Crash Nitro Kart  1

Crash è quasi pronto a scendere in pista per sfidare Mario: riuscirà nella titanica impresa di scalzare il re dei Kart dal suo trono? Scopritelo nella nostra anteprima

Delle idee molto confuse...

Uno dei problemi che affliggeva Crash Team Racing era l’anonimità dei personaggi. Infatti, pur vantando un protagonista di tutto rispetto e due o tre comprimari piuttosto conosciuti, gli altri concorrenti erano inediti o poco ispirati, a volte entrambe le cose. Questo difetto, se così si può definire, persiste anche su Crash Nitro Kart. Alcuni giochi di questo tipo non riuscirono ad avere successo, nonostante un buon gameplay, proprio per colpa della scarsa celebrità dei personaggi, come ad esempio Crazy Racer della Konami. Dal canto suo Crash Nitro Kart non offre nemmeno una buona giocabilità. Il sistema di controllo è ormai collaudato, con R si effettuerà la derapata che, se eseguita egregiamente, garantirà una leggera accelerazione all’uscita della curva. A e B saranno adibiti rispettivamente al gas e al freno, mentre X e Y serviranno ad utilizzare gli oggetti che troverete lungo i tracciati. Proprio questi ultimi sono il difetto principale del gioco, infatti, più che pensati per un gioco di Kart, sembrerano esserlo per un titolo alla F-Zero. Lunghi rettilinei, curve paraboliche e giri della morte, niente a che vedere insomma con lo stile di guida dei kart, che richiede curve repentine, salti e via dicendo. Anche i Bonus, necessari a garantire una certa imprevedibilità ad un racing game di questo tipo, non reciteranno una parte da protagonisti.
In Crash Nitro Kart come in F-Zero bisognerà cercare di fare pochi errori e di sfruttare nel miglior modo possibile i turbo e gli zipper, che sono delle frecce presenti sulla pista che fruttano, passandoci sopra, un’ulteriore accelerazione. C’è però un insormontabile problema di fondo, cioè che il gioco in esame non va nemmeno alla metà della velocità di F-Zero e le piste di conseguenza risulteranno inevitabilmente noiose. Per amalgamare una giocabilità e un track design adatti a giochi di corse completamente diversi servirebbero mani sapienti, e difficilmente realizzerebbero un buon prodotto. Figuriamoci la Vicarius Vision, team al quale la Vivendi ha affidato al compito di portare avanti lo sviluppo di Crash Nitro Kart.
Le fondamenta del gioco sono pessime, al contrario delle modalità inserite che sarebbero di tutto rispetto. Ci sarà un’avventura singola alla Diddy Kong Racing, con tanto di Boss finale col quale gareggiare, ci sarà il Trial e i classici Gran Premi. Non mancherà nemmeno la varietà nelle sfide multiplayer, infatti Crash Nitro Kart presenta, oltre che l’immancabile Versus, anche la Battle e altre modalità non ancora rese note. Le piste saranno probabilmente diciassette e avranno delle ambientazioni molto diverse tra loro, ci saranno percorsi nel deserto, tra le montagne e soprattutto in città futuristiche.
La grafica non è per niente entusiasmante. Lo stile è il solito fumettoso, il design delle vetture pessimo, così come quello della maggior parte delle piste, i modelli poligonali accettabili. Le texture sembrano appartenere ad una console della passata generazione, così come gli effetti luce.

Crash Nitro Kart VS Mario Kart: Double Dash

Crash Nitro Kart, a pochi giorni dalla sua uscita, sembra presentare pochi aspetti positivi e uno scarso margine di miglioramento. Il gioco appre votato a fare affidamento più sulla celebrità del suo protagonista, che su reali caratteristiche di rilievo. Il passaggio a Vivendi, con l'abbandono di Naughty Dog, ha determinato un deciso peggiorato qualitativo della saga per quanto riguarda le sue versioni a piattaforme, ma finora il pubblico l’ha sostenuta; sarà interessante vedere per quanto ancora continuerà a farlo. E’ necessario ricordare che il titolo è multipiattaforma, e forse su Xbox e Play Station 2 riuscirà comunque ad ottenere un discreto successo. Su GameCube invece le possibilità di essere notato tendono pericolosamente allo zero, visto che Mario Kart, il gioco che ha venduto milioni e milioni di copie in tutto il mondo riuscendo a divertire ogni singolo acquirente, sta per tornare proprio in contemporanea con Crash.
Questo inverno, se sentirete parlare di kart, non sarà con ogni probabilità grazie al peramele.

Da mascotte della PSX a misero platform multipiattaforma, questa in sostanza è la storia di Crash. Nato anni or sono per la console a 32bit della Sony negli studi della Naughty Dog, per mano di Jason Rubin, Crash vanta un glorioso passato nel quale seppe contrastare figure storiche del firmamento videoludico come Mario, Sonic o Rayman. Qualitativamente parlando forse non si attestava sui livelli eccellenti dei giochi appena citati, ma era comunque un buon gioco che, con tutti e tre i capitoli, riusci a guadagnarsi la nomea di vero blockbuster. Come per ogni personaggio che si rispetti, Crash è stato anche protagonista di due Spin off della serie, uno sullo stile di Mario Party, da evitare, e uno su quello di Mario Kart, che era al contrario un ottimo prodotto. Il suo titolo era Crash Team Racing e probabilmente era più spirato a Diddy Kong Racing che non al gioco Mariesco, in quanto presentava una modalità single player in tutto e per tutto simile a quella del titolo della rare, con oggetti da guadagnare vincendo corse e boss da sfidare a duello.
Le belle storie finiscono qui. Nel passaggio da PSX a PS2 la Naughty Dog decise di cedere i diritti di Crash alla Vivendi Universal, che fin da subito scelse di renderlo un gioco multipiattaforma. Il primo Crash a vedere la luce dopo l’era Naughty, su GBA, è stato un titolo tutt’altro che brutto. Risultato diverso invece per il primo platform 3d a 128 bit, che nonostante abbia ricevuto una calda accoglienza dal pubblico, era malapena accettabile.
Purtroppo Crash Nitro Kart sembra andare anche lui verso quest’ultima direzione.