Paradiso perduto  122

Cosa succede quando una vacanza da sogno si trasforma in un incubo?

Sviluppato dai polacchi Techland, gli eclettici ragazzi che negli ultimi anni hanno realizzato titoli molti diversi come l'interessante serie western Call of Juarez e Nail'd, Dead Island torna a farsi vivo dopo un silenzio durato circa due anni, in cui non è trapelato nulla oltre alle poche immagini e ad un video dimostrativo delle potenzialità di renderizzazione del motore grafico targato 2007. Andando dritti al sodo possiamo definire Dead Island uno sparatutto in prima persona in cui però si spara poco (o nulla), ambientato in un resort cinque stelle di una lussureggiante isola tropicale, dove al posto di inquadratissimi coreani del nord e alieni troviamo orde di famelici zombi. Un setting diverso dal solito per uno spunto narrativo piuttosto inflazionato in questi giorni in cui gli zombi sono un pò dappertutto, ma andando a spulciare le prime notizie sul gioco vediamo come Techland si è mossa con buon anticipo rispetto al trend del momento.

Armi improvvisate

La storia alla base delle vicende raccontate del gioco vede i protagonisti godersi delle meritate vacanze presso il gigantesco Royal Palms Resort hotel sull'isola di Banoi, facente parte della Papua Nuova Guinea. All'improvviso ospiti e staff del resort iniziano a trasformarsi in zombi, il contagio inizia a diffondersi velocemente, e solo alcune persone sembrano essere immuni. Starà quindi al giocatore cercare di capire cosa stia succedendo, scappando nel contempo il più velocemente possibile dall'isola. Se come scritto precedentemente il materiale di partenza non è certamente originalissimo, Techland è stata brava però nello spostare il focus del gioco dal combattimento mediante armi da fuoco a quello melee, all'arma bianca insomma. L'assunto di base è piuttosto semplice. Nel mondo reale, e tantomeno in un'isola tropicale vero e proprio paradiso turistico extra lusso, non è plausibile trovare pistole, fucili a canne mozze, granate e lanciarazzi nascosti dentro casse o lasciate in giro tra bungalows, sdraio e bar sulla spiaggia.

Di conseguenza utilizzare l'asta appuntita di un ombrellone, il manico di una scopa o un coltello da cucina sono l'unico modo per difendersi dagli zombi. Non mancheranno le armi da fuoco, qualcuno sull'isola, magari coloro che hanno a che fare col contagio, ne saranno dotati, ma potranno essere usate solo come estrema risorsa, data la scarsità di munizioni. Un'altra peculiarità del titolo è la sua componente ruolistica, che di fatto allontana definitivamente Dead Island dall'essere il "solito" FPS contro i "soliti zombi". Le armi innanzitutto, improvvisate e non, si rovinano con l'uso e hanno bisogno di costante manutenzione che può essere effettuata in tavoli da lavoro sparsi per l'isola, presso i quali è possibile anche customizzarle. Purtroppo ancora non è stato rivelato in cosa consista il processo miglioramento, ma data la natura "realistica" del titolo è lecito suppore che implichi la necessità di trovare particolari oggetti o materiali da utilizzare. All'evoluzione degli strumenti d'offesa fa da contraltare anche quella dei protagonisti. Protagonisti, e non protagonista in quanto la campagna principale può essere giocata in cooperativa online fino ad un massimo di quattro giocatori, che possono entrare ed uscire in partita col comodo sistema del drop in/drop out. Con la progressione di gioco, il nostro alter ego non solo potrà migliorare le caratteristiche di base, ma come in un gioco di ruolo avrà a disposizione un buon numero di abilità, non solo passive, per aumentare il repertorio di mosse e attacchi da effettuare.

Mac Gyver in erba

Riguardo allo sviluppo del gameplay e alla natura delle missioni Techland non è stata particolarmente generosa di informazioni, ma sembra che le missioni non siano a compartimenti stagni e fini a se stesse, ma ben strutturate, e collegate l'una all'altra. Ci è stato fatto un'esempio calzante in tal senso. Nelle fasi iniziali del gioco uno dei protagonisti, un ex rapper chiamato Sam B. si vede costretto a lasciare una zona relativamamente tranquilla della spiaggia, "al sicuro" in una capanna insieme ad altri sopravvissuti, per salvare una singola persona che si sta faticosamente facendo largo tra orde di zombi indemoniati. Raccolta sul posto qualcosa che possa essere utilizzata come un'arma, Sam B. riesce a salvare l'uomo che si rivela essere il bagnino, il quale consiglia a tutti di raggiungere all'altro capo della spiaggia il centro di salvataggio, ben più sicuro di un semplice baracchino in riva al mare. C'è un problema, il centro è chiuso, la chiave si trova nell'albergo, Sam B., che sembra essere immune al contagio dovrà quindi andare a prenderla, per poi di corsa recarsi al centro di salvataggio. Il tutto scegliendo cosa utilizzare in base alle diverse tipologie di zombi che incontrerà sulla strada, raccogliendo anche i diversi oggetti lasciati in giro.

Sul versante tecnico Techland non ha utilizzato un motore esterno, bensì l'ennesima incarnazione del suo Chrome, giunto alla quinta release. Le immagini rilasciate sembrano garantire un alto livello di dettaglio e una buona modellazione poligonale, ma più dell'impatto, la cosa più importante è la perfetta funzionalità delle dinamiche cooperative, del fluido sistema di entrata e uscita dalle partite. Non abbiamo riscontri tangibili, ma Techland ha assicurato che la loro attenzione è massima in questa settore, visto che il titolo ruota tutto sulla condivisione dell'esperienza di gioco. Comparso all'improvviso sui radar, Dead Island, sembra essere un gioco decisamente da tenere sott'occhio, grazie ad alcune peculiarità che lo rendono immediatamente riconoscibile tra molti prodotti simili. Un insolita fusione tra FPS, dove la "S" sta per slasher e non shooter e RPG, questa è la caratteristica principale del progetto Techland. Non possiamo però dimenticare il setting esotico, un paradiso terrestre che presto si trasformerà in un inferno, e la cooperativa a quattro giocatori tra i plus del titolo. Premesse molte interessanti, che si spera possano essere toccate con mano il più presto possibile, visto che la data di uscita del gioco riporta un generico 2011.

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CERTEZZE

  • La fusione tra generi sembra garantire originalità al titolo
  • Cooperativa per quattro giocatori
  • Tecnicamente sembra molto valido

DUBBI

  • Perfetto bilanciamento delle abilità dei protagonisti
  • Concept inflazionato su meccaniche potenzialmente esplosive. Funzionerà?