Cappuccetto rozzo e le botte da orchi  16

Ecco cosa succede se prendiamo le classiche favole da bambini e le impregnamo di sangue e follia omicida

Versione testata: Xbox 360

Le favole classiche (da Perrault ai Fratelli Grimm) sono sempre state terreno fertile per modifiche e nuove interpretazioni: come archetipi letterari sono stati smontati, analizzati in ogni loro componente e a volte rimontati in maniere diverse, eversive. Anche facendo scoppiare le vecchie bottiglie con il vino nuovo era comunque difficile avvicinarsi però alla follia che contraddistingue FairyTale Fights: all'interno di un mondo da sogno, dove natura incontaminata e meravigliosi villaggi costruiscono scenari onirici e trasognati, si scatena la follia dei personaggi scelti tra le fiabe più famose, evidentemente portati alle estreme conseguenze di un esaurimento nervoso.

Un calo di popolarità, l'indifferenza del mondo circostante o forse la necessità di qualcosa di nuovo ha messo in ombra i protagonisti del gioco: Cappuccetto Rosso, Biancaneve, Jack (quello della pianta di fagioli) e l'Imperatore nudo non hanno preso molto bene la cosa. Già piuttosto stressati dalla situazione, collerici all'inverosimile pur mantenendo all'esterno un'inquietante aura di tranquillità e gioia fanciullesca instabile, questi personaggi vengono scelti per risolvere alcuni problemi che affliggono il mondo delle fiabe, in modo da ristabilire anche il loro status sociale. Sta a noi interpretare dunque uno di questi individui in cerca di riscossa e risolvere con questo i vari problemi che affliggono la terra delle fiabe, al contempo facendo tornare in auge i vecchi protagonisti e ristabilire la loro fama attraverso gesta eroiche (sanguinariamente eroiche) e, già che ci siamo, statue dorate. In effetti, la struttura di per sé un po' trita del picchiaduro a scorrimento ("brawler", come dicono ora gli anglofoni) ottiene una bella sferzata d'interesse grazie alla particolare caratterizzazione studiata da Playlogic per questo gioco: dissacrante come uno Shrek, diabolicamente tenero e violento come Castle Crashers (o peggio), FairyTale Fights sembra da lontano un titolo adatto a tutti, ma si rivela invece assolutamente sconsigliato ai deboli di stomaco. Quanto visto finora mostra ben poco al di là di semplice azione frenetica quasi totalmente priva di ragionamento in termini di tattica e strategia e il caos che invade lo schermo, unito alla ridotta dimensione dei personaggi, a volte rende tutto un po' confuso, ma se la distruzione assurda e priva di senso - esagerata e ridanciana - fa per voi, allora questo titolo è da tenere decisamente sott'occhio.

Una favola di brawler

Ci troviamo dunque di fronte ad un picchiaduro a scorrimento, all'occorrenza hack and slash, calato in questa allucinata ambientazione fiabesca. Dall'area principale del villaggio, da cui abbiamo la possibilità di gestire le opzioni di gioco, investire il denaro guadagnato nella costruzione di statue commemorative (i personaggi delle fiabe, come abbiamo detto, hanno una crisi di popolarità evidente) o scegliere il protagonista, possiamo accedere a uno dei libri che fa partire la storia vera e propria, lanciandoci direttamente nell'azione. Ovviamente, gli scopi sono altrettanto deliranti: i taglialegna psicotici hanno rubato il bricco di magico del porridge di Riccioli d'Oro, oppure qualcuno ha fatto sparire i bambini di Hamelin, tutti pretesti validi per seminare sangue e distruzione. Selezionato il livello (si parte ovviamente dal primo), ci troviamo ad attraversare i pittoreschi scenari muovendo il personaggio secondo le tipiche dinamiche degli action game in 3D, con la possibilità di saltare e interagire sostanzialmente soltanto a suon di colpi. Gli attacchi vengono portati muovendo lo stick destro in varie direzioni, concatenabili per inanellare le classiche combo o caricando il colpo per effetti devastanti. Sparse per gli scenari troviamo inoltre un'enorme quantità di armi, dal ramoscello alla spada, dal martello all'accetta da boscaiolo per arrivare fino alle armi da fuoco per un totale di più di 100 oggetti utilizzabili.

