Alan WakeAlan, svegliati! 

Nuovo incontro con Alan Wake al GamesCom 2009

Alla GamesCom di Colonia Alan Wake era presente allo stand Microsoft con la stessa demo già presentata all'E3. L'incontro, comunque, ci ha permesso di fare qualche domanda in più ai Remedy che stanno facendo di tutto per raccontare la storia che Sam Lake, il leggendario story writer che aveva dato il volto a Max Payne, ha scritto per questo gioco che non uscirà mai abbastanza presto.
Visto il tipo di struttura, per il cui approfondimento vi rimandiamo all'articolo poco più sotto, ci siamo chiesti se il gioco non potesse essere troppo lineare, visto che l'esatto tempismo delle scene e la volontà di soppesare al millimetro le emozioni da dare al giocatore ad ogni passaggio, non potessero portare ad un gioco troppo lineare. Il team ci ha risposto che sicuramente lo sviluppo del gioco segue un andamento lineare per rispettare l'evolversi della trama, ma che questa linea, grazie alla tecnologia e al motore grafico che hanno creato, è molto larga e che permetterà ai giocatori grande libertà d'esplorazione.

Sulla lunghezza ancora non si vogliono sbilanciare, sostenendo che comunque Alan Wake durerà nella media di altri giochi action sul mercato, il che ci fa propendere per una longevità tra le otto e le dieci ore, anche se ovviamente si tratta unicamente di supposizioni. Durante la dimostrazione c'è stato modo anche di tornare sulle parti del gioco che si svolgeranno di giorno, questo per dare un'alternarsi di stati d'animo al giocatore che così non farà a tempo ad abituarsi alla notte e soprattutto, la falsa idea di sentirsi al sicuro, visto che basteranno piccole zone d'ombra o una cava sotterranea per mettere completamente in discussione la sopravvivenza di Alan Wake.
Un incontro essenziale, quindi, quello coi Remedy e il loro nuovo gioco, che però ci ha permesso di chiarirci le idee e aggiungere qualche tassello ad uno dei puzzle più interessanti della primavera del 2010.

E3 2009

Sono oramai anni che si parla del nuovo gioco dei Remedy che, dopo aver scosso il mondo dei videogiochi con i due Max Payne, sembrano non riuscire a portare a termine questo Alan Wake, che continua ad affacciarsi da qualche anno alle conferenze Alan, svegliati! Microsoft in cui si parla di giochi per PC e per Xbox 360. A questo punto, però, sembra che ci siamo davvero, e dopo l'apparizione in pubblico al media briefing dell'E3 2009, abbiamo assistito a una dimostrazione a porte chiuse che ci ha permesso di far luce sulla struttura di un titolo che dovrebbe uscire in tutti i negozi per la primavera 2010. Finalmente.

Il Blocco dello scrittore

La storia dovrebbe essere nota ai più, ma viste le pause che intercorrono tra un incontro con questo gioco e l'altro, non farà certo male raccontare nuovamente i tratti essenziali di una delle trame più promettenti tra quelle dei videogiochi che ci è capitato di vedere negli ultimi anni. Alan Wake è uno scrittore di bestseller che si è bloccato e che non riesce più a produrre. Decide quindi di andare in una località di villeggiatura lungo la costa, Brightfall, con la moglie Alice per rilassarsi e ritrovare la vena creativa. Lei sparisce e lui si trova incastrato in incubo a occhi aperti e in quello che Sam Lake, leggendario sceneggiatore di Remedy, definisce uno Psycological Action Thriller, dove la componente psicologica sta tutta nel capire se le vicende incredibili che il protagonista è costretto a vivere siano reali o frutto della sua follia. Un gioco caratterizzato da atmosfere molto forti e da una tensione costante sulla falsariga delle moderne serie televisive, sia a livello di narrativa utilizzata che della struttura, con un'unica storia divisa in capitoli introdotti dai riassunti delle "puntate" precedenti.

