Arma II: Operation ArrowheadTempesta nel deserto 

Le assolate montagne del Takistan, paese chiaramente ispirato all'Afghanistan, fanno da scenario alla prima espansione di Arma II.

Baluardo degli FPS "realistici", Arma II può contare su un approccio all'insegna della libertà d'azione e di movimento: l'intera mappa esplorabile fin dal primo stage, completa autonomia per quanto concerne l'ordine di completamento delle missioni e un'enorme quantità di veicoli che rendevano più rapidi gli immancabili spostamenti da un punto all'altro dello scenario. Tempesta nel deserto Con l'espansione Operation Arrowhead, realizzata come prodotto stand-alone che dunque non ne richiede l'acquisto obbligatorio, gli sviluppatori di Bohemia Interactive Studio hanno in primo luogo cercato di limare tutti i problemi (piccoli o grandi) che affliggevano il gioco, quindi hanno inserito una nuova campagna in single player (per certi versi più varia, anche perché ci vede controllare personaggi di volta in volta differenti), migliorato l'editor di livelli e aggiunto diversi nuovi veicoli e armi a una dotazione che già di per sé vantava pochi concorrenti. Abbiamo avuto modo di provare una beta avanzata che, a poco più di un mese dall'uscita ufficiale, può darci un'idea della bontà del lavoro svolto e della direzione verso cui la serie si sta muovendo.

Pensa da soldato

Abbiamo accennato al fatto che la campagna in single player ci vedrà vestire i panni di soldati diversi anziché seguire sempre il medesimo personaggio, come invece accade nel gioco base. Si tratta di una scelta interessante, non tanto per l'allineamento ad altri prodotti che condividono uno scenario simile (vedi Modern Warware 2), quanto perché a seconda della classe ci troveremo a confrontarci con situazioni, armamenti e veicoli differenti. Quel che abbiamo visto evidenza ancora delle debolezze dal punto di vista della trama e del coinvolgimento, ma è anche vero che non tutti i team di sviluppo possono contare sul supporto narrativo di Tom Clancy o sul talento "cinematografico" di Infinity Ward. Tempesta nel deserto Una volta avviata la missione, l'azione si rivela "asettica" come al solito, con la componente strategia a segnare la differenza fra una spedizione di successo e un massacro. Utilizzando l'interfaccia grafica possiamo infatti impartire ordini ai nostri compagni, singolarmente o in gruppo, e decidere quindi di farli appostare o di avanzare verso una postazione nemica, magari solo per creare un diversivo mentre tentiamo una sortita a sorpresa. Seppure siano presenti e talvolta d'obbligo, gli scontri a fuoco ravvicinati in Arma II: Operation Arrowhead non costituiscono quasi mai la scelta migliore. Il fucile di precisione con cui iniziamo la campagna è dotato di un mirino a infrarossi che rende vergognosamente facile eliminare bersagli anche dalla lunga distanza, e così possiamo sdraiarci su una piccola collina, metterci comodi, azionare il visore e goderci la scena dei soldati nemici che incassano i nostri proiettili senza reagire o che una volta sentiti gli spari cercano di fuggire o di nascondersi. L'IA ci è sembrata controversa proprio per via della disomogeneità delle reazioni: talvolta ci siamo trovati ad aprire il fuoco contro nemici che sembravano non preoccuparsi del fatto che li stavamo crivellando da due metri di distanza, mentre in altri casi siamo stati colpiti non appena ci siamo affacciati da un riparo. La chiave di volta sembra essere la rilevazione del bersaglio: se gli avversari non riescono a individuarci, la situazione rimane nettamente a nostro vantaggio.

Virtualità reale

Le modalità presenti sono praticamente le stesse viste in Arma II, quindi a costituire l'ossatura di Operation Arrowhead oltre alla campagna abbiamo una serie di missioni, il già citato editor di livelli (ci abbiamo fatto un giro e sembra effettivamente semplice e immediato, nonostante le grandi potenzialità) e chiaramente il multiplayer online, che nella beta non era ancora funzionante ma che garantirà numeri all'altezza delle aspettative con qualcosa come cinquanta giocatori in contemporanea all'interno di mappe dalle dimensioni oltremodo generose. Tempesta nel deserto Non è cambiato nemmeno il sistema di controllo, anche se in questo caso sarebbe stato meglio apportare qualche modifica a un'impostazione più macchinosa della media, che ci consente sì di effettuare un gran numero di azioni ma che necessita di un po' di pratica e avrebbe giovato di una mappatura dei controlli differente. Il problema si pone anche e soprattutto durante la guida dei veicoli, che peraltro assumono un comportamento talvolta poco plausibile (vedi le auto e il loro rapporto conflittuale con lo sterrato). La gestione dell'inventario è anch'essa poco immediata e necessita di un minimo di studio. Sono stati apportati dei cambiamenti nella gestione dell'equipaggiamento e ora i nostri soldati potranno trasportare un maggior numero di oggetti, comunque. Passando a un discorso tecnico, quello che abbiamo visto c'è piaciuto molto ma c'è un discorso "ottimizzazione" che andrebbe affrontato. L'engine Real Virtuality è stato potenziato dal punto di vista del dettaglio, e infatti talvolta sembra di trovarsi di fronte a delle vere e proprie fotografie, anche grazie a un algoritmo intelligente per la generazione del terreno che non incolla mai due texture identiche fra loro e che quindi restituisce una buona sensazione di omogeneità e realismo. Le texture, appunto, fanno la maggior parte del lavoro e riescono anche a farci chiudere un occhio circa la qualità delle animazioni, piuttosto legnose. Il problema è che per muovere tutto questo ben di Dio ad alte risoluzioni serve davvero un "PC ninja", e sembrano esserci ben poche vie di mezzo: pur modificando i parametri relativi alla qualità delle texture, delle ombre, dell'antialiasing e dei vari filtri, nonché la "drawing distance" (anch'essa personalizzabile), con un Phenom X4 9550 e una ATI HD 5830 non abbiamo ottenuto che un miglioramento di pochi frame al secondo, rassegnandoci a stare sui 20 fps o ad abbassare la risoluzione. Anche dal punto di vista tecnico, insomma, Arma II: Operation Arrowhead si pone come un prodotto per puristi e possiamo solo sperare che la release ufficiale si mostri un po' più elastica nei confronti di è alla ricerca di qualche compromesso, che sia di tipo grafico o che riguardi un elemento centrale come il gameplay.

Certezze

  • Gameplay solido
  • Numeri di tutto rispetto
  • Grafica davvero dettagliata...

Dubbi

  • ...ma molto pesante da gestire
  • Animazioni mediocri
  • IA da verificare

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