King Arthur IIBritannia di nuovo in pericolo 

King Arthur II prova a rinnovare la formula che ha portato al successo l'originale: riuscirà nell'impresa?

Britannia finalmente al sicuro? Nemmeno per idea: con King Arthur II - The Role-Playing Wargame, Neocore Games e il publisher svedese Paradox Interactive si apprestano, a fine 2011, a riportare sugli schermi lo strategico che tanto bene, soprattutto dal punto di vista commerciale, ha fatto qualche tempo or sono. Britannia di nuovo in pericolo Durante l'E3 2011 abbiamo avuto l'opportunità di vederlo brevemente, prendendo per la prima volta confidenza con un seguito che non sembra voler rivoluzionare alcun caposaldo del suo predecessore, espandendone piuttosto gli orizzonti in termini di dimensioni e contenuti. La trama sarà incentrata sulla disperata ricerca di una soluzione alla nuova minaccia che mette in pericolo le terre governate da Re Artù: con il regnante colpito a morte e il Santo Graal andato distrutto, un nuovo ordine di demoni ha invaso Britannia e ne mette in pericolo l'esistenza, chiedendo di metterci a capo di un esercito per riportare le cose al loro ordine originale.

Il fascino dell'oscurità

King Arthur mescola la presenza di una mappa strategica a turni a delle battaglie tattiche in tempo reale; chiunque avesse giocato a un Total War, per capirci, saprebbe perfettamente che tipo di alternanza questi due elementi riescano ad offrire. Rispetto alla serie sviluppata in Inghilterra, quella di Neocore Games spinge però anche su una terza componente, che è quella ruolistica: differenti unità eroiche torneranno in questo seguito e a loro verrà data ancora più importanza, a partire dal sistema di sviluppo che comprenderà un vero e proprio albero delle abilità paragonabile a quello di un qualsiasi RPG. Altra grossa introduzione è la presenza delle unità volanti che amplieranno il ventaglio di strategie adottabili, ma anche di pericoli da cui difendersi. E poi un funzionamento differente dei monumenti che estenderanno i loro bonus a tutte le unità, non solo a quelle entro un certo raggio d'azione, lasciando così più liberi di sfruttare il campo di battaglia e le sue particolarità. La mappa strategica, quella dove si gestiscono i turni e ci si prepara alle eventuali battaglie, dovrebbe estendersi su una superficie doppia rispetto a quella di King Arthur, disegnando anche la metà più a nord di Britannia. Confermate in tal senso tutte le opzioni del passato, con il potenziamento di alcuni aspetti molto apprezzati. Come le quest narrative che solo attraverso il testo e una serie di scelte da prendere liberamente, riuscivano nel doppio intento di approfondire l'universo di gioco e di rendersi significative ai fini dell'esperienza, dando dei bonus o dei malus a seconda delle decisioni prese. Ci sarà anche un nuovo sistema diplomatico e verrà spinto con decisione quello morale, che a seconda dell'allineamento del giocatore gli darà accesso a determinate magie, unità e opzioni. Tutto ciò verrà supportato da un nuovo motore, il CoreTech2, creato da zero grazie al supporto del nuovo personale aggiuntosi al team di sviluppo, passato da venti a trenta persone nell'ultimo anno e mezzo. Il risultato è una buona rappresentazione del mondo fantasy, ora molto più dark che in passato con nuovo creature, colori ed effetti più cupi. Britannia di nuovo in pericolo Siamo distanti anni luce dalle meraviglie di un Shogun II: Total War, sia chiaro, però l'impatto generale è migliorato così come lo sono la telecamera e le dimensioni degli scontri, che avranno più unità su schermo e in alcuni casi veri e propri boss da eliminare facendo ricorso a tutte le risorse disponibili. Nulla da fare invece per il multiplayer, che non sarà presente in alcun modo e rappresenta una spiacevole mancanza. In definitiva King Arthur II - The Role-Playing Wargame sembra un seguito non particolarmente ambizioso e di certo non rivoluzionario, dotato però di aggiunte e aggiustamenti che dovrebbe renderlo un titolo da tenere d'occhio per gli amanti del primo capitolo.

Certezze

  • Più contenuti che in passato
  • Maggiore attenzione alla componente narrativa

Dubbi

  • Manca ancora il multiplayer
  • Non si osservano spunti originali rispetto al primo capitolo

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