Questi si suddividono sostanzialmente nelle tre categorie delle armi da taglio, da impatto, da fuoco o "chimiche" (basate su pozioni), che ovviamente tornano particolarmente utili ognuna in diversi frangenti. Il tasso di violenza che riempie lo schermo, in drastico ossimoro con l'ambientazione zuccherosa e trasognata, è sconvolgente, sebbene ovviamente ironico e sopra le righe: il sangue schizza copioso e inonda lo scenario circostante, colorandolo di rosso scarlatto. Al culmine della follia omicida, è possibile vedere il protagonista pattinare letteralmente sulle pozze di materiale ematico con un terribile ghigno disegnato sul volto, e ci rendiamo conto che questo gioco ha una vena veramente perversa. Il level design rispecchia i canoni del genere: limitata esplorazione, sessioni di lotta serrata (solitamente contro nugoli di nemici) e progressione fino al classico boss di fine livello, occasionalmente raccogliendo tesori ed evitando trappole e minacce disseminate per lo scenario in alcune fasi più vicine allo stile dei platform.

Videoanteprima

Sogno distorto

L'impianto grafico di FairyTale Fights si fonda sul rodato e diffuso Unreal Engine 3, ma in questo caso utilizzato in maniera veramente originale. Difficile trovare tra i livelli di gioco qualcosa di pur vagamente derivativo nei confronti dei numerosi colleghi basati sul medesimo motore grafico. Playlogic è riuscita a costruire una sorta di cel-shading che ha davvero qualcosa di diverso rispetto a quanto visto finora.

Non si tratta di una delle punte massime espresse dal motore grafico, ma sicuramente di un'elaborazione dotata di una certa personalità, che contribuisce a dare un senso a tutto il gioco. Da evidenziare anche certe scelte di taglio cinematografico, ovviamente sempre estreme: ad esempio, quando effettuiamo un super-colpo (utilizzando l'energia accumulata nella barra gialla che aumenta ad ogni colpo inferto) o uno scambio particolarmente ben assestato, un ingrandimento della scena occupa metà schermo mostrando da vicino l'assurda violenza dell'azione, con corpi smembrati e sangue a fiumi. Anche il comparto audio è notevole con musiche che svariano dalla melodia classicheggiante a quella medievale tipicamente fiabesca, fino ad accompagnamenti jazz e quant'altro, il tutto mischiato in maniera ottima con l'azione di gioco, costituendo un accompagnamento valido e piacevole per tutto il tempo. Un appunto può essere fatto per quello che riguarda la dimensione dei personaggi sullo schermo, a volte un po' troppo ridotta per rendere chiara l'azione, considerando anche la frenesia e il caos che dominano i momenti di combattimento più serrato, e la scelta di affidare i colpi da sferrare all'utilizzo dello stick destro invece che ai tradizionali tasti frontali non gioca a favore, ma è anche vero che non si tratta di un gioco che vuole andare per il sottile. Ancora da registrare qualcosa in termini di controllo del personaggio, che dimostra alcune incertezze in questa versione di prova, sebbene si tratti di problemi marginali. Ovviamente presente il gioco in multiplayer online o in presenza, per un massimo di 4 giocatori, che consente di attivare o disattivare il "fuoco amico", opzione che ovviamente può rendere la partita ancora più ricca di sangue.

CERTEZZE

  • Caratterizzazione esilarante
  • Divertente soprattutto in multiplayer
  • Bello lo stile grafico

DUBBI

  • Azione un po' caotica
  • Qualche incertezza nel sistema di controllo
  • Speriamo che le parti esplorative e adventure siano approfondite