Il Metal salverà il mondo  67

Diamo un nuovo sguardo al Metallo Pesante di Tim Schafer (Provato)

Per parlarne se n'è parlato, e bene. Il problema principale di Brutal Legend è che strizzerà l'occhio a una cultura musicale, a personaggi ed eventi non così apprezzati da noi come potranno esserlo negli Stati Uniti. Un peccato, perché la colonna sonora, Jack Black e i lustrini messi in campo da Electronic Arts e Tim Schafer saranno solo una facciata - di pregio, ben inteso - a un'esperienza valida soprattutto dal punto di vista ludico, com'è stato possibile verificare ancora una volta negli uffici italiani del produttore. La prova si è sviluppata lungo tutta la prima parte di gioco, dal filmato d'apertura fino all'assegnazione della prima missione all'interno del sand box che farà da teatro allo sviluppo dell'esperienza. Una cavalcata lunga mezz'ora capace di riproporre quanto di buono già espresso nei paragrafi sottostanti,

su tutti una giocabilità ottima nell'unire immediatezza - tre attacchi principali suddivisi su due tasti e, come sempre, combinabili tra loro a mano a mano che si otterranno nuove combo, oltre ad uno schema dei comandi standard, a telecamera libera e con il grilletto destro deputato ad agganciare il nemico - e varietà, con la più classica delle azioni a terra, tra decine di nemici da abbattere a colpi di ascia o pennate di chitarra, ad alternarsi con sezioni in macchina dal sapore platform e altre più coreografate, come quella a cavallo di uno strano portantino a otto zampre aracnoideo. La breve scampagnata all'interno dell'area aperta non ne ha permesso una completa analisi ma la certezza è quella che sarà usata come meta livello dal quale accedere alle singole missioni, un di più in grado di dare fluidità a un'esperienza che anche nelle sue fasi da hack and slash puro non rinuncerà a pennellate di colore prese da altri generi, suggestioni come quelle evocate dalla capacità di comandare alcuni scagnozzi attraverso una serie di comandi di crescente complessità. Dinamica, quest'ultima, che verrà adottata anche in multiplayer, con i singoli giocatori impegnati nella creazione di un piccolo esercito e poi nel suo utilizzo per distruggere l'altrui armata. Tecnicamente si conferma ancora una volta l'eccellente impatto dato, più che da da uno sfoggio dei muscoli, dall'abile unione di un'ottima fluidità a una direzione artistica ispirata, forte nel creare contrasto tra uno stile fumettoso e grandi dosi di violenza.
Insomma se il buongiorno si vede dal mattino, Brutal Legend potrebbe essere una gran bella giornata; aspettando che quanto detto venga confermato e sperando che anche fuori dalla nativa America ci sia qualcuno alla finestra.

E3 2009

Pad alla mano, Brutal Legend è una vera chicca. Provate a immaginare un free roaming come Grand Theft Auto ambientato in una terra popolata di demoni che, al posto del naso hanno marmitte variamente attaccate al corpo, o di sacerdotesse infernali con inserti di metallo lucente al posto di gambe e braccia, che si arrampicano su montagne composte da cumuli d'ossa. In questo contesto inserite il protagonista ritagliato sulle fattezze di Jack Black, con tutto il suo carico d'ironia, che corre e salta armato di una chitarra rock e di un'ascia con cui si fa largo a suon di colpi speciali incontrando i personaggi più assurdi, sostenendo conversazioni surreali.
Se riuscite a seguire il filo logico di queste righe, avrete l'idea di quello che si prova giocando a Brutal Legend, che si fa notare per fondali con una linea visiva molto profonda e pieni di elementi distintivi, come torri immense o montagne intagliate con le forme più stravaganti. Com'è facile intuire dai video, siamo dalle parti di un gioco d'azione sulla falsariga di un action alla Devil May Cry, in cui però il protagonista esplora liberamente l'area, attivando di tanto in tanto eventi prefissati e scontri con boss giganti da sconfiggere con l'ascia portata sul groppone e con gli assoli che partono dalla chitarra portata a tracolla. La demo presente alla fiera, includeva lo scontro alla fine del quale l'eroe assemblava un auto con cui muoversi più velocemente e arrotare i demoni lungo il cammino.

La varietà della struttura è tale da mettere in pista oltre il normale girovagare per la mappa, anche delle sequenze di guida su percorsi, che, per fortuna, risultano bilanciate e mai frustranti senza alterare lo scorrere degli eventi. Le chicche non si fermano qui, visto che per potenziare la macchina, ci siamo dovuti dirigere ad un portale da attivare con un minigioco simil Guitar Hero (bisogna premere a tempo dei tasti per far eseguire un assolo a Jack), oltre il quale a mettere le mani sul nostro bolide s'è presentato niente meno che la versione digitale di Ozzy Osbourne.
Brutal Legend si conferma una delle sorprese di questa stagione e un gioco da tenere d'occhio, lungo la strada che porta all'Ottobre di quest'anno.

