Di anno in anno  20

Abbiamo provato Anno 2070, l'ultimo capitolo della serie di strategici che tanti successi ha mietuto in tutto il mondo e che vanta ormai una longevità decennale

Abbandonate le epoche antiche, la serie Anno si proietta nel futuro ipotizzando un mondo in preda a una crisi economica irreversibile dovuta alla spregiudicatezza delle banche e alla corrotta cecità dei governanti. La crisi cambierà gli equilibri di tutte le nazioni, creando caos e inasprendo i conflitti sociali, nonché tirando fuori il peggio dagli ospiti degli stupidi talk show televisi. Ah no, questo è il mondo attuale.

In quello di Anno le cose vanno un po' meglio. In fondo il pianeta Terra è stato solo mezzo distrutto dal riscaldamento globale e le abbronzature si sono trasformate in cotture complete, ma senza patatine di contorno. Il momento più drammatico, a parte la morte di miliardi di persone, è stato la stampa dell'ultimo mega crossover Marvel/DC/Dark Horse/Rabbit Video, in cui i supereroi e i superdotati di tutto il mondo si univano per cercare di combattere contro la fine del mondo, raffigurata dal classico antagonista gigante con gonadi di fuoco. Peccato che nessuno sia mai riuscito a leggere il finale di quell'appassionante albo perché i volumi avevano la brutta tendenza a bruciarsi nelle mani dei lettori... anche se spesso erano i lettori a bruciarsi nelle mani dei volumi; differenza sottile ma da rimarcare. Non fosse bastato il caldo intenso, anche il livello delle acque ci mise del suo, innalzandosi fino a coprire intere città.

Guardando il mondo post catastrofe ecologica, si può notare che l'Italia è praticamente sparita; il che, essendo Anno 2070 sviluppato da tedeschi, non si capisce bene se sia un dramma o un auspicio. Sedotti dalla filosofia di Matrix e di Justin Bieber, alcuni gruppi religiosi, armati di tessere fedeltà di una nota catena di elettronica, si sono recati su una spiaggia e, chiudendo gli occhi, hanno sognato tutti insieme un mondo migliore con il buco dell'ozono chiuso e Rhianna senza fan. Purtroppo la buona volontà non è servita a niente, se non a fornire lo spunto per la sceneggiatura dell'ultimo film di Michael Bay (quindi proprio a niente), e sono stati sommersi. Capita anche alle famiglie peggiori.

Sandbox galore

Abbiamo avuto modo di provare la modalità sandbox di Anno 2070, strategico di Blue Byte in uscita su PC. Cosa abbiamo scoperto? L'avvio è piuttosto tradizionale, con un menu ricco di opzioni tra cui scegliere. Le modalità di gioco sono veramente molte e vanno da missioni singole alla campagna, per passare dalla modalità sandbox (l'oggetto bagnato di questo hands on).

Non mancano moltissime opzioni online, tra le quali l'integrazione con il servizio uPlay di Ubisoft, ovviamente ancora bloccate (il gioco sarà rilasciato il 17 Novembre). Da bravo redattore che scrive in terza persona, selezioniamo la modalità sandbox e, scelta una delle due fazioni, iniziamo a studiare i vari menu a disposizione. Lo scopo è quello più classico possibile per il genere: colonizzare delle isole riempendole di infrastrutture. Secondo il livello di difficoltà selezionato, ci saranno più o meno complicazioni, come una conformazione del terreno più frastagliata o la presenza di nemici che tenteranno di spazzarci via. Comunque, il fulcro del gameplay sarà sempre la costruzione delle infrastrutture e la gestione delle risorse. Più che in altri giochi, il mare rivestirà un'importanza fondamentale nell'economia generale, a prescindere dalla fazione selezionata: sarà infatti la prima fonte di cibo che permetterà lo sviluppo preliminare della città.
La prima operazione da compiere è costruire un centro cittadino, intorno a cui piazzare delle unità abitative. Il centro cittadino è il nucleo primario di soddisfazione delle esigenze di socialità degli abitanti e, anche se nelle fasi avanzate non sarà sufficiente a garantire la felicità di tutti, all'inizio sarà essenziale.

