Bionic Commando - Anteprima  9

A distanza di vent'anni torna il cyborg dal braccio meccanico di Capcom (e non stiamo parlando di MegaMan), apparentemente dimenticato per tutto questo tempo. Ecco cosa possiamo attenderci...

Tre dimensioni e un uncino

Si mettano il cuore in pace i tradizionalisti intransigenti: anche Bionic Commando è passato attraverso il tipico processo di trasformazione in 3D. Abbandonata la vecchia grafica a due dimensioni, necessariamente si è dovuta trasformare la struttura stessa del gioco, che ora si presenta come un action game in terza persona. Alla luce di questo, l’elemento fondante del titolo diventa il braccio meccanico del protagonista: una sua implementazione sbagliata potrebbe appiattire Bionic Commando sullo sfondo dei mille giochi dello stesso genere usciti negli ultimi anni, senza riuscire a distinguersi per nessun motivo particolare. I Grin hanno ben presente la situazione, e anche il producer Judd ne è consapevole: questi ha infatti rivelato di aver dovuto provare diversi tipi di utilizzo del braccio meccanico, in modo tale che, nella trasposizione in 3 dimensioni, non si perdesse il punto focale dell’azione originale del gioco.
I risultati sembrano essere soddisfacenti: la protesi meccanica è assurta a vero e proprio cardine del gameplay, con un’ampia varietà di applicazioni e soluzioni di gioco basate su di essa. Non si tratta solo di agganciarsi alle sporgenze e dondolare come Spider-Man, ma anche di colpire i nemici in molteplici modi, spostare oggetti e molto altro.
In effetti, la maggior parte delle potenzialità del braccio non è ancora stata rivelata, ma per capire il suo ruolo centrale nello svolgimento dell’azione, basti sapere che è prevista la possibilità di aggiornamenti ed evoluzioni proseguendo nella storia, con conseguenti nuove abilità da aggiungere. L’uso del braccio dona una certa libertà d’azione al personaggio: l’uncino si attiva con il grilletto sinistro, ed è capace di reagire in modi diversi a praticamente tutte le superfici presenti negli scenari. Per donare maggior dinamismo, la mira è assistita, ma è possibile anche puntare precisamente, con l’analogico, a vari punti sullo schermo, con il mirino che assume forme diverse a seconda del tipo di comportamento che l’uncino assumerà sul bersaglio in questione: in questo modo è possibile agganciarsi, e a quel punto dondolare in aria, proiettarsi verso il punto di aggancio o volteggiare come l’Uomo Ragno tra le strutture che compongono l’ambientazione. Gli oggetti più piccoli possono essere spostati e lanciati, o utilizzati per colpire i nemici, con un’interazione pressoché completa con lo scenario circostante. Risulta palese come il braccio meccanico sia la vera anima del gioco, rispetto alla relativa banalità dell’azione con le armi da fuoco, altro elemento fondante del gameplay, ma decisamente meno originale.

Rinnegato

Non è stata solo la grafica ad avere acquisito una profondità, nella riproposizione del titolo in chiave moderna, ma anche la storia, il personaggio e tutta l’ambientazione appaiono decisamente al passo coi tempi. L’originale era un capolavoro di semplicità in tal senso: il protagonista Nathan Spencer è un soldato speciale inviato da solo a combattere contro i nazisti, fino allo scontro con Hitler in persona. La censura trasformò i nemici in “Badds” e il capo del Terzo Reich in “Mister D”, ma poco cambiava: si trattava semplicemente dello stereotipo del buono contro il cattivo supremo, senza troppe complicazioni nell’intreccio e nelle assegnazioni dei tipici modelli attanziali. La storia del nuovo Bionic Commando è invece tutt’altra cosa: sono passati 10 anni nel mondo di gioco, ma evidentemente tutto è diventato esponenzialmente più complesso. Dopo aver terminato la missione del primo capitolo, Nathan non ha modo di godersi alcuna ricompensa, trovandosi come tutti gli altri soldati cibernetici al centro di una grande caccia all’uomo. Si è deciso infatti che le modifiche meccaniche al corpo sono fuori legge, poiché troppo pericolose da gestire, e tutti coloro che ne hanno fatto uso devono consegnarsi e “rendere” alle autorità le parti del corpo rielaborate. La procedura non è certo indolore, poiché molte di queste armi cibernetiche sono in verità delle vere e proprie protesi, che sostituiscono gli arti originali dei soldati, pertanto molti di questi preferiscono fuggire e darsi alla clandestinità piuttosto che collaborare con il programma di “normalizzazione”. Nathan Spencer si trova dunque, all’inizio del gioco, privo del suo celebre braccio cibernetico. Non solo, è anche in cella, e in attesa di scontare la pena capitale per un crimine che, a quanto sembra, non ha nemmeno commesso. A smuovere la situazione arriva una terribile esplosione che distrugge quasi completamente Ascension City, città dove si trova il protagonista e da dove avrà inizio la storia, di conseguenza il nostro eroe sarà riammesso in servizio per cercare di contrastare l’enorme minaccia che si profila all’orizzonte. Certo, non siamo ancora ai livelli dell’intricato plot fantapolitico di Tom Clancy, ma se non altro lo stesso protagonista assume una profondità notevole, rispetto al passato, e con il proseguire della storia verranno alla luce anche alcuni elementi sui nemici che faranno cadere la classica opposizione dicotomica tra bene e male, in favore di uno scenario con sfumature ben più complesse.

Il cielo è il limite