Tom Clancy's Splinter Cell: ConvictionLa foga di Sam Fisher 

Abbiamo testato il single player e la cooperativa dell'action/stealth di Ubisoft circa un mese prima del lancio ufficiale. Le aspettative sono davvero tante.


Versione testata: Xbox 360

Sarà per colpa della lunga attesa, saranno stati i tanti rinvii subiti rispetto all'iniziale previsione di vendita, sarà infine stata la voglia di tornare in pista con una nuova folgorante avventura, ma questa volta Sam Fisher pare incazzato più che mai. Non ci sono scuse, il prodotto realizzato da Ubisoft, Splinter Cell: Conviction, ne ha passate davvero tante prima di giungere con convinzione nel circolo mediatico che precede l'uscita ufficiale, cambiando più volte veste, restyling e concept di gioco. La foga di Sam Fisher Finalmente, a qualche anno dalla passata produzione sottotitolata Double Agent, forse il titolo che mostrò per la prima volta una grafica davvero considerabile next-generation, Ubisoft si appresta a distribuire l'ultimo capitolo di quella che per molti è una delle saghe stealth/action più riuscite della storia videoludica moderna. Splinter Cell: Conviction è il culmine del percorso dall'agente Sam Fisher, un progetto che abbiamo testato in anteprima sia sul single player grazie a un codice completo circa all'80% inviatoci dalla software house, sia sulla componente cooperativa - forse la vera grande novità - in seguito a una personale visita nei suoi studi di Milano.

Un Fisher vissuto

Il Sam Fisher che ci viene consegnato alla fine dell'introduzione non è propriamente quello che ci ricordavamo: dopo l'abbrutimento di facciata subito nel capitolo precedente, in Conviction si attua la definitiva metamorfosi dell'agente speciale. Come un novello Jason Bourne, Fisher non è più un'oliata macchina sotto il controllo governativo, è una mina vagante, alimentata dal desiderio di vendetta. Questa volta si va sul personale, più del solito e non ci sono trame internazionali che tengano quando si tratta di una figlia scomparsa prematuramente, forse non per un incidente come era stato fatto credere inizialmente. Basta un nome e un luogo, e l'ex-spia si trova già tra le stradine di Malta, inedito scenario per lui, sulle tracce di quello che pare essere l'assassino di Sarah, braccato lui stesso da quella Third Echelon che per anni ha servito a dovere. La ricerca della verità sulla figlia ovviamente si va a intrecciare con un complesso piano per sovvertire l'ordine pubblico, con una minaccia che incombe su Washington DC e il nostro burbero protagonista costretto nuovamente a fare la parte dell'eroe. In puro stile Tom Clancy, la fantapolitica oltre al militarismo è ovviamente l'ingrediente principale della trama di Conviction, ma la venatura intimista inserita dall'introduzione di tematiche personali rappresenta una gradita novità, che fa sicuramente bene al processo di immedesimazione con il protagonista. La foga di Sam Fisher D'altra parte, questo è il capitolo più propriamente next gen della serie, e Ubisoft l'ha voluto dimostrare a tutto tondo: se da una parte si è cercato di arricchire quanto più possibile il gameplay, completandolo con varie nuove possibilità d'azione e un sostanzioso comparto multiplayer, dall'altra la campagna in singolo si presenta confezionata come un perfetto film d'azione e spionaggio interattivo. Le ricche ambientazioni offrono nuove possibilità d'interazione e le istruzioni sulle azioni contestuali effettuabili compaiono con scritte direttamente impresse sugli oggetti con un particolare e convincente effetto. In questo modo si focalizza tutta l'attenzione sullo scenario, avendo ben presente in ogni momento che cosa siamo in grado di fare con quello che ci circonda e quali siano gli obiettivi principali, il tutto risultante in un'esperienza di gioco decisamente più fluida e immediata, sebbene ancora pienamente stealth e tattica. Altra aggiunta dal sapore cinematografico sono le immagini in movimento proiettate sulle pareti delle ambientazioni, come flashback in tempo reale - innescati da interrogatori, ricordi o situazioni particolari - che focalizzano l'attenzione su episodi specifici della storia senza staccare mai il focus dal vivo dell'azione.

