Wanzer cuore d'acciaio  7

Il TGS 09 è l'occasione per tornare a pubblicare quanto mostrato e provato riguardo il netto cambio di direzione intrapreso dalla serie di Square-Enix.

In occasione del Tokyo Games Show 2009 è stato possibile incontrare nuovamente Front Mission Evolved, presente con la stessa demo della GamesCom di Colonia dello scorso agosto. Le impressioni rimangono perciò le stesse, in più avendo visto sia la versione per Xbox 360 che quella per PlayStation 3 possiamo confermarne la pressoché uguale resa grafica, non miracolosa ma decisamente nella media a cui gli sviluppatori giapponesi ci hanno abituato per questo genere di produzioni.
Pur essendo una serie molto popolare in Giappone, Front Mission non ha mai avuto lo stesso successo di altri collaudati franchise di Square-Enix. Per tentare di conquistare il cuore degli occidentali la casa nipponica stravolge l'impostazione di base, abbandonando le seriose meccaniche da strategico a turni, per affidarsi ad un ultra collaudata impostazione da action 3D. Come se non bastasse, a rimarcare la loro scelta filo occidentale S-E ha affidato la produzione del titolo al team americano Double Helix, i creatori di giochi certamente non indimenticabili come Silent Hill: Homecoming e G.I.JOE. L'eredità del gioco non è andata comunque persa visto che tutto il character e il mecha design, così come la storia e i filmati in computer grafica sono rimasti appannaggio della casa madre nipponica.

Un Wanzer per tutte le stagioni

La parte mostrata su Xbox 360 (il gioco uscirà anche per PC e PlayStation 3) ci ha visti combattere decine di mech avversari, ma anche elicotteri e soldati appiedati, in una base nemica, una sorta di area di stoccaggio container ai piedi del colossale ascensore che collega la terra con la base spaziale sub orbitale. Come scritto precedentemente il gioco è un action 3D classico, ma visto che il progenitore si distingueva per un'ampia parte gestionale e strategica, anche qui si potrà passare molto tempo nel cercare di costruire il mech perfetto adatto a tutte i teatri di battaglia. Non si tratta semplicemente di scegliere un tipo di fucile piuttosto che un lanciarazzi, bisogna a seconda della missione da affrontare e del tipo di tattica scelta, applicare al robot il giusto equipaggiamento; possiamo inoltre scegliere singoli pezzi per il torso, le braccia e le gambe. Quest'ultime caratterizzano fortemente la mobilità del mezzo visto che è possibile decidere se dotare il mech di due, quattro o addirittura di una sorta di modulo che garantisce la capacità di hover a mezz'aria del robot. Nella demo il nostro mech veniva accompagnato da un altro specializzato nella lotta ravvicinata, essendo equipaggiato con fucile a pompa e tirapugni: la situazione più usuale ha visto il nostro alter ego coprire dalla distanza con missili e colpi di minigun le cariche a testa bassa del nostro compagno, dinamica questa mutuata dall'uso che si fa del personaggio "tank" nei giochi di ruolo.

Gli approcci tattici sono diversi quindi, si può sacrificare l'agilità sull'altare della corazzatura e della potenza di fuoco, come ad esempio dotando il Wanzer (questo il nome del robot standard nel gioco) del modulo da quattro gambe che lo rende praticamente una macchina da assedio armata come una corazzata, ma irrimediabilmente ferma sulle gambe, oppure se si implementano missili guidati e sniper rifle si sceglie un approccio più cauto rimanendo a distanza di sicurezza dal piombo rovente in volo. Le armi in dotazione al robot sono quattro, due per le braccia e due per le spalle, e rappresentano il solito campionario di bocche da fuoco visti in titoli simili, ecco quindi fare la loro comparsa cannoni, missili a ricerca, spade per lo scontro ravvicinato, mitra e razzi, più tutta una serie di battle skills offensive e difensive passibili di upgrade missione dopo missione. Nella demo abbiamo assistito al colpo EMP, ovvero un tipo di laser che rende temporaneamente inservibili i mezzi avversari. Un'altra skill solo menzionata è quella della mimesi ottica, anche detta dell'invisibilità, particolarmente utile nelle fasi in cui si tenta un approccio di basso profilo durante le fasi idi infiltrazione. Totalmente inedito è invece il cosiddetto Edge Mode, nome altisonante per l'iper inflazionato bullet time: lo schermo vira in bianco e nero, il tempo rallenta e per facilitare il tiro al bersaglio gli alleati vengono colorati di rosso, mentre i nemici di verde. Inutile dire che in battaglia bisogna fare un uso sapiente del proprio arsenale, visto che è possibile mirare le singole parti dei mech nemici, decidendo quindi se colpire le armi piuttosto che le gambe o il torso, variando quindi decisamente la strategia di attacco. Nulla di nuovo, ma questa possibilità è sempre gradita quando si tratta di stendere colossi d'acciaio altri 20 metri.

Meglio soli che male accompagnati

Giocando, anzi vedendo giocare i ragazzi di Double Helix si è potuto notare un ritmo decisamente sostenuto delle battaglie, forse un pò troppo frenetico, mentre del tutto apprezzabile è risultata l'intelligenza artificiale dei propri alleati che combattono coerentemente con la loro "destinazione d'uso". E sempre parlando di Wanzer specializzati sono stati mostrati anche dei mech ingegneri con l'unico compito di curare sul campo i nemici colpiti, diventando da subito quindi un obiettivo primario da abbattere. Vista l'impostazione "a classi" dei Wanzer sembra impossibile che non sia stata implementata una modalità coop, ma sentendo i ragazzi americani la varietà di comportamento e di approccio dei propri alleati dovrebbe supplire a questa mancanza.

Nulla è stato detto sul versante del multiplayer, ma nelle parole degli sviluppatori dovrebbe essere uno dei punti di forza dell'esperienza di gioco con modalità molto varie e diversificate. Da un punto di vista tecnico il gioco ha sicuramente fatto una buona impressione, senza però sfociare in particolari picchi di eccellenza. Ben fatti e animati i modelli dei mech, così come le loro animazioni. L'unica cosa che ci ha lasciato un pò perplessi sono state le esplosioni e la rappresentazioni dell'impatto dei colpi sulle corazzature, ma ci è stato assicurato che la build mostrata era in alcuni punti da sistemare e migliorare. In definitiva questo primo incontro con la fatica americana di Square-Enix ha restituito impressioni piuttosto positive, i fan di vecchia data potrebbero storcere il naso vistolo stavolgomento delle meccaniche di base, fermo restando però che l'importanza tattica della customizzazione del proprio mech è rimasta completamente invariata rispetto ai precedenti capitoli della saga.

CERTEZZE

  • Ampia possibilità di customizazzione del mech
  • Approcci tattici molto vari

DUBBI

  • Lo stravolgimento delle meccaniche di gioco potrebbe non piacere ai vecchi fan