EditorialiChe succede a Call of Duty? 

La serie simbolo di Activision, il blockbuster per eccellenza, ha bisogno di un cambio di rotta?

Il primo Call of Duty uscì nell'ormai lontano 2003, dopo il passaggio di un gruppo di sviluppatori di 2015, Inc. ad Activision. I fuoriusciti, che presero il nome di Infinity Ward, avevano tutti grande esperienza con gli sparatutto militari, genere che avevano contribuito a rinnovare profondamente con la serie Medal of Honor di Electronic Arts. Il punto di forza dei loro giochi era chiaro: prendere la formula base degli FPS e iniettargli massicce dosi di cinema. Come dimenticare lo sbarco in Normandia sulla spiaggia di Omaha di Medal of Honor: Allied Assault, ispirato a quello visto nella sequenza iniziale di "Salvate il Soldato Ryan" di Steven Spielberg? Che succede a Call of Duty? Sequenze altrettanto spettacolari ed emotivamente forti diventeranno un vero e proprio marchio di fabbrica della serie Call of Duty, che dal 2003 ha visto uscire un nuovo capitolo ogni anno (2004 a parte in cui uscì solo lo spin-off Call of Duty: L'ora degli Eroi per Xbox e PlayStation 2). Il successo ottenuto dai volgarmente detti COD, che è andato aumentando di iterazione in iterazione, pur con qualche oscillazione, è diventato proverbiale per il mondo dei videogiochi e ha finito per influenzare profondamente l'intera industria, formalizzando il modello delle uscite a cadenza annuale, ripreso da altri publisher come Ubisoft con la serie Assassin's Creed. A Infinity Ward sono stati affiancati altri team per garantire il giusto tempo di sviluppo di ogni episodio. Con gli anni i Call of Duty hanno abbandonato l'ambientazione originale, ossia la Seconda Guerra Mondiale, per aprirsi a scenari di guerra moderna (Modern Warfare, Black Ops) e fantascientifica (Advanced Warfare, Black Ops III, Infinite Warfare) e sono diventati essenzialmente sparatutto multigiocatore con una campagna single player di contorno. Nel frattempo la concorrenza si è fatta più agguerrita. Electronic Arts, che inizialmente voleva contrastare Activision puntando sulla serie Medal of Honor, ha invece trovato la sua gallina dalle uova d'oro nella serie Battlefield di DICE, che di episodio in episodio si è sempre più avvicinata a quella Call of Duty, pur non perdendo le sue peculiarità. Comunque sia, la serie Call of Duty è sempre rimasta davanti alle altre, segnando nuovi record (ad esempio pare che il gioco più venduto dell'attuale generazione di console sia Call of Duty: Black Ops III) e rimanendo appetibile per il grande pubblico anche nei suoi momenti più bassi (Ghosts). Il clima però sembra essere cambiato con l'uscita di Infinite Warfare.

Cerchiamo di capire cosa sta accadendo alla serie Call of Duty e perché continua a perdere giocatori

Dati ambigui

Il giocatore tipo dei Call of Duty non è mai stato visto come uno che chiede molto in termini di innovazione. Dai tempi di Modern Warfare si accontenta di una campagna single player breve, che spesso nemmeno porta a termine, e soprattutto vuole delle modalità multiplayer immediate e poco penalizzanti, ma ricche in termini di varietà. Pur vedendo aumentare la fazione degli ipercritici verso la serie, con alcuni che trovano il tempo di manifestare il loro odio per il capitolo di turno in ogni possibile occasione, il successo dei Call of Duty non è mai stato messo in discussione e non è stato frenato nemmeno dal passaggio generazionale, che ha solo comportato un calo fisiologico delle vendite a causa della minore base installata disponibile. Che succede a Call of Duty? Sinceramente a due settimane dal lancio si fatica a parlare di insuccesso per Call of Duty: Infinite Warfare, anche perché siamo certi che supererà senza problemi le dieci milioni di copie vendute, ma è chiaro che la ricezione è stata diversa dal solito e che l'ultima fatica di Infinity Ward non ha convinto una grande fetta di pubblico che prima non aveva mai messo in discussione la serie. In verità, analizzando la situazione, appare chiaro che molti non gradiscano l'ambientazione fantascientifica. Per parlare di insuccesso alcuni hanno puntato il dito su alcuni dati della versione PC immediatamente disponibili grazie a Steam Spy e servizi affini. In particolare ci si è concentrati sul numero di giocatori contemporanei su Steam, inferiore a quelli di un titolo considerato di nicchia come Farming Simulator 2017 . Purtroppo, nonostante sia interessante a livello folkloristico, il confronto appare un po' forzato e il dato che ne emerge è abbastanza irrilevante. I Farming Simulator sono tutt'altro che titoli di nicchia, dato che vendono ogni volta centinaia di migliaia di copie e, soprattutto, si tratta di una serie tipica del mondo PC, a differenza di quella di Activision, che è molto più giocata su console. Da anni ormai la versione PC di Call of Duty non viene considerata determinante per il successo della serie. Che poi basterebbe fare un confronto con i picchi massimi di giocatori dei capitoli precedenti per avere un quadro più chiaro e realistico. Prendiamo in esame gli ultimi quattro: stando a SteamCharts, Call of Duty: Ghosts ha avuto un picco massimo di giocatori su Steam di 12.575, Advanced Warfare di 12.649, Black Ops III di 63.681 e Infinite Warfare di 15.312. Quello di Infinite Warfare vi sembra il dato più basso? Diciamo che è un dato leggermente superiore alla media, anche se decisamente inferiore a quello di Black Ops III. Di vendite PC si parlerà con più accortezza dopo il Natale, anche perché su Steam vanno sempre considerati i periodi dei saldi, che muovono moltissimi soldi. Insomma, i dati vanno sempre letti in prospettiva e contestualizzati, altrimenti finiscono per dirci solo quello che ci vogliamo sentir dire.

