenti e aggiunte.

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