Al lavoro

Creata la manodopera bisogna trovare qualcosa da fargli fare. All'inizio non ci saranno moltissime scelte e si potranno costruire soltanto alcuni edifici, necessari per raccogliere le risorse principali. Secondo la fazione scelta, si avranno edifici più produttivi ma più inquinanti, o meno produttivi ma meno problematici dal punto di vista ambientale.

Parlando proprio di ecologia, nelle prime fasi di costruzione non è ben chiaro come possa influire sull'economia generale, ma nelle fasi avanzate della partita la distruzione dell'ambiente, che ha garantito uno sviluppo più veloce, si farà sentire e richiederà un'attenzione particolare, con la spesa di risorse per contenere i danni causati dall'azione umana. Comunque, torniamo alla nostra città in erba.
Per soddisfare dei nuclei umani limitati ci vuole poco, ma per far felici quelli più sviluppati occorre qualcosa in più, come ad esempio un casinò per la civiltà industriale o una sala concerti per gli ecologisti (chi ama la natura è più sensibile e fa sesso sugli alberi, è risaputo, anche perché farlo su una ciminiera può risultare controproducente). Ottenute altre risorse fondamentali, alcune delle quali richiedono di sfruttare i giacimenti minerari sparsi sul territorio, si aprirà un impressionante ventaglio di scelte per sviluppare la città e si potrà andare ancora più a fondo nelle dinamiche di gioco, arrivando a utilizzare tecnologie avanzatissime che garantiranno una maggiore personalizzazione.

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Aspetti collaterali

Oltre agli aspetti giocati, dedichiamo qualche parola a tutti quei fattori secondari che contribuiscono a formare Anno 2070. In primo luogo va notata la ricchezza di materiale informativo in gioco, con un database ricco ma chiarissimo, che non si perde in descrizioni superflue e va dritto al punto. Si tratta di una sezione molto utile, soprattutto se si vogliono approfondire alcuni aspetti del tutorial o se si vuole capire meglio il background del gioco. Altro aspetto che inizialmente è sorvolabile, ma che nelle fasi avanzate diventa fondamentale, è quello delle rotte commerciali, che consente di approvvigionarsi di risorse necessarie e di vendere quelle che si possiedono in eccesso.

Si tratterà di una funzione usatissima, soprattutto quando si avranno più isole e si entrerà in contatto con gli altri giocatori, umani o virtuali che siano. Non possiamo poi non citare la versatilità nella gestione dei singoli edifici che consente, in modo semplice e immediato, di modificare diversi fattori per ogni edificio. Mettersi a elencarli tutti sarebbe abbastanza superfluo, ma sappiate che, soprattutto ai livelli di difficoltà più elevati, poter ad esempio bloccare la crescita di alcune infrastrutture sarà fondamentale per non sprecare risorse utili, come sarà utile cambiare la destinazione di un magazzino e così via.
Dal punto di vista grafico, Anno 2070 sembra realizzato molto bene, con edifici dettagliati, città attive e vivissime e una fluidità generale molto buona, anche in presenza di centinaia di infrastrutture. Probabilmente è il migliore della serie, anche se i fan della strategia non badano moltissimo all'aspetto grafico dei giochi, quanto alla loro profondità complessiva... almeno si spera che sia così.

CERTEZZE

  • Moltissime modalità promettono una longevità elevatissima
  • La cura certosina di ogni aspetto fa intravedere il titolo migliore della serie

DUBBI

  • Poco originale rispetto agli altri Anno, nonostante il cambio di scenario
  • Giocare nel futuro piacerà ai fan abituati agli Anno ambientati nelle epoche passate?