Delta Force: Black Hawk Down - Team Sabre  0

Pensavamo di aver concluso la nostra missione ma, in realtà, non è così. Purtroppo (per noi soldati, s'intende) siamo piaciuti a molte persone e sono stati richiesti nuovamente i nostri servigi… così eccoci di nuovo con un fucile sotto braccio alla ricerca di nemici da mandare all’altro mondo.

È l’ora di un po’ di piombo

La versione preview pervenutaci permetteva di provare buona parte di quello che ci attenderà nella versione finale. Sin da subito si nota che nulla è stato stravolto rispetto all’originale e che la semplicità e l’immediatezza dell’azione sono rimasti gli elementi fondamentali su cui si regge il prodotto. Selezionata la missione e selezionate velocemente le armi da portarsi dietro, il tutto grazie a menù che definire intuitivi è un eufemismo, iniziamo a svolgere i nostri compiti. Anche l’azione in game non ha subito alcun cambiamento sostanziale e tutte le innovazioni presenti vanno ricercate a livello di map design. In uno dei livelli testabili ci siamo ritrovati a combattere nella jungla dopo essere stati trasportati da degli elicotteri, insieme alla nostra squadra. I difetti principali dell’originale che, volendo, per alcuni videogiocatori possono essere dei pregi, si sono subito ripresentati: pur essendo uno sparatutto tattico è fin troppo facile trovarsi in situazioni che non fanno rimpiangere Doom e soci con sparatorie fin troppo frenetiche e nemici con la mira degna delle trooper di Guerre Stellari (quindi incapaci di colpire un elefante in una gabbia); come nel titolo principale è impossibile dare ordini alle truppe che, comunque, si dimostrano particolarmente intelligenti e preparate; i veicoli esplodono sempre in seguito a pochi colpi di mitragliatore e, infine, non è raro avere la meglio su decine di uomini ben armati pur essendo allo scoperto con il nemico in buona posizione strategica. Tolti questi problemi immediatamente individuabili l’azione rimane quella che abbiamo amato in Black Hawk Down. Così, superato il primo livello e preso possesso di un villaggio occupato dai guerriglieri vi ritroverete a giocare gli altri con un’inerzia già provata che spinge a rimanere con questo titolo per ore di fila senza annoiarsi. Fortunatamente le nuove mappe sono ben realizzate (soprattutto quella in cui si sorvola una città nel deserto sparando sui terroristi mi ha veramente impressionato) e abbracciano tutte le situazioni tipiche del genere: dal già citato assalto nella giungla fino alla guerriglia urbana notturna (con i nemici che non ci vedono finche non ci sono addosso mentre noi possiamo farli fuori in tutta calma grazie al classico visore notturno) passando per uno sbarco non troppo tranquillo (con tanto di battaglia contro le navi nemiche).
Tecnicamente non c’è nulla da segnalare di rivoluzionario… stiamo sempre parlando di add-on e non di un gioco nuovo vero e proprio e, quindi, non si poteva pretendere molto di più. Certo, a distanza di più di un anno dall’uscita di Black Hawk Down, il motore grafico non fa certo gridare al miracolo (già all’epoca non era nulla di rivoluzionario) e è innegabile che sia surclassato da quello di un Vietcong o di un Rainbow Six 3; anche se, ad onor del vero, fa ancora il suo dovere e riesce anche a disegnare più di qualche scenario interessante.
Se avete amato l’originale non potete non aspettare questo pacco che si presenta come un’essenziale aggiunta all’esperienza di gioco originale. Per dare un giudizio finale, però, occorre attendere la versione definitiva completa di tutte le feature che saranno disponibili.

Quando vendono state sicuri che ritornano…

Il mercato di massa prevede che, se qualcosa ha successo, va spremuto fino in fondo (sempre tenendo conto della dimensione di questo successo, ovvio). Il fatto che negli ultimi anni si siano moltiplicati i pacchi d’espansione per i giochi più importanti è un segnale preciso di quello che i videogiochi oggi sono. In certi periodi dell’anno sembra svilupparsi una vera e propria guerra dei pacchi che vanno ad arginare la carenza di titoli nuovi di un certo rilievo. Ma non andiamo troppo lontano con le riflessioni su quello che, comunque, resta più che altro un modo, per le software house, di sfruttare ulteriormente un titolo già di per se redditizio consentendo contemporaneamente agli appassionati di continuare a giocare con il gioco che hanno amato.
Così arriviamo all’oggetto di questo articolo: la preview dell’atteso pacco di espansione per il discusso “Delta Force: Black Hawk Down” chiamato “Sabre Team” per l’occasione. Nella versione finale del prodotto potremo scegliere se far parte delle armate USA o delle forze speciali Britanniche prendendo parte a ben due nuove campagne per giocatore singolo: una ambientata nella jungla colombiana (indovinate contro chi?) mentre l’altra è ambientata nell’onnipresente Golfo Persico che ormai gli amanti degli sparatutto tattici conoscono a mena dito.
Le missioni che dovremo portare a termine sono quelle di sempre: distruggere una raffineria dei signori della droga, recuperare degli ostaggi tenuti prigionieri dai guerriglieri e infiltrarsi in un campo nemico. Ovviamente sono state previste nuove armi (H&K G2A3, H&K G3&E e H&K PSG1) e aggiunte alcune situazioni non presenti nel titolo principale come l’essere trasportati da elicotteri. Se tutto ciò non bastasse i ragazzi della Novalogic hanno aggiunto ben trenta nuove mappe multiplayer.