La spia rinnovata

Al di là degli elementi di contorno, nella campagna in singolo la struttura di gioco è sempre la stessa caratteristica della serie. Si tratta di raggiungere determinati obiettivi all'interno di ambientazioni in cui ci troviamo regolarmente in svantaggio numerico e di forze, dovendo dunque fare affidamento a un approccio estremamente tattico e stealth al nemico. Il buio torna a essere il nostro principale alleato insieme alla copertura offerta dagli scenari e al silenzio, con la necessità di mantenere un profilo basso e possibilmente evitare, o eliminare uno ad uno e con attenzione i nemici. Invece di usare un indicatore, per mostrare il livello di invisibilità del protagonista lo schermo sfuma in una scala di grigi, con i colori che tornano nel momento in cui ci troviamo alla luce. La foga di Sam Fisher Nel momento in cui veniamo scoperti, una silhouette del protagonista rimane impressa per qualche secondo a indicare l'ultimo punto di rilevamento, espediente che consente di capire quale sia il "punto caldo" da cui allontanarsi ma anche da poter sfruttare a proprio vantaggio, ad esempio per attirare i nemici e colpirli da un punto più sicuro. La modalità d'attacco principale avviene attraverso un vasto arsenale di armi da fuoco - potenziabili con la spesa di punti accumulabili sul campo - ma l'attacco corpo a corpo può risultare la scelta migliore in molti casi, qui incentivata anche da una particolare ricompensa, visto che per ogni attacco furtivo si innesca la possibilità di utilizzare il "marcamento". Questa è un nuova modalità che consente di selezionare due (o più, aumentando la potenza delle armi) obiettivi ed eliminarli velocemente alla pressione di un singolo tasto a prescindere dalla loro posizione, purché si trovino all'interno di un opportuno raggio d'azione. Tra le altre novità si segnala la possibilità di effettuare degli interrogatori "dinamici", ovvero strattonando in tempo reale i malcapitati e sbattendoli contro elementi a scelta dello scenario per convincerli a parlare con le cattive. Molte novità anche nel vasto repertorio di mosse contestuali effettuabili in corrispondenza dei vari oggetti presenti nelle ambientazioni.

Fascino maturo

Parlando del comparto tecnico bisogna ovviamente tenere conto che la versione provata non è quella definitiva, dunque soggetta sicuramente a migliorie e cambiamenti da qui all'uscita del gioco sul mercato. Graficamente, Splinter Cell: Conviction è un altro prodotto impiantato sulla rodata struttura dell'Unreal Engine 3, cosa che determina i soliti pregi e qualche difetto cronico del motore. La foga di Sam Fisher Ottimamente modellati gli interni e molto ricchi gli esterni, in particolare per quanto riguarda la qualità delle texture e la solidità delle strutture poligonali, possiamo trovare alcune incertezze nello sporadico sfarfallio di certe ombreggiature e soprattutto in un pesante tearing che affligge lo schermo, un problema che dovrebbe comunque essere eliminato in tempo per la versione definitiva del gioco. Vista anche la struttura del gameplay, particolarmente riuscita è l'illuminazione e i contrasti luce/ombra che di fatto diventano parte integrante del gioco, con la possibilità di modificare l'ambiente eliminando i punti luce per favorire l'azione stealth. Bello il modello del protagonista anche se ancora qualcosa resta da registrare nelle animazioni e nei contatti tra il personaggio e gli elementi dello scenario, ma si tratta di piccolezze. Il comparto audio, per quanto provato, si fregia già di un'ottima localizzazione in italiano - caratteristica a cui la serie ci ha abituato - e della solita colonna sonora possente da produzione hollywoodiana.

