EditorialiLa notte delle streghe 

Festeggiamo insieme Halloween, la notte più misteriosa dell'anno, con i dieci giochi horror più adatti per trascorrere una serata all'insegna della paura

È la notte forse più misteriosa dell'anno, quella in cui i morti lasciano le loro tombe, i fantasmi appaiono con più frequenza e le streghe si scatenano. Ovviamente nelle fantasia e nella tradizione di ormai mezzo mondo, se non di più. La notte tra il 31 ottobre e l'1 novembre si festeggia Halloween, e noi abbiamo pensato di proporvi una lista di dieci dei migliori titoli di genere horror che potrebbero tornarvi utile per accompagnarvi in questa giornata (e nottata). Come per ogni "elenco", anche per questo vale l'avvertenza classica che si tratta di una selezione arbitraria fatta dall'autore dopo aver soppesato molti titoli e cercato di selezionarne una manciata tra i più belli, con l'intenzione di far risultare la lista più varia possibile anche in termini di ambientazioni, stili di gioco e piattaforme, al punto che non abbiamo nemmeno trascurato le vecchie generazioni di console. Non abbiamo la pretesa di essere esaustivi e infallibili, quindi, ma solo di fornirvi qualche suggerimento per trascorrere una notte di Halloween all'insegna del gioco e della paura.

Vi consigliamo dieci giochi horror per trascorrere la notte di Halloween all'insegna del terrore

