La Fratellanza  21

Toltosi dalla bagarre natalizia per uscire a febbraio 2012, The Darkness II è tornato a far parlare di sé attraverso un'inedita demo

Versione testata: Xbox 360.

C'erano tante buone ragioni per convincere 2K Games ad allontanarsi dall'originale The Darkness: con i sentimenti non si scherza, innanzitutto, e per molti fan l'interessante produzione del 2007 targata Starbreeze è soprattutto una questione di alchimie.

Tanti piccoli elementi che ne hanno decretato un riscontro più che caloroso nonostante i difetti. Negli anni trascorsi da quell'uscita a oggi, in secondo luogo, si è scelto di voler abbracciare un look che ricordasse in maniera più viscerale e immediata gli albi Top Cow. Un ritorno visivo al medium che ha dato i natali alle avventure di Jackie Estacado e che, infine, ben si possa coniugare anche con la nuova natura del gameplay: meno stealth e più shooter d'azione, come nel retaggio dello sviluppatore statunitense Digital Extremes. The Darkness II nasce sotto premesse diverse e non ha paura di rischiare qualcosa, come abbiamo potuto verificare nel corso di un hands on offertoci dal distributore italiano Cidiverte.

In trappola

Portarsi in giro un demone regala la certezza matematica di vivere una vita piena di alti e bassi. Lanciato il livello messo a nostra disposizione, accompagniamo Jackie all'interno di un club privato pieno di spogliarelliste. Un luogo che all'occorrenza non disdegna di diventare un bordello. Seguiamo per i corridoi il fondoschiena di Venus, la bella informatrice che ha promesso di farci infiltrare nel vero cuore della struttura, il covo della Fratellanza. Un'organizzazione disposta a tutto pur di impossessarsi del mostro che portiamo appresso. Venti minuti dopo, quando ci verrà chiesto di mettere il pad sul tavolo, lasceremo il protagonista in balia di uno psicopatico, tale Victor Valente, intento a crocifiggerci e a trafficare con uno strano artefatto in grado di interagire con Darkness. Nel mezzo, dal punto in cui mettiamo mano alle armi a quando cadiamo nella trappola con cui interrompono la nostra furia, è un fluire quasi incessante di sparatorie e uccisioni. Digital Extremes lo ha definito "quad wielding", si tratta di un sistema di controllo che assegna ai due grilletti l'uso delle armi da fuoco, e ai dorsali la gestione del demone. Quella che può sembrare un'idea un po' cervellotica si applica invece piuttosto bene nella realtà: le bocche da fuoco fanno il loro solito, sporco lavoro di crivellare i corpi nemici mentre l'uso di Darkness impone un briciolo di strategia in più, dato che l'estremità sinistra afferra e lancia mentre quella destra colpisce con violenti fendenti. Pochi minuti bastano per prendere dimestichezza con le basi e applicarle in maniera ben più fantasiosa. Le guardie della Fratellanza si muovo disordinatamente verso di noi, che le afferriamo per scagliarle una contro l'altra, rubiamo lo scudo a quelle in tenuta anti sommossa per pararci dai colpi e spesso riusciamo a eliminarle tenendole appese a testa in giù, per finirle con una spettacolare esecuzione.

Non ci sono grossi sfoggi di intelligenza artificiale o chissà quale level design, però il mix di immediatezza e sensazione di potersi fare strada in una quantità di maniere diverse, nel complesso non si può dire che non funzioni. Tra l'altro abbiamo avuto modo di spendere alcuni dei punti guadagnati strappando i cuori dei poveri malcapitati, investendoli nei potenziamenti acquistabili nel Talent Shrine: si tratta di un quadruplo albero delle abilità di cui già si è parlato nelle anteprime precedenti, un'idea per valorizzare ancor di più le differenti tecniche d'attacco. Acquistiamo Heath e Hitman Execution, che rispettivamente ci danno l'abilità di eseguire fatality in grado di rubare energia vitale e munizioni. E poi Demonic Lift e Dark Blast, che migliorano il lancio dei corpi agguantati, facendoli esplodere all'impatto con il terreno o il muro. Gli effetti sono soddisfacenti e spesso coinvolgono fiumi di sangue. Il contrasto della violenza con i colori ultra saturi, riesce a rendere in movimento lo stile noire del fumetto.

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E' stata mantenuta la meccanica che suggerisce a Jackie di stare lontano dalle fonti di luce, pena l'offuscamento dei poteri oltre che della vista, e a tal proposito, per ora, dobbiamo sottolineare alti e bassi. Da una parte scegliere il percorso migliore, riparandosi nei luoghi più bui oppure distruggendo le lampade per far calare l'oscurità nelle stanze, aggiunge un pizzico di strategia che non guasta. Dall'altra abbiamo riscontrato come in alcuni momenti l'azione diventi troppo caotica, con l'effetto di appannamento della visuale che finisce per disorientare e punire in maniera eccessiva il semplice essersi mossi nella direzione sbagliata. Avere aspetti ancora non perfetti, comunque, è comprensibile a cinque mesi dall'uscita ed è lo stato in cui si trovano anche altri buoni spunti.

Come l'idea di ridurre a uno i Darkling presenti, ma di caratterizzarlo con un'intelligenza artificiale che gli permetta di rendersi sempre utile al giocatore, muovendosi sensatamente dentro ai livelli. Alla prova dei fatti il mostriciattolo si sposta a qualche metro dal protagonista, raccoglie potenziamenti e bonus lasciati sul terreno, ma disturba anche i soldati della Fratellanza dandoci il tempo di prendere la mira o scatenare su di loro la furia dei poteri. Un pet a cui non sarà difficile affezionarsi. E che in alcuni specifici momenti si potrà anche controllare: abbiamo provato una di queste sessioni dove l'azione, ora sì, diventa più stealth favorita dalle piccoli dimensioni del Darkling. Nulla di speciale, comunque, perché al di fuori della cospicua dose di violenza messa in scena, lo spezzone ha dato una certa impressione di già visto. Si tratta di uno degli aspetti da registrare di un The Darkness II indubbiamente capace di mettersi in buona luce, che alla resa dei conti ci ha lasciato curiosi di poter andare oltre un incontro così breve e superficiale. Ci sono margini per migliorare, tempo a sufficienza per smussare gli angoli. E magari diventare un piccolo cult come l'originale.

CERTEZZE

  • Combattimenti in prima persona dotati di elementi originali
  • Sistema di acquisizione abilità interessante
  • Soluzioni visive riuscite

DUBBI

  • Trama all'altezza di The Darkness
  • Varietà nel level design
  • Necessità ancora di essere rifinito