La guerra infinita di Rogue Trooper Redux  5

Lo sparatutto dedicato a un classico del fumetto britannico torna tra noi in forma rinnovata

Quando si accende una discussione sui fumetti la sfida è praticamente sempre tra Giappone e Stati Uniti, ma nel turbine di filmoni da milioni di dollari e anime spettacolarizzati si tende a dimenticare che quest'arte negli anni ha dato vita a personaggi iconici e storie indimenticabili anche nel resto del mondo. In terra britannica, ad esempio, sulle pagine di 2000 AD è nato il noto Judge Dredd, e il burbero giudice non è nemmeno l'unica creatura di successo fuoriuscita dalle pagine di quella rivista... le storie dedicate al super soldato Rogue Trooper, seppur non altrettanto iconiche, sono andate avanti per più di trent'anni e sono riuscite a conquistare una base di fan abbastanza estesa da meritarsi un videogioco. Quel videogioco, chiamato ovviamente proprio Rogue Trooper, è opera dei Rebellion, e ora la casa - che sembra volersi distaccare parzialmente dagli Sniper Elite che ne hanno decretato il successo - è intenzionata a riportarlo in vita con una bella remaster. Noi tra le sale del Convention Center di Los Angeles abbiamo provato i primi minuti di Rogue Trooper Redux, e siamo più che pronti a dirvi in che stato è attualmente il progetto.

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Going blue

Prima di cominciare, meglio mettere in chiaro chi è effettivamente Rogue Trooper. Rogue, il protagonista, è un super soldato geneticamente modificato, unico sopravvissuto di una squadra speciale sterminata per via delle informazioni date ai nemici da un generale traditore. Gran parte dei fumetti che lo vedono protagonista seguono le sue scorribande tra le distese venefiche di Nu Earth, un pianeta devastato dalla guerra dove solo i super soldati come lui possono respirare senza bisogno di una tuta isolante. In questo conflitto infinito Rogue ha due soli scopi: uccidere il traditore e tornare al quartier generale per restituire un corpo ai suoi compagni caduti, la cui personalità e stata trasferita dopo la morte all'interno di biochip avanzatissimi. È una premessa piuttosto semplice, ma si sposava bene con le intenzioni iniziali del fumetto (che poi, preso in mano da vari autori, ha sforato di brutto prima di riadattarsi alla narrativa iniziale) e magnificamente con un videogioco, dove in particolare i biochip hanno permesso agli sviluppatori di sperimentare un pochino con il tipico gameplay degli shooter in terza persona.

Rogue Trooper, rigiocato oggi, presenta infatti tutte le legnosità tipiche di uno shooter risalente a più di dieci anni fa, ma anche una discreta serie di meccaniche curiose, che oltre a donargli una certa varietà rendono gli scontri molto più interessanti della norma. Il gioco infatti è uno sparatutto con coperture classico, dove però il protagonista acquisisce varie abilità avanzando nella campagna: Rogue può schivare rotolando, saltare gli ostacoli, e in battaglia può persino gestire l'aggressiva intelligenza artificiale nemica a forza di fuoco alla cieca da dietro le coperture o di precisi attacchi (i colpi alla testa sono immediatamente letali, mentre certi avversari crepano malamente quando vengono colpiti i serbatoi che portano sulla schiena). Come detto prima, peraltro, proprio dai biochip derivano le abilità di Rogue, di cui abbiamo avuto un assaggio durante la breve demo provata all'E3.

One man army

Appena iniziata la campagna Rogue rivive infatti alcuni dei capitoli più significativi del fumetto, ovvero quelli riguardanti la battaglia in cui ha perso tutti i suoi compagni. Si parte con la morte di Gunnar, che viene impiantato nel fucile automatico del protagonista, e si chiude la prima fase con Bagman ed Helm inseriti rispettivamente nel suo zaino e nell'elmetto. La demo da noi provata finiva appunto con la morte di Bagman, ma è stata comunque in grado di mostrarci alcune delle abilità acquisite da Rogue sotto forma di una mira "facilitata" legata alla natura senziente della sua arma una volta fusa con la mente di Gunnar. Nell'originale si acquisivano poi altre abilità ovviamente - da granate speciali alla possibilità di usare Gunnar come torretta statica -e considerando che il titolo è praticamente identico a livello di gameplay non ci aspettiamo cambiamenti. A mutare, in fondo, è stato solo il comparto tecnico, sensibilmente migliorato rispetto allo spento e non piacevolissimo predecessore.

Per carità, non è il caso di aspettarsi una remaster capolavoro da Rogue Trooper Redux, eppure è evidente come sia stato fatto molto lavoro sui modelli di gioco, sull'illuminazione e sulle texture. Il titolo mantiene animazioni legnose ed effetti particellari vecchiotti, però sia Rogue che i suoi avversari vantano un bel numero di poligoni ora, e in generale c'è stato un balzo di qualità non indifferente per tutti coloro che non sopportano gli upscaling senza arte né parte. Altre migliorie alla formula? Bisognerà aspettare l'uscita per scoprirlo. Per ora il lavoro fatto ci sembra più che degno.

Rogue Trooper Redux non si basa certo sul miglior sparatutto in circolazione, ma il titolo originale aveva comunque basi notevoli, arricchite da più di una meccanica interessante che vale la pena riscoprire oggi che il genere si è un pochino appiattito. Pur non trattandosi della più richiesta tra le remaster, il lavoro fatto sembra di tutto rispetto, e crediamo sinceramente che valga la pena riscoprire il gioco e il personaggio attraverso questo progetto. Certo, molto dipenderà dal prezzo.

CERTEZZE

  • Ottimo lavoro fatto sul comparto tecnico...
  • Meccaniche di base interessanti, specialmente quelle legate ai chip

DUBBI

  • ...ma legnosità delle animazioni e i particellari vecchiotti rimangono
  • Gli anni si sentono, nonostante il gameplay solido