Fantasmi dal presente, dal passato o dal proprio inconscio

Halloween è riconosciuta anche come la notte degli spiriti in molte culture del mondo, quella in cui i morti tornano sulla Terra a trovare i vivi, e allora quale migliore occasione, in attesa che qualche parente defunto appaia nel salotto di casa, che ingannare il tempo e rispolverare un vecchio ma validissimo titolo incentrato proprio sulle creature eteree dei trapassati? Project Zero 2 di Tecmo è infatti la tipica storia di fantasmi giapponesi, di quelle capaci di far venire più di un brivido lungo la schiena e di far rizzare i peli del corpo. La storia ruota attorno alle gemelle Mio e Mayu e alla loro scoperta, durante una passeggiata nel bosco, di un villaggio di cui in realtà non si era trovata più traccia, molti anni prima, dopo una misteriosa cerimonia notturna a cui tutti gli abitanti avevano preso parte. La sensazione opprimente di attraversare un villaggio maledetto, il gioco di luci e ombre, il senso di sporcizia di ambienti abbandonati da tempo, gli spettri, tutto è ricreato in maniera ottimale per incutere un senso di inquietudine e insicurezza ad ogni passo. La notte delle streghe La notte delle streghe La notte delle streghe E poi la lentezza della narrazione, la mancanza di una vera linea guida sul da fasi, il fatto di dover girovagare per degli ambienti cupi alla ricerca di indizi, ascoltando dei messaggi o leggendo frammenti di testo lasciati da precedenti "esploratori" o abitanti del luogo, sono gli ingredienti giusti per catturare i videogiocatori, trascinandoli all'interno di un mondo pauroso. Fatevi un favore: riesumate, giusto per rimanere in tema, la vostra vecchia PlayStation 2 o Xbox, oppure Wii, e giocateci. Se invece vi accontentate di incontrare un solo spettro e di "rimanere" bloccati in un edificio moderno piuttosto che in un fatiscente villaggio sperduto, allora non vi resta che entrare nella casa di Lisa e giocate P.T. Va bene, non sarà un gioco completo, ma la demo di quello che doveva essere un nuovo capitolo di Silent Hill è certamente una delle esperienze più spaventose, angoscianti e tese che un videogiocatore possa provare. Muoversi nei panni di un personaggio intrappolato in una casa infestata dove in un lungo corridoio, in loop, accadono dei terrificanti eventi sovrannaturali, rappresenta il modo migliore per iniziare la notte di Halloween. E poi volete mettere trascorrere un'oretta in compagnia della padrona di casa, lo spettro che la infesta? La sua apparizione, spesso preceduta da lamenti, singhiozzi e pianti, o da altre situazioni tipiche di un'infestazione (passi, oggetti che si muovono o cadono e così via) suscita non pochi spaventi e balzi sulle sedie, soprattutto quando a sorpresa, voltandosi o dopo aver tenuto per troppo tempo in pausa il gioco, appare in primo piano mentre aggredisce la sua vittima. Alta, magra, coi capelli corti e una sottoveste addosso imbrattata di sangue all'altezza dello stomaco, di Lisa sappiamo poco o niente, se non che è stata assassinata assieme ai figli dal marito, forse per gelosia. E che è estremamente pericolosa. A proposito di mariti (assassini) e mogli (vittime), perché non procurarsi l'interessante HD Collection del survival horror targato Konami e lasciarsi avvolgere dalla nebbia di Silent Hill 2? La storia, concepita da Takayoshi Sato e ispirata al romanzo Delitto e Castigo, è deprimente e cupa, e vede il protagonista, James Sunderland, giungere nella "città silente" apparentemente dopo aver ricevuto una lettera dalla moglie deceduta, che lo invita a raggiungerla nel loro "posto speciale". Arrivato sul posto l'uomo piomba in un incubo senza fine, dove si trova faccia a faccia con una realtà che aveva cercato di rimuovere, fino all'atroce e scioccante colpo di scena finale. E se per il filosofo Walter Benjamin la nebbia appariva "come conforto del solitario... che colma l'abisso che lo circonda", per il protagonista del gioco diventa invece un ulteriore motivo di disperazione. Come in un terrificante limbo dove espiare le proprie colpe, ambienti e creature rispecchiano palesemente il dramma interiore, il dolore e le angosce sue e degli altri personaggi che incrocia lungo il proprio cammino. Dietro i mostri, ci sono insomma altri mostri ben più reali e terribili. Come quelli che tormentano James, alcuni dalla forma contorta, simili a dei pazienti in agonia come manifestazione della sua sofferenza interiore; altri dalle evidenti connotazioni sessuali, come i manichini e le infermiere mostruose ma sexy che rappresentano le sue pulsazioni sessuali, i suoi bisogni e l'impossibilità di trovarvi sfogo. Silent Hill è la parte oscura di ognuno di noi, l'angolo remoto della nostra anima entro cui albergano tutte le nostre paure, angosce, paranoie, e perché no, un lampo di follia pronto a esplodere.

Orrori “diversi”