My bloody Clementine

E' impossibile che esista qualcuno che non conosca il geniale Tim Schafer, ovvero la mente dietro titoli che hanno fatto la storia come Monkey Island, Day of the Tentacle, Full Throttle, Grim Fandango e più recentemente il bello ma sfortunato Psychonauts. Titoli bizzarri e originali, con il comune denominatore di un grande humour che pervade ogni linea di codice, ogni singola schermata. Questa volta, ha deciso di rivolgere le sue attenzioni al mondo dell'Heavy Metal, uno dei suoi interessi principali sin da ragazzo, e lo fa con un gioco pieno di riferimenti a personaggi e band storiche, che riduttivamente è possibile definire come un action adventure, ma che va oltre i limiti imposti da una semplice schematizzazione dei generi. Il protagonista del gioco è Eddie Riggs, il più grande tra i roadie in attività, che dopo un piccolo incidente mentre stava accordando una chitarra (il suo sangue cola sulla fibbia della cintura che non è altro che un potente amuleto) viene trasportato in un mondo fantasy, di chiara ispirazione Epic Metal nordico, dominato e vessato da Lord Doviculus. La vena umoristica del titolo viene da subito esplicitata dall'attore scelto per dare la voce e le fattezze a Eddie, quel Jack Black visto in molte commedie come Tropic Thunder, Tenacious D e ovviamente School of Rock. Di fatto tutto il gioco è puntellato dai suoi commenti sagaci alle azioni, e come se non bastasse le cut scene, impreziosite da un'ottima regia, fanno decisamente ridere grazie all'ottima mimica facciale e alle situazioni paradossali raccontate, con uno stile debitore per messa in scena a certe situazioni viste nei Simpson e nei Griffin. Le sezioni mostrate su Xbox 360, ma non provate purtroppo, commentate da Tim Schafer stesso, ci hanno fatto vedere buona parte delle meccaniche di gioco, svelando qualcosa in più rispetto alle poche informazioni uscite sinora. La demo iniziava con un sorpreso Eddie che si svegliava in un tempio durante un rito ufficiato da un gruppo di druidi vestiti con un mantello rosso, i quali hanno tentato subito di ucciderlo, ma qui il protagonista ha trovato subito le sue armi, una gigantesca ascia bipenne, chiamata Separator e una chitarra a V dal poetico nome di Clementine. Lo scontro ha mostrato un combat system decisamente intuitivo, con un tasto per l'attacco all'arma bianca, mentre con un altro si eseguono gli assoli di chitarra, mezzo necessario per scatenare le magie nel gioco. Abbiamo potuto osservare un attacco elettrico e una sorta di terremoto, ma si presume che proseguendo nel gioco si sblocchino nuove magie e nuove combo, da usare contestualmente anche coinvolgendo l'ambiente circostante. Fatto fuori il gruppo di officianti, non prima però di aver fatto un apprezzamento poco galante al demone donna, dal viso simile ad un Nazgul, ma dal corpo di modella, ci si è dati alla fuga verso la valle sottostante su uno strano mezzo a quattro zampe, simile agli elefanti e ai cavalli dalle lunghissime gambe di Dalì, solo che questa volta, uno schifato Eddie è stato costretto a sedersi su di un abitacolo a forma di sfintere! A valle, Eddie ha fatto conoscenza con il primo dei suoi alleati, una ragazza di nome Ophelia, infiltrata nei ranghi dei druidi. Qui è stato possibile vedere una serie di attacchi concertati tra i due eseguibili mediante la pressione dei tasti A e X, che hanno portato alla rapida eliminazione dei nemici. L'idea alla base della serie di alleati che Eddie incontrerà nel gioco è che tutti siano della superstar rock "sbandate", orfane del roadie, figura necessaria per realizzare i concerti, un tipo alla McGyver, capace insomma di aggiustare, costruire, e rimediare qualunque cosa, accordare gli strumenti e spostare pesanti amplificatori. Eddie quindi, è il messia, ma anche il tuttofare che aspettano, il comandante di cui hanno bisogno per guidare la riscossa degli umani contro Doviculus.

Rivoluzione!

La sezione successiva ha mostrato il mezzo di locomozione del gioco, una fiammante Hot Rod anni cinquanta evocata da Eddie con un assolo, fermandosi in un antico tempio in rovina. Ad una basita Ophelia non è restato altro che osservare un Eddie tutto intento a costruire il mezzo, il quale con sigaretta, mano lesta e sguardo piacione l'ha invitata a salire a bordo. La macchina, passibile di upgrade, è necessaria per viaggiare nell'esteso mondo di gioco, visto che nonostante una certa linearità di fondo il giocatore ha la libertà di scegliere se impegnarsi in un buon numero di missioni secondarie, utili tra l'altro per sbloccare le canzoni metal, da ascoltare nella radio della vettura. Raggiunto rombando l'ennesimo tempio si è fatta la conoscenza del primo boss del gioco, una sorta di enorme serpente borchiato legato al centro dell'enorme stanza, il quale, dopo aver evitato i suoi attacchi è stato abbattuto scendendo dalla vettura, e tagliando con l'ascia delle minuscole e sinuose gambe da donna. Sfuggiti ad un terremoto che ha fatto crollare in testa al serpente buona parte del tempio, si è arrivati al villaggio di Ophelia.

