Call of Duty: Black OpsAll'ultimo sangue 

Siamo volati a Los Angeles per scoprire e quindi provare il multiplayer dell'atteso Call of Duty: Black Ops!

Versione testata: Xbox 360

Duecento, questo è il numero degli invitati, appartenenti alla stampa specializzata o facenti parte della community, americani come europei ma non solo, prelevati dai loro uffici sparsi per il mondo e trasportati da Activision al California Science Center di Los Angeles, uno spazio espositivo dotato anche di cinema IMAX dove il colosso americano ha deciso di svelare quanto fatto dallo sviluppatore Treyarch per la componente multiplayer di Call of Duty: Black Ops. All'ultimo sangue Non poteva mancare un Blackbird per dare credibilità all'evento Un evento di dimensioni gigantesche quello conclusosi pochissime ore prima della pubblicazione di queste righe, per quella che oramai è una serie che ogni anno può rivaleggiare con le principali uscite cinematografiche e che, sopratutto negli States, non ha termini di paragone per quantità di copie - e quindi volume d'affari - mosse. Dal canto nostro abbiamo potuto assistere a una presentazione focalizzata sulle novità, tante, inserite per l'occasione, passando poi a una sessione di gioco in prima persona che ha restituito un certo numero di prime, importanti indicazioni.

Avversari diversi, armi differenti

L'esperienza multiplayer di Call of Duty: Black Ops, è bene dirlo subito, non rivoluziona la struttura costruita negli anni e affinata di pari passo con la crescita dei consensi provenienti dal pubblico, preferendo piuttosto lavorare all'ampliamento delle idee precedentemente espresse e sulla cui cima sono stati inseriti una serie di interessanti spunti. Il trittico fondante dell'esperienza, a sentire i rappresentanti di Treyarch che si sono avvicendati sul palco, compreso lo studio director, Mark Lamia, è "competere-personalizzare-creare": All'ultimo sangue tre passaggi che a partire dall'oramai assodato alternarsi della velocissima azione all'ultima pallottola sperimentabile sul campo di battaglia alla definizione della propria classe, tra punteggi e sfide di crescente complessità, sono stati frutto di un lavoro di arricchimento rispetto al passato. Le battaglie tra i giocatori, come avremo modo di scrivere anche in seguito, torneranno come le si conosceva, ma per favorire l'avvicinamento al gioco multiplayer di quei quattro utenti su dieci che mai ne fruivano in passato, è stato innanzitutto creato il Combat Training, una modalità che permette di cimentarsi, anche in compagnia di amici, contro degli avversari comandati dall'intelligenza artificiale sulle stesse mappe e modalità della restante componente competitiva, potendo così iniziarsi al multiplayer in modo più dolce ma sperimentandone nel contempo i punti cardine come il sistema di esperienza che sarà comunque presente per quanto separato come statistiche e oggetti sbloccati da quello principale. Interessante poi il lavoro fatto sulle abilità di supporto, sbloccabili dopo aver ottenuto una quantità di uccisioni consecutive: l'idea e il funzionamento sono quelli del passato ma l'attenzione è stata riposta nel rendere questo aspetto più dinamico, interattivo, alternando la presenza di bonus nella forma più tradizionali come quelli di supporto aereo, siano nelle vesti di un elicottero o del napalm buttato dall'alto, per dirne due, alla presenza di armi speciali come la distruttiva death machine, una gatling da usare per un periodo limitato di tempo, oppure la già osservata macchinina radiocomandata dotata di bomba o ancora una torretta anti aerea in grado di sparare dei missili, perfetta per abbattere il supporto aereo nemico. Le opzioni percorribili sembrano parecchie, abbastanza da rendere più personale lo stile di gioco che in passato; una strada verso la maggiore libertà decisionale all'interno del comparto multigiocatore, che si declina anche nel nuovo sistema di valuta, i CoD Points e i relativi Contratti utili a ottenerli. All'ultimo sangue In sostanza comportandosi bene nelle partite, quindi raggranellando successi e prestazioni degne di nota, si otterranno dei soldi virtuali spendibili per acquisire potenziamenti per le armi e altri gadget, non dovendo più sottostare a una progressione per tutti uguale, fatta di percorsi ferrei, ma potendosi muovere liberamente, comprando solo quanto desiderato. In modo simile i Contratti saranno delle speciali sfide che, qualora lo si desiderasse, potranno essere attivate e quindi portate a termine per ottenerne il premio, coinvolgendo tanto aspetti numerici come le uccisioni con una data arma quanto altri più legati allo stile di gioco, ma pur sempre scelti dal giocatore. Infine Treyarch ha lavorato sulla customizzazione, dando ai fan due strumenti marginali ma interessanti, che ben possono completare l'offerta, ovvero un editor per i loghi ma soprattutto un centro di visione ed editing dei replay, perfetto tanto per l'analisi dello scontro quanto per la realizzazione di qualche bel video poi da condividere con la community.

