Potrà Essere Superiore?  116

Abbiamo provato a porte chiuse il nuovo capitolo della serie calcistica Konami: vediamo se ci sono i presupposti perché il 2011 sia l'anno della svolta.

L'avvento delle console di nuova generazione e l'ascesa qualitativa di FIFA sono stati i due principali fattori scatenanti di un processo che ha portato la serie di Pro Evolution Soccer a perdere quell'alone di infallibilità che si era saputa costruire nel corso degli anni. Lungi dall'essere dimenticata dagli appassionati del pallone, la creatura di Seabass ha indubbiamente lasciato a desiderare nelle sue ultime uscite, motivo per cui lo sviluppo di questa edizione 2011 è stato caratterizzato sin dagli esordi da una pesante impronta di rinnovamento. Vediamo dunque come procedono i lavori in casa Konami.

Lavori in corso

Visto il non avanzatissimo stato di sviluppo (il gioco è attualmente completo solo al 60%), Pro Evolution Soccer 2011 non figurava sullo showfloor dell'E3 ma era disponibile solo a porte chiuse all'interno dello stand Konami. Proprio in questo contesto abbiamo potuto dare uno sguardo preliminare ad alcune delle nuove feature che troveranno spazio nel prodotto finale, evidenziate da alcuni filmati comparativi con l'edizione 2010. L'attenzione di Seabass e compagni si è concentrata prima di tutto sulle meccaniche che regolano i passaggi, ora soggetti a una discrezionalità molto maggiore da parte dell'utente: premendo il tasto dedicato e muovendo lo stick analogico è ora possibile decidere se dare la palla sul piede destro o sinistro del compagno, così come lanciarla nello spazio allo scopo di lanciarne il movimento. Rinnovato anche il concetto dell'indicatore di potenza, che ora si dimostra più sensibile e si allarga ad ogni giocata (cross esclusi), posizionandosi peraltro al di sotto dell'atleta di cui si assume il controllo anziché nell'angolo basso dello schermo. Le meccaniche dell'uno-contro-uno sono un'altro aspetto su cui Konami ha posto grande attenzione, in termini sia offensivi che difensivi:

nel primo caso, è stato elaborato un nuovo sistema di finte che ne massimizza l'efficacia (posto che si eseguano correttamente) e consente di legarle le une alle altre, premiando gli utenti più tecnici con dribbling ubriacanti molto più difficili da neutralizzare. Come contraltare, il difensore può ora contenere l'attaccante in maniera più completa: tenendo premuto il tasto del pressing e inclinando lo stick analogico verso la propria porta si accompagna dunque la progressione dell'avversario in attesa del momento buono per effettuare il tackle, da eseguire invertendo la direzione di marcia. Ancora, è stato fatto un grosso lavoro per quel che concerne le caratteristiche dei fuoriclasse come Messi, Cristiano Ronaldo: quando si assume il comando di un atleta particolarmente dotato dal punto di vista tecnico, si potrà godere di un controllo di palla più reattivo e di una più fluida progressione dello scatto, cosa che dovrebbe incentivare l'utente a delegare le giocate più rischiose o spettacolari solo a determinati membri della squadra.

Prova sul campo

Tanti bei propositi insomma, ma come si comporta Pro Evolution Soccer 2011 allo stato attuale? Così così. Se infatti la scelta da parte del team di Seabass di tornare verso lidi più simulativi è indubbiamente lodevole ed apprezzata, non è certo che il metodo scelto sia quello più corretto. Nel corso delle due partite che hanno composto il nostro playtest, abbiamo cercato di mettere in pratica tutte le nuove mosse descritte dai video citati sopra, con risultati non sempre soddisfacenti: nella fattispecie, appare davvero troppo macchinoso riuscire a gestire bene il nuovo sistema di passaggi o quello relativo alla copertura difensiva. Posto che probabilmente basterà un po' di pratica per prendere la mano, lascia indubbiamente perplessi un tale appesantimento delle meccaniche di gioco in nome del realismo quando FIFA riesce comunque ad ottenere risultati estremamente soddisfacenti in tal senso senza richiedere le vere e proprie combo messe in preventivo dal titolo Konami. Se alcuni aspetti di Pro Evolution Soccer 2011 non convincono appieno, altri fanno invece molto bene il loro dovere: ci riferiamo in particolare al movimento più fluido dei giocatori, all'apprezzabile fisica del pallone ed alla buona modulazione che è possibile impartire all'indicatore di potenza dei tiri. Inoltre, fa il suo gradito ritorno l'opzione che consente di modificare la velocità di gioco, per buona pace di tutti coloro che ritenevano gli ultimi episodi della serie più simili ad un flipper che ad una simulazione calcistica. Pure sul fronte grafico le impressioni sono perlopiù positive: il grosso del lavoro è stato evidentemente fatto sui modelli poligonali dei giocatori, molto curati e fedeli alle controparti reali, le cui animazioni sono oltretutto state riscritte da zero nel 90% dei casi.

L'impatto grafico è dunque già globalmente molto migliore delle recenti uscite del franchise, anche se ci sono ancora molti aspetti da curare: il pensiero va in primis agli stadi che sono apparsi ancora un po' spogli e privi di vita, nonché ai replay che denotavano vistosissimi cali di frame rate. Progressi notevoli sono stati invece fatti per quanto riguarda il look dei menu, finalmente un po' più al passo coi tempi: interessante in particolare la schermata di gestione della squadra pre-partita, che consentirà di modificare tutta una serie di parametri tecnici con pochi imput del controller. Concludiamo con alcune informazioni di modalità che troveranno spazio nel prodotto finale: oltre all'ormai consolidata Champions League, la lista comprenderà la Copa Libertadores e la Supercoppa UEFA, più una Master League con ancora misteriose funzionalità online. Konami ha promesso di avere alcuni assi nella manica in termini di licenze ed opzioni di gioco che rivelerà in seguito, quindi restate sintonizzati per i futuri aggiornamenti.

CERTEZZE

  • Grafica finalmente all'altezza
  • Ritorno al rigore simulativo
  • Più scelta nelle modalità di gioco

DUBBI

  • Rischia di essere un po' troppo macchinoso
  • Diversi aspetti ancora molto grezzi