Diario del CapitanoDiario del capitano 

Diario del capitano

Problemi di connessione stanno colpendo ovunque un po' in tutta Italia i collaboratori di Multiplayer.it: io mi ritrovo nel bel mezzo di un ritorno al passato dopo che la mia adorata Alice si rifiuta di superare i 2 KB al secondo in download e mi ha costretto a riattaccare un impolverato modem ISDN alla borchia, mentre il nostro Matrascia va avanti nella sua giornata a colpi di email, anche lui paralizzato sul lavoro per un blocco delle connessioni in uscita.
Ma non è di questo che volevo parlarvi, tantomeno della mia prima presenza nel nuovo diario di Multy (nuovo si fa per dire, visto che ormai sono passati più di tre mesi dalla messa in onda del nuovo layout), ma dell'ottima recensione di Command & Conquer: Generals che da poche ore è online in home page e su cui si è esibito con grande maestria il nostro Francesco Guglieri.
Non ho mai smentito chi mi accusava di avere dei gusti in termini di videogiochi assolutamente allucinanti, quindi mi capita assai raramente di trovarmi in accordo con le varie nostre pubblicazioni (e non solo). Ma probabilmente complice il mio amore sconsiderato verso tutta la saga creata dalla defunta Westwood (ad esclusione della tragica divagazione avuta con Renegade), non ho potuto fare a meno di notare quanto le parole di Francesco, soprattutto nell'introduzione e nel commento finale, riuscissero a rappresentare alla perfezione cosa è veramente Generals: un capolavoro assolutamente mancato. Molto più di Unreal 2 o di Unreal Tournament 2003 (perchè io tali li considero), molto più anche di Age of Mythology (sempre secondo il mio punto di vista), perchè sarebbe bastata prendere una decisione per raggiungere l'eccellenza: potenziare gli elementi che hanno reso un cult l'universo strategico di C&C oppure sterzare di brutto e affrontare un gameplay nuovo, molto più immediato e allo stesso tempo strategico (come ci ha abituati WarCraft 3).
E invece non riusciamo ad avere un puro sangue: una via di mezzo che cerca inesorabilmente di attingere il meglio dalle due possibilità ma che, in questo modo, si priva di una vera identità. E' un male? Non so, e comunque non credo, perchè Generals l'ho giocato con grande gusto, complice la grafica a dir poco sbalorditiva, e le peculiarità delle tre fazioni disponibili, che ti permettono di affrontare veramente il gameplay in tre modi differenti (o comunque poco ci manca). E questa differenziazione riesce a inondare anche il multiplayer, su cui torneremo nelle prossime settimane, e che finalmente riesce a concentrarsi sulle reali abilità del giocatore, superando l'incredibile lunghezza dei match dei due predecessori Red Alert e Command & Conquer e potenziando al massimo la strategia e la tecnica di gioco concesse dalla fazione utilizzata.
Certo, lo confesso anche io che siamo lontani ancora chilometri dall'esponente massimo di questa tatticità multiplayer, StarCraft, che personalmente non adoro forse per quella totale assenza di colori dovuta alla grafica scarna (qualcuno mi vorrà male per questo), ma che riconosco essere il massimo in termini di RTS, ma sono convinto che Generals riesce a difendersi alla grande e nella sua indecisione di fondo, riesce a potenziare almeno l'aspetto multigiocatore della saga, unica possibilità di compensare veramente quella perdita di longevità che sempre ha contraddistinto Command & Conquer in tutte le sue fragranze.

Pierpaolo Greco, Responsabile Notizie.

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