Shadows of the DamnedLa dannazione di Mikami e Suda51 

La nostra prova su strada dell'action psychological trhiller partorito dalla mente del magico duo!

Versione testata: Xbox 360

Pochi ma interessanti, questo è in sintesi il bilancio dei titoli mostrati durante l'EA Partners Showcase, evento facente parte della GDC 2011 di San Francisco e dedicato ad alcuni dei giochi sviluppati da terze parti che hanno l'appoggio economico e logistico da parte di Electronic Arts per quanto riguarda la pubblicazione. La dannazione di Mikami e Suda51 Tra i più interessanti non poteva non esserci Shadows of the Damned, progetto sviluppato dai Grasshopper Studios e che vede tra gli autori due illustri personaggi dell'industria videoludica. 
Da un lato Shinji Mikami, creatore tra le altre cose della serie Resident Evil, dall'altro Suda51, conosciuto soprattutto per Killer7 e No More Heroes. Il risultato? Manco a dirlo un action in terza persona dallo stile molto peculiare e dalle meccaniche collaudate, che ricalcano come sistema di controllo quelle di un Resident Evil 4 con tutte le variazioni del caso.

Vecchio e nuovo

Ma andiamo con ordine, proprio i due venerabili sviluppatori si sono presentati sul palco per dare qualche piccola informazione aggiuntiva sul gioco e per ribadire che la loro creazione può essere definita come un action thriller psicologico incentrato sulla figura di Garcia Osbourne, cacciatore di demoni sceso letteralmente all'inferno per reclamare l'anima della sua ragazza, Paula. Il mondo di gioco non riprende l'iconografia classica di satana e affini, ed è chiaramente frutto della mente "malata" (in senso buono) di Suda51, dove i colori sono accentuati e molto saturi, i personaggi disturbati e le ambientazioni in generale godono di uno stile "trash" giapponese che in parte richiama altre precedenti produzioni dell'autore di Killer7. Mikami e Suda51 hanno spiegato inoltre anche come nella creazione del gioco abbiano preso tra le altre cose ispirazione dai film di Quentin Tarantino ed infatti qualche punto di contatto è possibile trovarlo, soprattutto nella realizzazione dei nemici e in quell'humour nero che caratterizza la maggior parte dei dialoghi del protagonista principale, quando ad esempio prende in giro gli avversari o filosofeggia prima di buttarsi a testa bassa nei combattimenti. Tornando alla presentazione, un altro simpatico siparietto c'è stato quando i due hanno spiegato come funzionano le pozioni all'interno del gioco, e per farlo hanno bevuto in un sol sorso una bevanda, presumibilmente alcolica; un buon modo per ubriacarsi a scopo lavorativo! Detto questo, abbiamo avuto modo di provare per la prima volta il titolo, e come detto ci siamo trovati subito a nostro agio perché condivide una buona parte delle meccaniche che caratterizzano ad esempio Resident Evil 4, a partire dalla visuale col personaggio leggermente spostato verso sinistra. La dannazione di Mikami e Suda51

Mondo oscuro

Con i dorsali è possibile sparare con l'arma in proprio possesso oppure attaccare con la torcia in dotazione, non mancano inoltre il puntamento e la corsa. Con il tasto X invece si interagisce con porte e oggetti mentre non è possibile saltare, se non in momenti specifici mediante la pressione del tasto di cui sopra. La caratteristica peculiare che abbiamo scorto durante la nostra sessione di prova è rappresentata dal passaggio del mondo di gioco da uno stato normale a quello oscuro; in questo caso il mondo cambia colore, tende verso il bluastro ed appaiono alcune entità oscure che generano nemici in continuazione fino a che il giocatore non le elimina attaccandole direttamente od utilizzando alcuni oggetti sparsi per la mappa, che permettono di riportare la situazione ad uno stato normale. Non è mancata la possibilità di sfidare il boss di turno, in questo caso una sorta di mutante gigante che andava stordito con una carica e poi colpito sul retro in prossimità di una sacca gigante di sangue posta sulle spalle, fonte di accumulo di energia ma anche allo stesso tempo punto debole. La dannazione di Mikami e Suda51 Per il resto la sessione di gioco si è svolta tra dialoghi, altri combattimenti e uso di varie armi sempre sulla stessa falsariga, nel menu principale abbiamo scorto inoltre la possibilità di migliorare alcune delle loro caratteristiche, ma nella demo non era disponibile alcun potenziamento se non diamanti da raccogliere e da spendere presumibilmente in apposite aree. Per quanto riguarda la parte dedicata alla narrazione, al di là dei numerosi momenti di ilarità derivati dai dialoghi dei personaggi, più volte durante la demo abbiamo avuto a che fare con Paula, o meglio con demoni sotto mentite spoglie che tentavano di deviare la mente del protagonista principale. Shadows of the Damned farà la sua comparsa su PlayStation 3 e Xbox 360 il prossimo 7 giugno, il nostro primo giudizio vede un comparto grafico e uno stile estremamente "personale" che può piacere o non piacere ma che dal punto di vista puramente tecnico non fa gridare al miracolo, e un gameplay che se da un lato ha qualche idea interessante ed è supportato da uno humor che bene si incastra nel contesto, dall'altro non ci ha fatto impazzire in chiave varietà e novità rispetto ad altri titoli del genere, fermo restando che si tratta di una valutazione assolutamente preliminare e supportata al momento solo da una breve sessione di gioco.

Certezze

  • Stile grafico peculiare e tanto humour
  • Mikami e Suda51 sono un bel biglietto da visita...

Dubbi

  • ...però allo stato attuale il gameplay non convince appieno
  • Tecnicamente non eccelso

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