La nostra prova

Una volta preso in mano il pad della versione Xbox 360, la sensazione di familiarità è immediata così come lo è il riconoscimento di elementi tipici della serie, a partire dalla fluidità dell'immagine fino ad arrivare alla velocità dei movimenti. Dopo una partita al classico deathmatch, sempre un ottimo riscaldamento, ci siamo immersi in quella che a nostro parere è la novità più interessante dell'intero pacchetto, ovvero l'unione di un sistema di scommesse dei sopra citati CoD Points a una playlist composta da modalità decisamente particolari, al termine delle quali i primi tre classificati vengono ripagati con gli interessi delle loro puntate mentre gli altri si devono accontentare di averci provato e, con un po' di sportività, di essersi divertiti. All'ultimo sangue A questo sistema sono quindi legate partite come Gun Game, durante la quale tutti partono con la stessa arma e, ad ogni uccisione, si ottiene quella successiva cercando di arrivare all'ultima - in totale sono venti, a quanto visto - mentre Sharp Shooter mette a tutti tra le mani lo stesso strumento d'offesa, scelto in modo randomico e in cambiamento durante lo scontro. Le due più riuscite, comunque, sono sembrate One in the Chamber, dove ogni partecipante ha tre vite, una pistola e un solo colpo, rinnovabile qualora quello precedente fosse andato a segno, e Stick and Stones, con tutti gli sfidanti impegnati a massacrasi a suon di frecce esplosive scoccate dalla balestra e coltelli dotati di proiettili sparati dal manico.Non abbiamo avuto modo di vedere una lista completa delle modalità più tradizionali inserite ma, provate queste e confidando nella buona implementazione di quanto oramai dato per scontato, non dovrebbe di certo mancare una grande varietà di situazioni differenti. Per quanto riguarda le mappe abbiamo viaggiato tra le distese nevose, intervallate da una centrale di comando, di Summit fino alla piattaforma di lancio missilistica vista in Launch, con tanto di razzo in uscita proprio nel corso dell'incontro così da regalare un ulteriore motivo di divertimento sbloccando anche un nuovo passaggio al piano più basso della mappa.Infine Radiation, con i suoi resti di auto oramai distrutte, container e vecchi edifici, è sembrato l'ambiente più tradizionale, non brutto ma meno frizzante rispetto agli altri due proposti in questa sede. All'ultimo sangue Molto ricca, infine, tutta la parte di contorno legata agli appositi menù, in grado tanto di mettere in evidenza le statistiche di gioco e dare la possibilità di scegliere elementi come la tag del proprio clan, quanto di far gestire le molte opzioni legate al proprio personaggio, dai perks fino alle modifiche estetiche apportabili alle armi, come i mirini colorati, i loghi oppure i diversi tipi di mimetiche o sfondi. In tutto questo il livello di pulizia del codice provato, rigorosamente non finale, è apparso già alto, lasciando sperare che il tempo restante venga speso per creare un'esperienza di gioco priva di bug o sbilanciamenti eccessivi. Il primo impatto con Call of Duty: Black Ops, nella sua componente multiplayer, è insomma stato di quelli positivi, con diverse novità che lo faranno amare ancora di più ai già tantissimi fan, pur magari senza far cambiare idea ai detrattori; alcune perdite, come quella dei mezzi sulla mappa, da sempre un segno distintivo di Treyarch, sono state bilanciate da parecchie aggiunte e questo punto non resta che aspettare di poterci mettere le mani sopra per capire l'effettiva portata di quanto fatto in sede di sviluppo.

Certezze

  • Tantissime opzioni
  • Il sistema di scommesse e modalità a esso collegate sono molto ben realizzati
  • La personalizzazione dell'esperienza che ha reso grande la serie viene qui potenziata ulteriormente

Dubbi

  • Sono spariti i mezzi dalle mappe, presenti invece nelle altre iterazioni Treyarch
  • Mappe e gameplay dovranno essere bilanciati a dovere

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