E giusto per rimanere in tema di orrori interiori, che nascono dal più profondo dell'Io, come non consigliare The Cat Lady, un'avventura horror che "nasconde la sua grazia sotto un velo di tristezza, morbosità, dolore e morte". Spesso la paura può proprio prendere forma dalle proprie paranoie, dalle insicurezze, da un certo tormento interiore. Nel gioco si parla di depressione e di solitudine, si vivono situazioni di violenza e di dolcezza, ma anche di paura, profonda, interiore. Insomma, tante emozioni, intense, che nel gioco sono rafforzate da una scrittura quasi perfetta, da una grafica dallo stile particolare e da sequenze visive imprevedibili, capaci di creare la giusta dose di tensione. La notte delle streghe Il gioco apre infatti all'utente le porte della mente di Susan, la protagonista, e gli fa vivere i suoi sbalzi di umore riflettendoli all'esterno. Il tutto condito da enigmi bizzarri e trovate brillanti, in un titolo dove l'interazione con lo scenario è uno strumento di tensione, e la narrazione viene sempre prima del gioco, sullo stile di The Walking Dead. Tensione ed emozioni intense le regala a suo modo anche Amnesia: The Dark Descent, un'avventura dalle tonalità scure, anche qui con una narrazione eccellente, un'atmosfera carica di tensione e uno stile che da sempre caratterizza le opere del piccolo sviluppatore svedese che ne è alle spalle. Il gioco è infatti opera degli svedesi Frictional Games, i talentuosi ragazzi dietro alla serie Penumbra. Risvegliatosi nel castello di Brennenburg, al protagonista, Daniel, non resta che vagare senza meta, combattendo le allucinazioni e il buio fino al ritrovamento di una lettera, da lui stesso scritta e a lui indirizzata. Un foglio di cui non ha memoria e che non regala indizi sui motivi della sua presenza tra le spesse mura di quella residenza, ma che lo esorta a trovare e uccidere tale Alexander. Immergersi in Amnesia: The Dark Descent vuol dire innanzitutto farlo nella sua trama, un horror che mescola Poe, Lovecraft ma anche Barker, e nella sua ambientazione, il già citato castello di Brennenburg, una serie di stanze che si vanno a svelare progredendo lungo i puzzle, quasi sempre ambientali, che presto diventano il principale motivo d'interazione all'interno del gioco. La notte delle streghe Ma se già vi spaventa l'idea di ritrovarvi isolati all'interno di un grande castello, allora forse fareste bene ad evitare di rimanere bloccati dentro a un manicomio pieno zeppo di psicopatici. E' ciò che accade giocando ad Outlast, titolo che si pone come "un'esperienza horror di grande intensità", catapultando l'utente in un vero e proprio incubo in prima persona. L'atmosfera e la continua tensione sono garantite da una direzione impeccabile, da un comparto sonoro di pregio e da un gameplay alla fine dei conti molto semplice, in cui ci viene chiesto di esplorare gli scenari, attivare interruttori o raccogliere oggetti, il tutto cercando di evitare i mutanti e i maniaci che si aggirano per i corridoi dell'istituto, fuggendo all'occorrenza e nascondendoci dove capita per poi ricominciare l'iter. Outlast adempie alla perfezione al proprio compito, ovvero quello di terrorizzare i giocatori e di farli saltare dalla sedia, mettendoli spesso di fronte a situazioni "malate" e crudeli. Nel gioco gli utenti vestono i panni di Miles Upshur, un giornalista investigativo che decide di visitare il Mount Massive Asylum, un istituto psichiatrico recentemente riaperto, in seguito alla segnalazione di una fonte anonima che denuncia la conduzione di esperimenti disumani all'interno della struttura. Una volta dentro, però, le cose prendono subito una piega inquietante e quella che sembrava una buona idea si trasforma in qualcosa di decisamente meno piacevole.