Nella fase di gioco mostrata, Alan è alla ricerca di Rusty, lo sceriffo di Brightfall, che conserva alcune delle pagine del manoscritto che il protagonista pare aver scritto nei mesi precedenti, con il solo problema di non ricordarne assolutamente nulla. Tutto il gioco è scandito dalla ricerca delle pagine perdute di questo fantomatico libro, pagine che narrano di eventi tremendi che si avverano inesorabilmente non appena vengono ritrovate e che portano tutte al ritrovamento della moglie. Alan Wake, nonostante l'area gigante e unica da esplorare, non è un free roaming, ma un action adventure scandito da eventi ben precisi, con molti spazi da passare al setaccio per cercare di trovare tutte le pagine mancanti, visto che, a seconda del numero ritrovato, si riuscirà a scoprire più o meno elementi della trama. Il team ha dato vita ad un vero e proprio piccolo villaggio, costellato da personaggi principali e comprimari, come in un vero e proprio serial televisivo, in grado di scambiarsi battute, anche divertenti, che cambiano a seconda del comportamento del singolo giocatore. Il risultato è davvero singolare e conferma la capacità dei Remedy di riuscire a realizzare action spettacolari, ma con elementi e profondità appartenenti alle avventure migliori.

Luce e Ombra

I due elementi scenografici più importanti di Alan Wake, ne costituiscono anche i due più importanti fattori di giocabilità: la luce e l'ombra. Alan è invulnerabile quando è alla luce. Armato di torce e lanciarazzi segnaletici, riesce ad attraversare indenne la foresta popolata da creature ostili e tenebrose che lo assaltano in continuazione. Per ucciderle, l'unica via è quella di investirle di luce, eliminando l'alone di tenebra che le protegge, e poi fare fuoco con le diverse armi a disposizione. Il gioco è una ricerca affannosa di riparo da una zona illuminata all'altra, con generatori da riattivare e fuochi da appiccare pur di tenere alla larga le creature che abitano questa foresta spazzata dal vento, con oggetti trasportati e alberi che cadono anche sotto il battere di una pioggia incessante. Scene diurne e notturne si alterneranno, dando vita a situazioni completamente diverse, tutte legate da un filo d'angoscia che ricorda molto da vicino un capolavoro che viene evidentemente citato tra le righe, ovvero Silent Hill 2. A differenza del capolavoro Konami, qui il pedigree di Remedy sembra garantire combattimenti di primo piano, con il bullet time che scandisce ogni scontro con i ritmi di un balletto d'opera, con una regia che sottolinea ogni momento saliente evidenziando il lancio di oggetti verso il protagonista o elementi del fondale che vengono sbattuti ovunque da trombe d'aria e colpi di vento improvvisi.
E' evidente che il terzo elemento importante di Alan Wake, oltre alla luce e l'ombra, è la foresta che ospita le avventure del protagonista, sempre animata da uccelli di tenebra e con le fronde e gli arbusti scossi da un vento incessante, con una resa complessiva davvero sinistra. Da notare l'effetto della luce che sembra strappare l'oscurità di dosso ai nemici, con un'esplosione di particelle d'energia che si spengono nel nero della notte. Dopo la demo di qualche anno fa che metteva in mostra il motore fisico, con una tromba d'aria che spezzava in brandelli case e capanni, ecco che questa trova una sua collocazione nella scena finale della demo, con Alan Wake, disperato, che cercava riparo sotto i fasci di luce di un faro abbandonato in riva all'oceano, dopo una corsa a rotta di collo a bordo di una jeep per le strade sterrate che si intrecciavano nella notte. Mentre il cataclisma si stava per abbattere su Alan, la demo si chiudeva con una voce che intimava al nostro eroe di svegliarsi, con le luci nella stanza della presentazione che venivano riaccese, lasciandoci una gran voglia di sapere come andrà a finire questa storia che da troppi anni aspetta d'essere raccontata.

Certezze

  • Una trama avvincente
  • Fisica applicata a tutto il fondale
  • Azione frenetica e adrenalinica

Dubbi

  • Eccessiva linearità

Alan, svegliati!

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