Ivalice - Monografie  19

Scopriamo la storia di Ivalice, il regno in cui sono ambientati Final Fantasy XII e altri titoli Square Enix

RUBRICA di Christian Colli   —  4 mesi fa

L'uscita di Final Fantasy XII: The Zodiac Age, versione rimasterizzata dell'originale uscito nel 2006 per PlayStation 2, consentirà anche ai giocatori più giovani di immergersi in uno dei mondi più affascinanti in cui Square Enix abbia ambientato la famosissima serie di gioco di ruolo nipponici. Sarà un'ottima occasione per scoprire - o riscoprire - i pregi e i difetti di un Final Fantasy controverso che all'epoca fece molto discutere, nonostante il suo valore, ma la riedizione in questione ha anche un altro merito, e cioè quello di riportare Ivalice in scena dopo alcuni anni passati in sordina. Nella speranza che non sia solo un'occasione circoscritta, ma il presagio di un ritorno in pompa magna, vogliamo ricordare com'è nato lo straordinario mondo di Ivalice e in che giochi lo abbiamo esplorato: per chi non lo sapesse, però, è giusto sottolineare che quando si parla di Ivalice non ci si riferisce soltanto allo scenario "fisico" in cui è ambientato ogni gioco, ma più che altro a una "idea", un'ambientazione caratterizzata da particolari soluzioni artistiche e concettuali che, nell'insieme, distinguono Ivalice da ogni altro universo in cui si svolgono Final Fantasy e gli altri giochi firmati Square Enix.

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L'era di Matsuno

La storia di Ivalice comincia con Yasumi Matsuno, uno sviluppatore giapponese cresciuto a pane, film e libri col pallino per il modellismo: Matsuno adorava costruire dei diorami ispirati alla Seconda Guerra Mondiale e per perfezionarli passava ore a fare ricerche in libreria. La sua passione per la storia e per gli intrighi sociopolitici trapelò nei videogiochi che sviluppò a partire dal 1993 quando, sotto l'etichetta Quest, diresse i primi strategici della serie Ogre Battle. Caratterizzati da trame complesse che mescolavano politica e soprannaturale, Ogre Battle e in seguito Tactics Ogre attirarono l'attenzione di un altro colosso nipponico, Square, che offrì a Matsuno un posto come director per il primo spin-off della sua popolarissima serie Final Fantasy. E così, nel 1995, Matsuno lasciò Quest insieme ad alcuni fidati collaboratori per unirsi al team di Hironobu Sakaguchi e Hiroyuki Ito che stava sviluppando Final Fantasy Tactics, un gioco di ruolo strategico a turni che cominciò come una scommessa e diventò uno dei giochi più amati e premiati della storia. Matsuno e Ito fecero quindi una cosa normalissima: idearono un mondo in cui ambientare l'avventura, prediligendo un'ambientazione medievale con risicate influenze fantascientifiche che pescava a piene mani nella mitologia internazionale, specialmente di origini europee e occidentali piuttosto che orientali. Chiamarono quel mondo Ivalice. Concluso lo sviluppo di Final Fantasy Tactics, Matsuno iniziò un nuovo progetto slegato dal franchise di Final Fantasy: il gioco, un'avventura in terza persona, si sarebbe dovuto intitolare Vagrant Story e avrebbe dovuto mantenere le caratteristiche peculiari delle sue opere, e cioè una narrativa adulta e matura in cui incastrare complessi intrecci politici e soprannaturali. Forse fu quello il momento della svolta, perché Matsuno, che di idee ne aveva solitamente a bizzeffe, decise di utilizzare alcuni termini inventati per Final Fantasy Tactics anche in Vagrant Story, dando così l'idea che il gioco fosse ambientato nello stesso mondo. In seguito, Matsuno avrebbe dichiarato di non aver mai pensato che quella Ivalice fosse la stessa: i riferimenti da un gioco all'altro volevano essere semplici easter egg, citazioni pensate per i fan sfegatati dei suoi titoli. Eppure, col tempo, si è arrivati a costruire addirittura una cronistoria che collega i fatti e i luoghi descritti in ogni gioco.

