FIFA 12La difesa è il miglior attacco 

A parecchi mesi di distanza dall'uscita abbiamo già provato FIFA 12: tutte le nostre impressioni all'interno!

Il campionato di calcio è appena terminato ma non c'è tempo per riposarsi: è in arrivo la Coppa America, c'è il calciomercato sul quale fantasticare tutta l'estate e poi ricominciare subito, in un ciclo infinito che sembra non avere mai fine. Il calcio è passione, è amore per una maglia, è un divertimento da guardare e da giocare, è uno spettacolo che copre tutti gli angoli del globo. Certo, c'è una parte bruttissima legata alle frange di tifosi violenti piuttosto che agli interessi economici che indirizzano talvolta questo spettacolo, ma un bel chissenefrega ci sta tutto, perché si può sempre prendere solo il meglio ignorando il resto. Dimenticavamo, ci sono anche i benpensanti che commentano affermando che il calcio è per stupidi, che non lo seguono perché è tutto un magna magna, ma a questo punto la domanda sorge spontanea: perché state leggendo quest'articolo? La difesa è il miglior attacco Tale preambolo per dire che quest'anno i titoli calcistici hanno deciso di giocare d'anticipo, e infatti ci siamo diretti a Milano negli studi di Electronic Arts per provare e assistere alla presentazione ufficiale di FIFA 12, diversi mesi prima del suo arrivo nei negozi. Grazie alla bontà di FIFA 11 le aspettative dei giocatori sono diventate molto alte: ci troviamo dinnanzi alla simulazione calcistica più completa sul mercato, ma molte sono ancora le cose che possono essere migliorate in chiave realismo se si vuole giustificare un acquisto annuale del gioco e soddisfare sempre di più gli appassionati di calcio. Da quanto abbiamo potuto vedere e provare, le novità sono chiare e interessanti; a fare gli onori di casa ci ha pensato David Rutter, producer del gioco (che potrete ascoltare nella nostra imminente videointervista), il quale ha illustrato alcune delle aggiunte e correzioni che caratterizzeranno la prossima versione di FIFA e che mirano a migliorare proprio il realismo di cui sopra.

Alla ricerca del realismo

Velocemente ve le elenchiamo per poi passare alle nostre impressioni sul campo. Innanzitutto la gestione delle collisioni è stata interamente rivista, senza più compenetrazioni tra personaggi o scivolate che sortiscono effetti irrealistici sui giocatori che le ricevono. Adesso il motore che gestisce la fisica, denominato Impact Egine, riesce a calcolare in maniera adeguata ogni contatto e a produrre risultati più in linea con quanto accade in una vera partita di calcio. Questo può tradursi in una difesa della palla più credibile, in situazioni nelle quali il difensore frana letteralmente sull'avversario se troppo irruento e anche in falli che portano ad infortuni in relazione a dove si viene colpiti o come si poggiano (male) i piedi sul terreno. A dare un'idea c'è il video "sfuggito'" ad EA in questi giorni, che ben illustra l'attenzione particolare riposta sotto questo aspetto. In realtà la novità più interessante ci è sembrata essere la gestione della fase difensiva, bollata da Rutter come la parte meno verosimile nei titoli di calcio: i giocatori continuano a premere in maniera forsennata il tasto dedicato al pressing e al rubare palla, cosa ben lontana da quello che accade su un campo da gioco. La difesa è il miglior attacco Da qui la soluzione operata da parte di Electronic Arts: parlando della versione PlayStation 3, quella che abbiamo provato, il tasto del passaggio X in congiunzione alla levetta analogica sinistra serve per avvicinarsi all'avversario e mettergli pressione; a questo punto col tasto quadrato si può intervenire (la vecchia funzione associata proprio al tasto X) col rischio di andare fuori tempo e farsi saltare, oppure premere R1 per richiamare un proprio compagno e farsi dare una mano (quello che prima si faceva col tasto quadrato). Tutto questo si traduce in un ritmo di gioco più ragionato, maggiore credibilità e tempi più ampi per imbastire la manovra, senza rischio di fare continui ping pong a centrocampo. Dulcis in fundo, nella modalità PRO, quella nella quale si controlla un solo giocatore, è stata sensibilmente migliorata l'intelligenza artificiale: ogni calciatore ha un cono visivo più o meno maggiore in base alle sue abilità, che si traduce sulla sua capacità di vedere oppure attaccare gli spazi; e ancora, ad esempio, un laterale deciderà se crossare o meno in relazione alle caratteristiche del proprio attaccante centrale. In soldoni, con Crouch lo farà quasi sempre, con David Villa molto meno. A nostro umile parere, uno dei punti deboli degli ultimi capitoli di FIFA è rappresentato dall'atmosfera legata a tutto quello che concerne la partita, ma anche nella grafica e nelle competizioni presenti; in FIFA 12 abbiamo scorto subito dei menu più belli da vedere e più intuitivi, così come una maggiore vivacità, ad esempio nelle scritte che indicano il risultato e anche nei replay; ci riserviamo di analizzare meglio questa parte in futuro, perché da bravi appassionati di calcio la reputiamo assai importante in chiave di immedesimazione. Detto questo, pad alla mano abbiamo affrontato ben cinque partite allo scopo di prendere confidenza col gioco. La scelta era ridotta ad Arsenal e Chelsea (quest'anno potrebbe essere la volta buona per avere tutta la Serie A al completo in quanto a licenze delle squadre, scordatevi la B), la partita al match di esibizione singolo. Ovviamente abbiamo cercato di capire per bene come funzionano le novità, notando però una nuova visuale con un campo leggermente meno largo rispetto a quello di FIFA 11 e soprattutto un piano che rende la prospettiva migliore. Inutile dire che è diventata già una delle nostre preferite. La difesa è il miglior attacco Le nuove collisioni si notano fin da subito, sia dal punto di vista estetico, il che non fa mai male, ma anche nella gestione della palla in fase difensiva e offensiva. Siamo incorsi infatti in infortuni, falli per troppa irruenza dell'avversario, contrasti con entrambi i giocatori che finivano a terra, intercetti di palla credibili, per una nuova dimensione da tenere in conto quando si attacca a testa bassa la squadra avversaria. A tal proposito, il nuovo modo di difendere aggiunge tatticismo e toni meno esasperati nel ritmo di gioco: dopo aver premuto il tasto X bisogna scegliere con molta più attenzione il momento per affondare il colpo allo scopo di sottrarre la palla, ed infatti le prime volte ci siamo esibiti in interventi completamente a vuoto. Giustizia è stata fatta quando ci siamo guadagnati un rigore a favore grazie ad un dribbling secco dove l'avversario ha mancato completamente il pallone, cosa che ci ha fatto esaltare non poco. Qualcuno può obiettare che questa nuova caratteristica potrebbe favorire i dribblomani incalliti. Non ci sentiamo ancora di prendere una posizione in tal senso, però possiamo immaginare che evitando di intervenire come dei tori su ogni contrasto si potrebbe tranquillamente contenere il proprio avversario online e generare una bella lotta basata sul tempismo. Questo è quanto per adesso. La visuale migliorata, le collisioni e il nuovo sistema difensivo sembrano essere davvero ottimi punti a favore di questo FIFA 12, facendoci ben sperare per la versione finale. Riserviamo ogni altro giudizio sulla grafica, sull'online e sul bilanciamento a quando avremo una versione definitiva e, soprattutto, a quando giocheremo decine e decine di partite col titolo.

Certezze

  • Le collisioni
  • Il nuovo sistema difensivo
  • Il realismo

Dubbi

  • L'atmosfera e le competizioni
  • Bilanciamento delle novità

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