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Diario del Capitano

Ogni tanto è bello pensare che le cose possano cambiare, o che magari siano già cambiate. E che il mondo dei videogiochi possa invertire di colpo il trend, da anni e anni in atto, della sequelizzazione selvaggia e tornare a uno stato superiore di purezza, con idee e giochi sempre nuovi e freschi. Così com'è bello pensare che a invertire il trend siano proprio le alte sfere, che sulla sequelizzazione selvaggia e sullo sfruttamento all'osso di un brand hanno guadagnato e continuano a guadagnare miliardi, arrivando a licenziare designer per presunta mancanza d'innovazione. Però, anche se è bello in un angolino della nostra mente pensare che le cose stiano così, la realtà è ben diversa. Le teste cadono se i giochi non vendono, tutto qui: dell'originalità alle alte sfere interessa ben poco. E l'allontanamento di Jeremy Heath-Smith, cofondatore di Eidos e uno dei papà della saga di Tomb Raider, nonchè principale responsabile di Angel of Darkness, ha ben poco a che fare con l'assoluta mancanza di originalità dell'ultima avventura digitale di Lara Croft: Heath-Smith è stato licenziato semplicemente perchè non è riuscito a rispettare la data di uscita e a lanciare il nuovo Tomb Raider prima di fine luglio, salvando il disastroso anno fiscale di Eidos. Nulla di nobile quindi, solo business.
E tra un annetto ci troveremo con un nuovo Tomb Raider, peraltro già in programmazione, sempre rigorosamente uguale a sè stesso. E la gente continuerà a comprarlo, come sta acquistando Angel of Darkness, attualmente in cima a tutte le classifiche di vendita (e perchè stupirsi, se ci è rimasto per settimane Enter the Matrix...), e le teste cadranno solo se gli azionisti non saranno contenti.
Insomma, l'originalità centra ben poco. Purtroppo.

Mauro Fanelli, responsabile editoriale area console.

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