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Diario del Capitano

E' un rumor circolato per la rete alla fine della scorsa settimana, esploso in primis sui forum inglesi: l'intero team editoriale di Edge, a partire dalle alte sfere, avrebbe abbandonato in blocco la testata. Motivo? Le pressioni da parte dell'editore Future Publishing per rendere la rivista più, diciamo così, accessibile. Insomma, più mass market. Perchè, non è certo un mistero, Edge non ha mai venduto un granchè, tutt'altro. Ma non era certo quello il suo punto di forza. Edge è, di fatto, l'unica vera Bibbia del settore, l'unica voce fuori da un coro esageratamente monocorde. L'unica a proporre determinati articoli, l'unica ad avere il coraggio di andare contro le convenzioni e le regole non scritte della industry stessa (che ci sono, eccome se ci sono...). Purtroppo una rivista del genere non paga, e sciocco io ad aver pensato che Future la tenesse in piedi per una pura questione di immagine e di prestigio.
Ormai il videogioco è mass market puro. In uno scenario come questo, una pubblicazione come Edge non ha alcun senso di esistere: i veri appassionati sono sempre meno e hanno ormai perso da tempo la capacità di influenzare attivamente il mercato. Ma non c'è nulla di strano in ciò: quello che sta succedendo ai videogiochi è la naturale conseguenza della massmarketizzazione. E' la dura legge del mercato, baby.
Per il momento la notizia non è stata comunque confermata ufficialmente, un barlume di speranza ancora c'è. Non che l'attuale team editoriale al timone di Edge sia il migliore che la rivista abbia mai avuto nei suoi anni di vita, ma un cambio nella direzione che Future vuole è davvero deleterio. Per tutto lo zoccolo duro che, con ogni probabilità, smetterà in blocco di leggere la rivista.

Mauro Fanelli, responsabile editoriale area Console.

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