In cooperativa

La modalità cooperativa di Splinter Cell: Conviction è stata, fin dal momento stesso dell'annuncio, la più attesa dell'intera produzione. Non ci sono dubbi a riguardo, e con ogni probabilità tutti gli appassionati non avrebbero potuto chiedere di più a Ubisoft sotto questo versante. Poter affrontare una storia dedicata a un solo fine, la cooperazione, ovviamente sotto una stretta meccanica stealth e senza dimenticare la comunque preponderante componente action, è una novità che assume grande consistenza e dona ancora più lustro a un franchise da sempre "costretto" tra la sbarre della sola esperienza in singolo (a parte il multiplayer competitivo di Double Agent). La foga di Sam Fisher Grazie a una visita negli studi milanesi della software house, abbiamo potuto provare in anteprima assoluta i primi salienti momenti di gioco della cooperativa in modalità system-link, alla quale ricordiamo sarà accostata anche il locale tramite split-screen e, ovviamente, la più interessante tra queste possibilità, quella del gioco online attraverso i servizi internet di riferimento. La modalità cooperativa di Conviction si fregia delle caratteristiche base del gameplay che riguardano anche la controparte in singolo. Si parte pertanto con i medesimi presupposti, e cioè alternando situazioni che determinano lo schermo in bianco e nero, nei punti della mappa in cui l'agente protagonista è coperto, al buio e perciò non visto dai nemici e aree in risalto da una piena coloritura, quando ci si trova allo scoperto, illuminati, e quindi con l'immagine che all'improvviso si ricolora rapidamente.

Una storia a sé

Assieme alle quattro modalità differenti di gioco inserite da Ubisoft, Infiltration, Hunter, Face-Off e Last Stand, spicca però la storia sviluppata per il gioco in coop (della durata di 5-6 ore circa), che racconta fatti antecedenti a quelli narrati dalla trama principale. L'importanza di saper utilizzare al meglio le caratteristiche a disposizione degli agenti segreti è il primo passo per riuscire a portare a termine le missioni e le vicende in combinata. Sia a livello normale, infatti, ma anche e soprattutto a quello più difficile, la coop di Splinter Cell: Conviction risulta piuttosto impegnativa. Ci siamo trovati infiltrati in una villa pregna di sorveglianza armata fino ai denti. È stato necessario muoversi con tatto, cautela e soprattutto in delicata sincronia con il proprio partner, spesso e volentieri utilizzando anche percorsi e cunicoli in direzione opposta a quella intrapresa dallo speculare socio. Il sistema di marcamento, altra sostanziale novità, viene ulteriormente potenziato e integrato alla perfezione con la pianificazione delle missioni e di tutte le azioni effettuabili in cooperativa. Attivabile in seguito a un furtivo K.O. riuscito, con l'ausilio del proprio compagno è possibile scatenare anche un marcamento così detto "doppio", a seconda delle unità ottenute nella barra relativa posizionata sulla parte in basso a destra del schermo. Una volta attivato, ci si trova nella posizione di poterlo utilizzare da una situazione di copertura, riparata ma in grado di rendere rosso (altrimenti grigio) e quindi vincente il cursore del marcamento evidenziato sulla testa di ciascun nemico appunto appena individuato. Premendo il tasto avvio praticamente in contemporanea con il cooperante, i nemici individuati cadranno inermi sotto un'esecuzione stilisticamente perfetta e assolutamente silenziosa. E' chiaro che questa particolare tecnica è fruibile, e utilizzabile, solo nei momenti giusti, e a quanto ci è parso non facilita in nessun modo lo svolgersi delle missioni invadendo il percorso di gioco ma, anzi, risulta essere un ottimo aiuto e una sospirata via d'uscita soprattutto a difficoltà elevata. Carne al fuoco in definitiva pare essercene davvero tanta e forse gli unici dubbi potrebbero riguardare la durata delle modalità che, se prese singolarmente, forse non garantiscono un numero di ore così alto come sarebbe stato lecito aspettarsi. Ricordiamo che l'appuntamento con Splinter Cell: Conviction è fissato per l'Europa dal prossimo 16 aprile su piattaforme Xbox 360 e PC, per il quale troverete puntualmente sulle pagine di Multiplayer.it la consueta recensione con cui fugare gli ultimi dubbi.

Certezze

  • Storia interessante
  • Belle le nuove introduzioni nel gameplay
  • Comparto multiplayer notevole

Dubbi

  • Qualche incertezza nel comparto grafico
  • Le meccanica di fondo non è poi cambiata molto

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