Ivalice - Monografie
Yasumi Matsuno nel 2006

Nel volume dedicato a Final Fantasy XII della collana Ultimania, per esempio, compare una vera e propria timeline che collega - non senza qualche incertezza - tutti gli eventi descritti anche soltanto sommariamente e indirettamente nei vari giochi. Ivalice, per esempio, non viene mai menzionata in Vagrant Story, ma il regno di Valendia si chiama proprio come un continente che compare anche in Final Fantasy XII dove, di traverso, si cita la religione di Kiltia, venerata anche nella città fantasma di Leá Monde in cui si svolgono le vicende di Vagrant Story. Alla fine, Final Fantasy XII e il suo sequel Revenant Wings dovrebbero svolgersi cronologicamente prima di Final Fantasy Tactics, al quale seguirebbe poi Vagrant Story. Final Fantasy Tactics Advance e Final Fantasy Tactics A2, invece, si svolgerebbero in un lontanissimo futuro rispetto ai primi tre titoli. Insieme a un paio di giochi mobile (Crystal Defenders e Fortress) i titoli summenzionati rientrano in quella che Square Enix cominciò a chiamare Ivalice Alliance a partire dal 2006, ovvero una specie di compilation di giochi ambientati nello stesso mondo non dissimile dalla Fabula Nova Crystallis che, all'epoca, avrebbe dovuto incorporare Final Fantasy XIII e i suoi spin-off. E Matsuno, in tutto questo, che fine ha fatto? Be', lui ha lasciato Square Enix nel 2005: la leggenda vuole che, dopo aver cominciato a lavorare a Final Fantasy XII, Matsuno si ammalò in seguito ai problemi sorti quando parte del team decise di abbandonare la compagnia per unirsi a Hironobu Sakaguchi, il quale aveva lasciato Square Enix per fondare Mistwalker qualche tempo prima. Apparentemente fu proprio questa crisi a indebolire la struttura narrativa di Final Fantasy XII e a rallentare lo sviluppo del gioco e anche Matsuno, poco tempo dopo, lasciò Square Enix per lavorare prima come freelance e poi per Level-5. Oggi Matsuno dirige la compagnia Algebra Factory e sta collaborando con Square Enix allo sviluppo di un contenuto per Final Fantasy XIV chiamato, guarda caso, Return to Ivalice.

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L'Ivalice Alliance

Vediamo dunque quali sono, un po' più nel dettaglio, i giochi che costituiscono questa famigerata "alleanza di Ivalice". Ovviamente dobbiamo cominciare con Final Fantasy Tactics, uscito nel 1997 per PlayStation e nel 2007 per PlayStation Portable - poi per iOS e Android - col sottotitolo The War of the Lions. Come abbiamo già detto, Ivalice compare per la prima volta in questa occasione ma non si tratta di un vero e proprio mondo, quanto piuttosto di un regno confinante con la nazione di Ordalia a est e con la nazione insulare di Romanda a nordovest. Final Fantasy Tactics raccontava la storia di Ramza Beoulve, un giovane soldato che si ritrova coinvolto in una sanguinosa guerra per un trono che nasconde fior di complotti e segreti. Il gioco era uno strategico a turni: i combattimenti si svolgevano in mappe isometriche e il giocatore, oltre al cast principale, poteva reclutare vari personaggi e mostri aggiuntivi, scegliendo i Job più adatti a ogni situazione.

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Final Fantasy Tactics: The War of the Lions

