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Diario del Capitano

Alcune settimane fa ho partecipato ad una conferenza a Milano, realizzata in collaborazione tra Multiplayer.it e un'agenzia di comunicazione, in cui il tema centrale erano i videogiocatori.
Alcuni di voi ricorderanno sicuramente il grande sondaggio dello scorso anno in agosto/settembre con oltre cinquanta domande che spaziavano dall'età al genere di gioco preferito. Ebbene da quel sondaggio sono emerse ben quattromila risposte, o meglio quattromila moduli correttamente compilati, da quattromila persone diverse. Dopo aver fatto le adeguate scremature, comunque rimanendo sotto il 5% di risposte palesemente inattendibili, quello che è emerso è stato un profilo di grandissimo interesse, come hanno testimoniato le oltre cinquanta persone, tra giornalisti e operatori del settore, intervenute ad ascoltare dati e percentuali della ricerca. Quello che segue è un estratto del mio discorso, spero lo apprezziate anche voi.

Milano, 18 giugno 2003
Partendo dalla comune passione per i videogiochi tra le nostre pagine, nei nostri Forum (la moderna versione della bacheca degli annunci) si sono formate relazioni lavorative, amicizie e amori.
Attualmente, sei mesi dopo aver inaugurato la registrazione, che io amo definire “Abbonamento gratuito”, la popolazione ha raggiunto oltre centomila unità diverse.
L’esperimento di cui parleremo oggi è riferito a queste centomila persone (e ad altre duecentomila circa che si stanno registrando giorno dopo giorno) ma si basa su un totale di 3980 persone, che volontariamente si sono sottoposte alla fine dello scorso anno a circa cinquanta domande il cui scopo era sapere esattamente quello che vi diremo oggi.
Chi è dunque il videogiocatore?

Come vedete il videogiocatore è una persona assolutamente normale. Potremmo dire che è uno stato latente in ognuno di noi, talvolta espresso, talvolta nascosto. E’ come dire: chi guarda la televisione? La risposta che otterremo comunemente sarebbe “chiunque”. E’ evidente che sono in particolare persone giovani i videogiocatori, giovani in quanto più in grado di aver recepito, dalla fine degli anni ’80 questa nuova forma di intrattenimento. Si arriva quindi piuttosto frequentemente ai quarantenni padri di famiglia professionisti, che comprano la console al figlio (o ai figli) ma poi ci giocano il sabato sera con altri padri di famiglia.
Il videogioco, esattamente come il cinema, tende a rappresentare situazioni o vicine alla realtà o paradossali, adeguandosi ai gusti della gente. Troviamo quindi le simulazioni sportive, che alzano molto la media anagrafica (specialmente quelle automobilistiche, calcistiche e simulazioni di volo) e gli arcade giovanili.
L’8% dei videogiocatori, e dei lettori di Multiplayer.it dunque, è donna. Questo dato si è mantenuto particolarmente costante anche alzando il campione. Negli ultimi anni alcune tipologie di giochi si sono ritagliate uno spazio nell’universo femminile. Uno fra tutti è la “simulazione di famiglia”, una moderna reinterpretazione della “casa delle bambole” degli anni ‘60-’70. Diverse migliaia di donne, più o meno giovani (e qui la media d’età è più alta rispetto agli uomini) si aggregano per discutere di questo tipo di giochi. Non raro il caso di coppie di videogiocatrici formate da madre-figlia.
Mediamente l’età del videogiocatore si aggira sui 23 anni, ma tiene presente l’enorme incremento della fascia giovane dovuta ai nati in pieno pre-boom tecnologico (nati alla fine degli anni ’80). Il videogiocatore per questo motivo mediamente è studente, diplomato diretto verso la laurea o in corso di diploma.
Un 15% è sposato, segno che il videogioco rimane un polo di aggregazione nelle unità domestiche moderne.
Piuttosto interessante è la distribuzione geografica dei videogiocatori. E’ evidente la concentrazione nel Centro-Nord, rispecchiando così la distribuzione dei normali utenti Internet e della diffusione della banda larga. Poli di aggregazione particolari sono le grandi città come Roma, Bologna, Firenze, Milano, Torino, Napoli e Cagliari. Il dato più interessante è comunque anche la diffusione nelle province medio piccole del Centro Nord. Combinazione vuole che questi stessi lettori siano i maggiori acquirenti su Internet, a causa della scarsezza di punti di approvvigionamento sul territorio. Più si scende verso Sud, maggiore è la concentrazione nelle grandi città come Taranto, Bari, Palermo e Catania.
Il 55% dei navigatori-videogiocatori è ancora, purtroppo, dotato di connessione analogica o ISDN. Va precisato che questo dato risale al periodo immediatamente precedente alle massicce campagne pubblicitarie di Telecom Italia e Wind sul passaggio alla connessione economica ADSL. Ci siamo ripromessi di approfondire questo punto in un prossimo sondaggio. Riteniamo che queste campagne di sensibilizzazione al broadband o banda larga e la fine di offerte FLAT sulle connessioni analogiche-ISDN possano aver mosso questa percentuale di 10-15 punti a favore della banda larga.
Rimane comunque molto elevato il numero di videogiocatori dotati di connessione tradizionale, con tutte le ricadute negative del caso: mancata massificazione del gioco multiplayer online, scarsa diffusione dei cosiddetti MMORPG (giochi di ruolo online in mondi persistenti), ampie preferenze per forme di informazione tradizionali (cartaceo e televisivo). Rispetto al 95% di un campione NON videogiocatore si può notare la notevole differenza a favore della banda larga, anche a causa della maggiore informatizzazione.
Com’era prevedibile il cellulare è diffuso nel 98% del campione. Un altro dato interessante è la diffusione dell’antenna satellitare confrontata con il numero di contratti con pay-tv. Come potete osservare, a causa della netta differenza, la pirateria non è un fenomeno esclusivo del mercato videoludico.

I numeri e i dati illustrati parlano chiaro: i videogiocatori sono persone normali con una spiccata predisposizione all’elemento tecnologico. Comprano su Internet più degli altri, navigano più degli altri, hanno un tenore di vita mediamente più alto.
Dobbiamo dimenticare il videogiocatore di dieci anni fa, associato al classico nerd diciottenne occhialuto asociale. Oggi il videogioco è una forma di intrattenimento e di socializzazione di massa. Il videogiocatore gioca con gli amici invece di andare al cinema o in discoteca. Il videogiocatore è più sensibile di altri target giovani alle novità e più pronto a sperimentare. E soprattutto i videogiocatori non possono essere considerati una nicchia di mercato. Sono i nostri figli, i nostri cugini, i nostri amici. Sono tutte le persone che ci circondano.

E’ solo una questione di tempo.

Andrea Pucci, editore Multiplayer.it

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