La serie Call of Duty al netto di spin off ed edizioni remastered

Call of Duty (2003) - Infinity Ward
Call of Duty 2 (2005) - Infinity Ward
Call of Duty 3 (2006) - Treyarch
Call of Duty 4: Modern Warfare (2007) - Infinity Ward
Call of Duty: World at War (2008) - Treyarch
Call of Duty: Modern Warfare 2 (2009) - Infinity Ward
Call of Duty: Black Ops (2010) - Treyarch
Call of Duty: Modern Warfare 3 (2011) - Infinity Ward
Call of Duty: Black Ops II (2012) - Treyarch
Call of Duty: Ghosts (2013) - Infinity Ward, Raven Software, Neversoft
Call of Duty: Advanced Warfare (2014) - Sledgehammer Games, High Moon Studios, Raven Software
Call of Duty: Black Ops III (2015) - Treyarch, Beenox, Mercenary Technology
Call of Duty: Infinite Warfare (2016) - Infinity Ward

Qualche dato più preciso

La verità è che per ora su Call of Duty: Infinite Warfare abbiamo ben pochi dati utili per fare un'analisi precisa. Il più citato è il fatto che il trailer di annuncio abbia ricevuto moltissimi giudizi negativi su YouTube, che può significare molto ma anche nulla. Sicuramente indica la scarsa simpatia suscitata dal nuovo scenario nel pubblico che frequenta YouTube, ma allo stesso tempo non è necessariamente un indice attendibile per misurare le vendite. Parlando di queste ultime disponiamo di due dati, gli unici finora validi. Il primo riguarda il calo di vendite del 48% nel Regno Unito nella settimana di lancio rispetto a Black Ops III (che già non aveva segnare un risultato particolarmente brillante). Perdere quasi metà delle copie vendute in un territorio chiave non è sicuramente un buon segno. Il secondo dato riguarda le vendite in Giappone, che confermano il calo, anche se in modo meno marcato. Nella settimana di lancio Infinite Warfare ha venduto 105.764 copie, contro le 143.817 vendute da Black Ops III l'anno precedente. Se mettiamo in prospettiva questi due dati, è facile ipotizzare che l'ultimo Call of Duty si sia perso per strada milioni di potenziali clienti. A nostro parere le vendite saranno comunque molto alte, ma inferiori rispetto agli standard della serie... e questo è un problema, dato che significa milioni di dollari di ricavi andati in fumo.

La strada da seguire

Quali sono i motivi di questa emorragia di giocatori? Diversi, di cui nessuno certo, ma tutti probabili. Il più evidente è una certa diffidenza del pubblico medio del gioco per gli scenari fantascientifici. Già gli eccessi di Advanced Warfare erano stati aspramente criticati, soprattutto dai giocatori più tradizionalisti, che dopo Black Ops III speravano nel ritorno di scenari più realistici. Invece Infinty Ward si è spinta oltre introducendo battaglie spaziali e temi che potrebbero essere di scarso gradimento per un certo tipo di pubblico, quello più fondamentalista, che non gradisce questo tipo di derive. Non per niente Infinite Warfare è risultato "antipatico" già dal trailer di annuncio che, come già riportato, è stato aspramente criticato. Che succede a Call of Duty? Altro motivo del calo, che ben si lega a quello precedente, potrebbe ricercarsi nell'assuefazione del pubblico. Le serie annuali stancano e non offrono sorprese (vedere gli Assassin's Creed). In poche parole, annoiano. I Call of Duty non si rivolgono a un'utenza particolarmente ricercata o raffinata, ma parte di essa potrebbe avergli preferito l'alternativa Battlefield 1 per variare un po'; soprattutto coloro che amano gli scenari storici (ricordiamo che Battlefield 1 è ambientato durante la Prima Guerra Mondiale). Il terzo motivo potrebbe essere una certa obsolescenza tecnologica della serie, che non riesce mai a spiccare sulla concorrenza dal punto di vista tecnico. In particolare quest'anno DICE è riuscita a fare con il già citato Battlefield 1 cose che Infinite Warfare si sogna. Insomma, i motivi del calo possono essere diversi e non è difficile trovare ragioni più che valide per non acquistare l'ultimo Call of Duty, che pure non è un brutto gioco. Con umiltà, crediamo che se la serie vuole risollevarsi deve abbandonare o limitare il filone fantascientifico. Visto il ciclo triennale di sviluppo, lo si potrebbe lasciare in mano soltanto a uno studio, rimettendo a lavoro Infinity Ward sui Call of Duty storici e dando a Treyarch il compito di occuparsi degli scenari fantapolitici, ma senza derive eccessive (il modello da seguire sono i primi due Black Ops). Oppure la serie potrebbe prendersi una pausa e riassestarsi, come fatto da quella Assassin's Creed. Sinceramente non sappiamo quale sarà lo scenario del Call of Duty del 2017, ma siamo convinti che debba tornare in qualche modo a sorprendere, perché non può permettersi di essere annunciato tra gli sbadigli generali. Infinite Warfare non è brutto gioco, ma è concettualmente noioso. Il multiplayer è ben fatto, ma è identico a quello del capitolo precedente. Insomma, capiamo che sia difficile rinnovarsi a ogni edizione, però ormai non ricordiamo nemmeno più qual è stato l'ultimo Call of Duty che ha innovato un po'.