Boulder Dash EX  0

Kemco e Vision Works ripropongono su GBA un grande classico degli Eighties, rinnovandolo nelle meccaniche e nella tecnica

I Diamanti sono i Migliori Amici…

La modalità principale per un solo giocatore si sviluppa attraverso sei mondi, ognuno dei quali caratterizzato da ambientazioni e nemici differenti. Il totale è di settantacinque livelli a visuale laterale, che nella maggioranza dei casi non si estendono oltre lo schermo del portatile e sono perciò visualizzabili nella loro interezza senza bisogno di scrolling. Il gioco consiste nel raccogliere una quantità variabile di diamanti, oculatamente disseminati nello stage, per poi dirigersi verso l’uscita, che nel frattempo sarà magicamente apparsa al raggiungimento della quota-gemme prestabilita. Si tratta in ogni caso di livelli “a scacchiera”, dove ogni elemento del gioco (il vostro personaggio, i diamanti, i nemici, rocce, power-up, ecc.) occupa una casella di questa matrice di quadrati.
La raccolta dei diamanti avviene in ottemperanza di alcune semplici regole: prima di tutto la legge di gravità, che tuttavia non influenza tutti gli elementi presenti sullo schermo. Ecco quindi che mentre il vostro personaggio può muoversi in tutte le direzioni e “scavare” in lungo e in largo lo stage per farsi strada verso le gemme, queste ultime cadono verso il basso se gli si leva il terreno su cui poggiano. E fino a qui non ci sono problemi, visto che i livelli sono delimitati da muri e i diamanti non possono scapparvi in ogni caso.
I problemi sorgono nel momento in cui si scava sotto alle rocce e non si presta attenzione alla loro caduta: è infatti sufficiente che una sola di queste vi precipiti sulla testa per vanificare la raccolta ed essere costretti a ricominciare daccapo. Anche la caduta di un diamante sulla testa del gatto Alex (il vostro personaggio) non è certo piacevole, ma l’incauta manovra non costa più di un dito d’energia. Ovviamente non mancano i nemici, che si differenziano per velocità e danno che arrecano, ma a distinguerli sono soprattutto i movimenti che possono effettuare: mentre alcuni compiono percorsi esclusivamente orizzontali, altri si muovono solo verticalmente ed altri ancora effettuano movimenti più articolati. Tuttavia gli schemi di movimento sono prestabiliti, e una volta riconosciuti permettono di comprendere facilmente il percorso dei nemici ed evitarne il pericoloso contatto.
Elementi essenziali per il completamento dei livelli sono i vari power-up disponibili, che occorre raccogliere e utilizzare con raziocinio, come la venatura puzzle del gioco comanda. Spazio dunque a bombe a orologeria per far fuori i nemici, e al piccone per sbriciolare rocce e muri altrimenti indistruttibili. Nuova, poi, l’opportunità di ruotare il livello di novanta gradi per volta, con tutte le conseguenze che ne derivano; certamente positive per la risoluzione di una situazione di gioco bloccata, ma anche pericolose per l’incolumità del felino, visto che sassi e diamanti ruzzoleranno per guadagnare una nuova posizione di equilibrio.

…dei Gatti!

Passando agli aspetti tecnici del titolo, bisogna dire che la grafica è appena modesta, anche se per la verità in nessuna occasione si sente il bisogno di un comparto grafico maggiormente appagante. Boulder Dash EX è fondato su un sistema di gioco ampiamente collaudato e valido, per il quale Vision Works ha studiato e implementato nuove soluzioni sicuramente riuscite, concorrendo al conseguimento del traguardo ultimo, ovvero quello di creare un gioco prima di tutto divertente.
Bonus aggiuntivo la presenza della versione integrale del capostipite della saga, quel Boulder Dash creato da Peter Liepa e Chris Gray, presentato nella crudezza degli originali otto colori su schermo e speaker gracchiante. Miele per i nostalgici.

Commento

Boulder Dash EX è un gioco vecchia maniera. Badate bene, lo è nella accezione più positiva dell’espressione. Anche ignorando le radici storiche da cui nasce, non è difficile coglierne lo spirito tipico dei coin-op che assediavamo negli anni ottanta, armati di tasche ricolme di monetine gialle con le quali si ingozzava il cabinato a furia di continue.
Un gameplay semplice ed intuitivo, unito ad un livello di difficoltà tutto sommato ben calibrato (seppur con picchi verso il basso che non il contrario), che tuttavia si riserva lo sfizio di impegnare il giocatore in una manciata dei settantacinque livelli. Si fa giocare e non si fa lasciare, è questo il punto di forza di questo titolo; un calibrato equilibrio di azione e logica riflessione che si rivela tutto sommato riuscito, anche solo per il fatto che, vi assicuro, non rinuncerete a risolvere i livelli più ostici, ostinandovi a trovarne la chiave di soluzione.
Da non sottovalutare, infine, la possibilità di rigiocare il classico Boulder Dash (1984) e la modalità Battle per più giocatori (con una sola cartuccia), sfide su livelli inediti contro altri tre amici o altrettanti avversari gestiti dal computer.

    Pro
  • Intuitivo
  • Godibile
  • Single Pak Multiplayer
    Contro
  • Tecnicamente modesto
  • Non difficilissimo

Sviluppato da Vision Works per Kemco, Boulder Dash EX porta sui luminosi (finalmente) schermi del GameBoy Advance un classico che probabilmente solo pochi ricordano, sebbene si stia parlando di un titolo apparso praticamente su tutte le piattaforme, nel periodo a cavallo fra gli anni ’80 e ’90. Non un semplice porting dell’originale, sia chiaro, tantomeno un remake, bensì un nuovo episodio della serie, ringiovanito graficamente e con la gradita aggiunta di alcuni elementi di gioco nuovi.
Per quanti non lo conoscessero o non ne conservassero un fresco ricordo, cominciamo col chiarire che Boulder Dash EX è principalmente un action-game, anche se una componente di puzzle-game si fa strada con l’avanzare dei livelli per divenire co-protagonista sul finire del gioco, dove si viene chiamati a ragionare prima di agire.