Alieni, infetti e zombi

Un altro gioco dove il protagonista rimane bloccato in un ambiente senza apparente via di fuga ed è costretto più a nascondersi che a lottare è Alien: Isolation, un survival horror in prima persona condito da forti elementi stealth e da un'atmosfera carica di tensione come nella migliore tradizione della serie cinematografica. Nei panni di Amanda Ripley, la figlia della Ellen dei film, il videogiocatore si trova intrappolato all'interno della stazione spaziale Sevastopolis, dov'è conservata la scatola nera della Nostromo, l'astronave-cargo protagonista della pellicola originale. Purtroppo Sevastopolis presenta molte altre "sorprese", e quando l'alieno xenomorfo della saga si rimette all'opera e inizia a cacciare, per il giocatore e la protagonista iniziano i guai e il terrore: i balzi sulla sedia sono all'ordine, quasi, del giorno, e in più di un'occasione il cuore balza praticamente in gola. Insomma, altro che dolcetto o scherzetto: se l'alieno scova la protagonista, la fa in mille pezzi senza pensarci su due volte. Anche in The Evil Within bisogna spesso agire nell'ombra, nascondendosi alla vista delle creature che braccano il protagonista, l'agente di polizia Sebastian Castellanos. La notte delle streghe La notte delle streghe La notte delle streghe Il gioco ha costituito per molti appassionati di genere un bel ritorno alle origini del survival horror. Pur non brillando per originalità, il titolo prodotto da Bethesda e sviluppato da Tango Gameworks, cioè a dire il team di Shinji Mikami, è riuscito a conquistare il pubblico grazie a un'avventura caratterizzata da una storia scorrevole e da un gameplay comunque in grado di soddisfare le esigenze dei fan. La sfida più difficile per chi si cimenta con il genere horror è quasi sempre quella di riuscire a stupire e spaventare un pubblico ormai poco avvezzo alle sorprese, abituato da troppo tempo a vedersi sbucare un alieno da un condotto d'aria o uno zombi dall'angolo buio di una magione abbandonata, e di proporre al contempo un concept innovativo e a suo modo originale. The Evil Within preferisce andare sul sicuro, cercando di mettere assieme il meglio delle serie Resident Evil e Silent Hill, aggiungendovi un po' di The Last of Us e qualcosa di suo. Il risultato è un'avventura forse poco originale, ma tecnicamente tutto sommato all'altezza delle aspettative, con una storia scorrevole, un livello di sfida elevato e un gameplay tradizionale. Forse non farà paura al 100%, ma di momenti e spunti interessanti capaci comunque di incutere una certa tensione all'utente ne ha. E poi massacrare qualche infetto per Halloween non fa mai male. Se poi "l'infezione" avviene a bordo di una nave spaziale, la USG Ishimura, e provoca nei vivi una forma di demenza che li porta a compiere suicidi o omicidi, e la rianimazione dei morti mutati in nuove ed orribili creature dette Necromorfi, allora è meglio. In Dead Space non si può stare sereni più di un minuto, non solo per la presenza delle sopra citate creature, ma anche per via di un'atmosfera angosciante e originale. I corridoi e le stanze originariamente grigie e asettiche dell'Ishimura, si trasformano in luoghi sempre misteriosi e carichi di minacce incombenti, grazie soprattutto all'ottimo utilizzo di luci e ombre dinamiche, che movimentano gli scenari creando illusioni ottiche e amplificando l'orrore con il senso di mistero. E poi c'è l'audio, con i colpi improvvisi, i gemiti lontani o paurosamente vicini dei nemici che si confondono con i rumori di fondo della nave, fino all'apparizione improvvisa di un morto vivente tramutato, che fa letteralmente arrivare il cuore in gola. Di veri zombi si "parla" invece in uno dei capolavori del genere, un classico immancabile in ogni lista come questa. Dulcis in fundo, infatti, non possiamo che consigliarvi lo splendido Resident Evil HD Remaster. Isolati all'interno dell'inquietante villa Spencer tra ragni giganti, cani non morti e zombi affamati di carne umana, gli agenti Chris Redfield e Jill Valentine devono sopravvivere agli orrori in cui si imbattono e trovare un modo per fuggire via prima che sia troppo tardi. Le telecamere fisse e le inquadrature di stampo cinematografico che cambiano costantemente anche nello stesso ambiente, e che contribuiscono ad aumentare la tensione. Il fatto di non sapere talvolta cosa lo aspetta dietro l'angolo, spinge l'utente a stare all'erta, e lo costringe sovente a fermarsi un attimo in silenzio, per ascoltare un lamento o dei passi che possano tradire la presenza di un nemico non ancora inquadrato dalla telecamera. Forse sarà strutturalmente vecchio, ma l'atmosfera che si respira a ogni passo, la tensione e la paura di imbattersi in un nemico nascosto dietro l'angolo di un corridoio e di non avere abbastanza proiettili per eliminarlo, non ha eguali. Insomma, di materiale per trascorrere in casa da soli o con gli amici una bella e terrificante notte di Halloween noi ve ne abbiamo fornito, ora sta a voi scegliere il titolo giusto con il quale spaventarvi e spaventare!