Vagrant Story seguì nel 1999 ma, invece di essere un titolo strategico, rientrava nel campo delle avventure in terza persona sperimentali. L'avventura si svolgeva tutta nel regno di Valendia e nella città di Leá Monde con protagonista Ashley Riot, un agente speciale (detto anche Riskbreaker) incaricato di indagare sul duca Bardorba. All'inizio del gioco, Ashley è ricercato per aver assassinato il duca e la storia ci racconta che cos'è successo veramente senza lesinare sui colpi di scena. Vagrant Story puntava sulla gestione delle armi e dell'equipaggiamento, nonché su un sistema che permetteva di colpire i nemici in vari punti, sfruttando una sorta di reticolo di mira che permetteva anche di concatenare vari attacchi in sequenza. Matsuno era un grande fan di The Legend of Zelda e decise di trasmettere la sua passione ai giocatori riempiendo le aree di rompicapi ambientali piuttosto ingegnosi. Final Fantasy Tactics Advance uscì nel 2003 su Game Boy Advance e fu accolto con grande entusiasmo poiché rappresentava un gradito ritorno a Ivalice e per di più sotto forma di strategico a turni portatile. Il gioco, tuttavia, non era un vero e proprio sequel dell'originale: la storia raccontava di quattro bambini (Marche, Mewt, Ritz e Doned) che finiscono nel mondo di Ivalice passando per un libro magico, in stile Le Cronache di Narnia, ma senza armadio. Lì Marche si trova costretto a unirsi a una gilda di avventurieri per scoprire dove sono finiti i suoi compagni e come tornare a casa. La trama di Final Fantasy Tactics Advance era scandita attraverso una serie di missioni principali intramezzate da tantissime missioni secondarie: se la struttura narrativa poteva lasciare interdetti, il gameplay riusciva a essere ancora più personalizzabile e profondo di prima.

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Final Fantasy A2: Grimoire of the Rift

Inoltre, Ivalice si espandeva con l'aggiunta di altre specie oltre a quella degli umani, tra le quali i Bangaa, le Viera, i Moogle e i Nu-Mou. Le razze in questione fecero poi capolino anche in Final Fantasy XII, nel 2006, anche se l'unico personaggio non umano nel party dei protagonisti era la Viera di nome Fran: tutti gli altri erano umani. La storia si concentrava sulla guerra tra gli imperi di Archadia e di Rozarria e sui tentativi della principessa Ashe di Dalmasca di salvare il suo regno preso nel mezzo. Al di là dei problemi sorti nello sviluppo del gioco, Final Fantasy XII fu probabilmente il primo, vero Final Fantasy sperimentale in cui non si combatteva più a turni ma in tempo reale, controllando direttamente un personaggio alla volta mentre l'intelligenza artificiale prendeva le redini degli altri due, seguendo gli automatismi impostati dal giocatore attraverso il sistema Gambit. La versione rimasterizzata per PlayStation 4, sottotitolata The Zodiac Age, localizza per la prima volta in occidente l'edizione International Zodiac Job System uscita originariamente soltanto in Giappone nel 2007.

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Final Fantasy XII: Revenant Wings

Quell'anno fu probabilmente il più ricco per l'Ivalice Alliance perché, oltre alla riedizione di Final Fantasy XII, videro la luce anche Final Fantasy XII: Revenant Wings e Final Fantasy Tactics A2. Revenant Wings era il sequel ufficiale di Final Fantasy XII, ma uscì su Nintendo DS sotto forma di strategico in tempo reale: racconta le peripezie di Vaan e soci un anno dopo la conclusione del gioco originale, introducendo la specie alata degli Aegyl e un nuovo nemico da affrontare reclutando gli eroi precedenti e un esercito di esper piccoli e grandi. Final Fantasy Tactics A2, sottotitolato Grimoire of the Rift e sempre per Nintendo DS, non è un sequel diretto di Final Fantasy Tactics Advance come suggerirebbe il nome, anche se il punto di partenza è lo stesso: la cittadina di St. Ivalice, dieci anni dopo gli eventi del precedente episodio. Questa volta il protagonista è un ragazzino di nome Luso Clemens che, ancora una volta, finisce a Ivalice passando per il libro magico ora in possesso di un Mewt adulto. Lì vivrà avventure incredibili nel tentativo di tornare a casa, mentre il giocatore comporrà il suo esercito personale al quale si aggiungono due nuove specie: i Seeq, già visti per la prima volta in Final Fantasy XII, e i Gria. Tutta una nuova serie di regole, Job e abilità rende Final Fantasy Tactics A2 lo strategico a turni più completo e appagante della serie, ma a quel punto le storie avevano cominciato a perdere il tocco di Matsuno e, pur arricchendo il mondo di Ivalice, sembravano mancare di quella profondità sanguigna che aveva reso famose le sue produzioni. Chissà, forse ora che Matsuno ha ricominciato a collaborare con Square Enix in occasione dell'espansione Stormblood di Final Fantasy XIV, qualcosa potrebbe ricominciare a bollire in pentola...

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