Qui Eddie ha incontrato Lars, modellato sullo stereotipo del metallaro svedese biondo, decidendo di imbracciare definitivamente la causa degli umani. La missione successiva era ambientata all'interno di una miniera, in cui Lord Doviculus ha rinchiuso ai lavori forzati gli uomini del paese. Con una divertente trovata tutti gli uomini, con bandana rossa alla Axl Rose, erano intenti a fare headbanging sulle pareti per estrarre il metallo, col risultato di essere dotati di un enorme collo e di una testa piccolissima! Dopo una sorta di riunione sindacale conclusasi con la domanda al giocatore Start a revolution? Now? Or Later?, buona parte dei lavoratori, i veri metallari duri, hanno deciso di unirsi alla resistenza, mentre gli altri, caratterizzati da un look glam anni ottanta, molto hair metal alla maniera dei Van Halen, hanno chiamato le guardie, innescando una gigantesca lotta all'interno della miniera. Il gioco ha mostrato quindi il suo lato alla Overlord: di fatto Eddie può dare dei semplici ordini ai propri soldati, che possono avanzare (attaccando in automatico), fermarsi a coprire una zona o attaccare direttamente, e se necessario disporsi in circolo intorno al protagonista per coprirlo. La sezione terminava in una enorme grotta, in cui bisognava liberare altri schiavi da un'enorme ruota dentata, ricorrendo ovviamente alle proprie doti di condottiero. Non potendo provare personalmente il gioco è difficile dare un giudizio di merito sull'intelligenza artificiale della truppa, ma per quello che si è visto, non sembra ci siano problemi di pathfinding, nè di blocchi improvvisi se un qualche ostacolo ostruisce il percorso. La presentazione del gioco terminava con una sezione shooter a bordo di Deuce, l'Hot Rod dotato stavolta di una coppia di minigun frontali in cui Eddie doveva coprire il tourbus degli amici Iron Heade inseguiti da una schiera di demoni motociclisti.

Metallo Pesante

Dopo aver parlato a lungo di gameplay, è giusto spendere qualche parola sulla grafica. Il lavoro svolto dai ragazzi di Double Fine Productions è sicuramente apprezzabile, realizzato a partire da un engine proprietario, ma non fa gridare al miracolo. Gli spazi aperti, non sono particolarmente dettagliati, nè pieni di costruzioni e oggetti a puntellare il vasto mondo da esplorare. Al contrario, le miniere denunciano una lavorazione di grande pregio, piene di effetti particellari, blur a sottolineare le aree più "calde", con buoni giochi di luce ed ombra. Il vero punto di forza visivo di Brütal Legend, più che la fredda conta poligonale, è lo stile, e qui si è di fronte ad un piccolo gioiello di inventiva e originalità. La proposizione di intenti di Schafer, ovvero quella che prometteva che tutto nel gioco deve ricordare una copertina di un album metal, è stata rispettata, con un tripudio di teschi, borchie, tatuaggi e tutto quel tipo di immaginario da metallo pesante nato negli anni settanta. Più in generale è possibile dire che sembra di trovarsi di fronte ad un cartone animato "metallaro", dalla grafica fumettosa, con un character design di grande impatto, mai banale, capace di stravolgere con genialità stereotipi rock vecchi e consumati.

Senza compromessi la colonna sonora, il meglio dell'heavy metal, con gruppi del calibro di AC/DC, Judas Priest, Motorhead, Iron Maiden, Black Sabbath e molti altri. Su tutto, come scritto precedentemente spicca la componente ironica, che si trova un pò dappertutto, sia nei lunghi dialoghi, sia nelle scenette paradossali tra i protagonisti, sia nei momenti in cui vengono presentati per la prima volta i vari personaggi del gioco, come quando il belloccio biondo Lars, arrivati al villaggio, lo si trova nell'altissima e gigante colonna a forma di aquila, intento a scrutare l'orizzonte come se fosse un navigato ammiraglio. Questo primo assaggio di Brütal Legend ci ha dato insomma sensazioni positive, ironico al limite del demenziale con un un gameplay molto vario, lineare ma con molti spunti quasi free roaming, il nuovo gioco di Tim Schafer potrebbe essere una delle sorprese di fine anno. Le uniche perplessità, fugate al più presto da una necessaria e tempestiva prova, riguardano in che modo le differenti tipologie di gioco possano fondersi coerentemente, ma soprattutto, visto il precedente di Psychonauts, si spera che la peculiarità dell'ambientazione e dello stile non allontanino chi non ama il metal, perchè oltre alla musica c'è molta sostanza e tanto da ridere!

CERTEZZE

  • Ottimo sistema di combattimento
  • Ironico al limite del parodistico
  • Un vasto mondo da esplorare

DUBBI

  • L'ambientazione potrebbe allontanare molti utenti che non apprezzano il metal