Brothers in Arms: Hell's Highway - Provato  18

Brothers in Arms torna su console next-gen e PC con la classica impostazione e alcune novità mirate ad allineare il gioco con gli ultimi best seller.

Ultimo giro di test prima dell'uscita anche per questo Brothers in Arms: Hell's Highway, sparatutto prodotto da Ubisoft e sviluppato dai poliedrici GearBox. Come già chiarito dalle precedenti anteprime, l'idea è stata quella di non sconvolgere le solide basi a cui la serie si appella oramai da anni, mantenendo la collocazione temporale ancorata alla Seconda Guerra Mondiale e prediligendo una volta di più l'impostazione tattica data al gameplay, con la possibilità di indirizzare i movimenti dei compagni oltre che i propri.
Quanto esibito durante la prova recentemente offerta, copriva le prime due ambientazioni che il giocatore si troverà ad affrontare iniziata la campagna: un tutorial da svolgersi all'interno di un ospedale abbandonato e un'azione tra prati e casolari, nei pressi della città di Zun, in Olanda, durante l'operazione Market Garden.

I primi passi

Con un uomo a terra e le esplosioni che saturano l'aria di polvere e rumore, così inizia Hell's Highway. Preso il controllo dell'alter ego e con affianco un altro soldato sopravvissuto, i primi minuti del tutorial riescono davvero a dare l'idea del risultato che GearBox vuole raggiungere con l'ultimo titolo: la notte tutt'attorno esalta l'illuminazione delle poche lampade ancora accese grazie a chissà quale gruppo di continuità, mentre piccoli fuochi bruciano negli angoli con la loro fiamma in grado di proiettare lunghe ombre. In questo scenario desolato, tra lettini rovesciati e finestre squartate, i primi passi sono attraverso corridoi liberi da ogni forma di vita ostile, tanto per prendere la mano, mentre arrivati in un androne, le porte cominciano a saltare e qualche timido nemico si affaccia, rivelandosi perfetto per calibrare la mira e dare le prime indicazioni all'alleato.
Davvero convincente questo scenario ospedaliero, quindi, con l'Unreal Engine 3 in grado di dare il meglio di sè negli spazi stretti e senza mostrare superfici eccessivamente lucide e poco realistiche come avvenuto in passato. Ovviamente il limitato numero di elementi su schermo non ne ha fatto una cartina tornasole perfetta, facendo sì che fosse la ben più ampia prima missione a mettere maggior carne al fuoco.
L'operazione Market-Garden, si diceva, uno degli attacchi aerei più spettacolari mai avvenuti e per questo molto adatto alla trasposizione videoludica. L'anno è il 1944 e quando, giunti a terra dopo un lungo volo planato, si scorgono la moltitudine di paracadutisti ancora in aria, l'immedesimazione è assicurata. L'idea di fondo resta quella di ripulire ogni possibile angolo della mappa, ma la presenza sulla stessa di almeno un paio di differenti vie - lungo la stradina che conduce a una casa o attraverso il cortile sul retro, ad esempio - concede una certa libertà, non fosse altro di elaborare alcune semplici strategie, come lasciare che i compagni nascosti dietro a un muretto ingaggino per primi lo scontro, per poi sgattaiolare alle spalle dei soldati tedeschi e concludere l'opera. Il minimo di logica richiesto per sbrogliare le più articolate matasse sembrerebbe essere ripagato dalla spettacolarità di molte situazioni, con una buona pianificazione iniziale spesso necessaria e non relegata a mero orpello.

Dentro l'azione